6 Ottobre Ott 2015 1210 06 ottobre 2015

Un porcellino per la libertà

In un asilo di Rovereto alcuni genitori musulmani avevano chiesto la rimozione di un maialino a dondolo, ma il Comune ha fatto sapere che il problema era stato sollevato dalle maestre per motivi di sicurezza.

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A volte può essere un giocattolo a scatenare una polemica. È successo a Rovereto, in provincia di Trento, dove in un asilo un maialino a dondolo è diventato il bersaglio delle rimostranze di alcune famiglie musulmane che ne hanno chiesto la rimozione perché il suino è, per la loro cultura, un animale impuro.

IL CASO
Installato il 30 settembre nel giardino della scuola materna, in appena due giorni il dondolo rischiava di scomparire per volere di alcune mamme musulmane . Dopo qualche tentennamento iniziale, il Comune di Rovereto ha confermato che il porcellino rimane al suo posto e che non c'è una matrice religiosa dietro la richiesta di questi genitori. Ma la faccenda non si è sgonfiata come qualcuno avrebbe voluto. Di fronte all'asilo di via Saibanti è scattata una mobilitazione politica e istituzionale che ha coinvolto il consigliere provinciale di Lista Civica Trentina, Claudio Civettini, e i rappresentanti di Lega Nord. È stato proprio il consigliere a sollevare il caso alla giunta della Provincia Autonoma di Trento, parlando di «una realtà incredibile, che genera reazioni xenofobe, perché dopo presepi, crocifissi e feste del papà e della mamma si arriva a privare i bimbi di un gioco in nome di un' integrazione al contrario». La Lega Nord si è invece presentata ai cancelli della scuola materna brandendo pupazzi di Peppa Pig e contestando «la sottomissione alle imposizioni religiose di una minoranza».  Anche il Movimento 5 Stelle ha preso le difese del maialino, respingendo il tentativo in atto di «piegare gli italiani ad usi e costumi altrui».


PORCELLINO SALVO
L'Amministrazione comunale, dopo le accese polemiche, cerca di placare gli animi, assicurando che non sono in atto casi di discriminazione al contrario. «Non c' è stata alcuna ingerenza da parte di famiglie di alunni stranieri, il rapporto con loro è sempre stato caratterizzato da dialogo e rispetto reciproco», ha spiegato il vicesindaco Cristina Azzolini, provando a ricondurre la questione a ragioni di sicurezza.  «Abbiamo solo voluto verificare che il gioco fosse compatibile con la fascia d' età dei bambini che dovranno utilizzarlo», ha aggiunto la vicesindaco. «Fatte le valutazioni del caso, sembra che tutto sia in regola. Non si provvederà ad alcuna rimozione». In una nota pubblicata sul sito web del Comune di Rovereto l'amministrazione ha precisato che erano state alcune maestre a segnalare il gioco in quanto troppo voluminoso e forse pericoloso per la fascia d'età dei bambini. Il Comune ha quindi contatto le autorità competenti che hanno valutato idoneo il dondolo. L'assessore competente Cristina Azzolini ha ribadito che non ci sono state pressioni da parte delle famiglie musulmane. In ogni caso il porcellino è salvo.

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