9 Settembre Set 2015 1848 09 settembre 2015

Equitalia senza pietà

Nel Bergamasco una barista di 57 anni, con un debito col Fisco di 130 mila euro, si è vista pignorare la pensione di invalidità della figlia 26enne.

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Una storia ai limiti dell'assurdità che arriva da Bergamo, quella di Giovanna Fornoni. Una donna di 57 anni con un debito con Equitalia che si è vista pignorata la pensione d’invalidità della figlia disabile. Da sette anni gestisce un bar a Redona, quartiere di Bergamo. L’ha rilevato appena prima della crisi: allora l'attività andava bene, adesso i clienti sono pochi. Talmente pochi che la signora si è ritrovata con 130mila euro di debiti.

LA LEGGE ASSENTE
Non può pagarli, così Equitalia li ha presi direttamente dalla pensione della figlia Roberta, 26 anni, con una disabilità psico-cognitiva. In tutto 2.395 euro, ha raccontato la donna all'edizione locale del Corriere della Sera.
«La legge non lo consente, eppure è successo. E sa cosa mi hanno risposto quando l’ho segnalato? Di presentare un esposto, il che sappiamo bene cosa significa: non ottenere nulla», ha raccontato. La donna si è rivolta anche all’Inps. «E la loro spiegazione è stata ancora più assurda», ha raccontato al Corriere. «Dicono che Equitalia può farlo perché il bonifico arriva a me e quindi, per loro, non è bloccare la pensione di Roberta, è bloccare il mio conto». Una via d’uscita, comunque, è stata trovata. «Fare arrivare la pensione in posta. Peccato che questa operazione abbia richiesto un tempo inspiegabilmente lungo. Morale: le è stato tolto anche l’assegno di settembre».

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