2 Settembre Set 2015 1204 02 settembre 2015

Revenge porn, la prima condannata è donna

La sentenza in Gran Bretagna, dove una 24enne aveva postato su Facebook le foto intime della compagna dopo una discussione. La pena, sospesa con la condizionale, è di sei settimane.

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Per la prima volta il revenge porn (vendetta pornografica) è stato punito dalla legge.
È accaduto in Gran Bretagna, dove Paige Mitchell, 24 anni, di Stevenage, a Nord di Londra, è stata condannata a sei settimane di carcere sospese con la condizionale per aver postato su Facebook le immagini esplicite (filmati e foto) della sua compagna dopo un'accesa discussione con quest'ultima, che l'accusava di guardare altre donne. Mitchell è stata anche accusata di aver picchiato la sua ragazza. Per entrambe le accuse si è dichiarata colpevole.

IMMAGINI ONLINE PER MEZZORA
Le foto - è emerso durante l'udienza - erano state inviate a Mitchell dalla sua compagna. Dopo la litigata fra le due sono state postate sul suo account di Facebook, dove sono rimaste per circa mezzora. L 24enne ha deciso di rimuoverle quando sua madre le ha fatto notare che si trattava di una pratica illegale.
«Mi ha fatto sentire imbarazzata, veramente imbarazzata, anche solo a camminare per strada», ha dichiarato in tribunale la vittima.
Bette Hindmarsh, la giudice che ha condannato la ragazza, ha dichiarato che «postare quelle foto su internet costituiva un'invasione della privacy» con intenti «fortemente vendicativi. É stata compiuta con l'intenzione di umiliare e ferire la vittima».

LINEA DURA DEI SOCIAL, E NON SOLO
Oggi, la pratica del revenge porn è sempre più diffusa in Rete, tanto che nei mesi scorsi Google, Miscrosoft, Facebook e Twitter hanno messo in atto meccanismi per bloccare la diffusione dei video.

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