10 Agosto Ago 2015 1413 10 agosto 2015

Il Citomegalovirus fa meno paura

Norme igieniche adeguate possono ridurre drasticamente le possibilità di contrarre l'infezione durante la gravidanza. Si stima che ogni anno nascano in Italia circa 2 mila bambini affetti da questa malattia.

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Uno studio condotto dalle cliniche ostetrico-ginecologiche dell'ospedale Sant'Anna di Torino e del San Matteo di Pavia su 9 mila gestanti, ha permesso di scoprire come prevenire l'infezione primaria da citomegalovirus nelle donne in gravidanza.

LA MALATTIA
Si stima che ogni anno nascano circa 35 mila bambini in Europa, 2 mila dei quali in Italia, affetti da citomegalovirus. Il 10-20% dei neonati italiani che contraggono la malattia sviluppanno i sintomi nei primi anni di vita. Per questa patologia non esiste ancora una vera e propria cura (le immunoglobuline, ad oggi, sono l’unico farmaco somministrabile in gravidanza). In questo senso, lo studio italiano sulla malattia dà nuove armi di difesa alle neo mamme.

LA RICERCA
I ricercatori hanno dimostrato che una donna incinta bene informata sulle norme igieniche è in grado di evitare l'infezione durante la gravidanza e, quindi, di non infettare il suo bambino. Dopo aver identificato, all’inizio della gestazione, le donne ad alto rischio di infezione (quei soggetti a stretto contatto con bambini al di sotto dei 3 anni, dato che il CMV è solitamente presente nelle loro urine e saliva), si è passati ad un'azione di informazione capillare. Alle future mamme veniva raccomandato di lavarsi frequentemente le mani, di non baciare i bambini piccoli sulla bocca o sulla faccia, di non condividere con nessuno stoviglie, biancheria, cibo o bevande.

I DATI
I risultati hanno evidenziato che, tra le donne non informate, nove su 100 hanno contratto l'infezione. Tra le mamme che hanno seguito il protocollo dell'ospedale Sant'Anna di Torino e del San Matteo di Pavia, al contrario, una sola si è ammalata.

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