4 Agosto Ago 2015 1213 04 agosto 2015

«Brutto gay», e il branco lo aggredisce

In sei hanno assalito un 40enne di Genova considerato omosessuale. Dopo le botte l'uomo è entrato in coma a causa di un ematoma cerebrale.

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pestaggio

Un uomo di 40 anni è stato selvaggiamente picchiato a Genova su un autobus. A scatenare il violento pestaggio è stata la presunta omosessualità dell'uomo. Il 40enne stava tornando a casa dalla fidanzata in compagnia di un amico. Era il 21 luglio 2015, ma la polizia è stata avvisata solo dopo che il 40enne è entrato in coma per un ematoma cerebrale.

IL PRETESTO
È bastato uno sguardo, magari lanciato sovrappensiero. Subito dopo sono arrivati gli insulti. «Gay di m..., che c... guardi, il mio fidanzato?», si è fatta sotto una ragazza sull'autobus. L'uomo ha chiesto scusa e spiegato che lo sguardo era fisso nel vuoto. Una giustificazione che non è bastata. In sei, di cui due donne, si sono buttati sull'uomo. Calci, pugni, ad un certo punto anche una catena. La testa del 40enne è stata colpita ripetutamente prima di riuscire a sottrarsi al branco e raccontare l'accaduto alla fidanzata.

IL COMA
Dopo una settimana dal terribile pestaggio l'uomo è entrato in coma: non sapeva di avere un ematoma cerebrale dovuto alle botte. Subito ricoverato in ospedale, un disperato intervento neurochirurgico gli ha salvato la vita.

L'INCHIESTA
La Procura di Genova ha aperto un'inchiesta per tentato omicidio. La ritorsione omofoba è la prima pista che la polizia sta seguendo per rintracciare gli aggressori. Momentaneamente i sospetti degli inquirenti sono caduti su un gruppo di giovani che vivono in Valpolcevera, anche se nessun membro del branco è stato identificato con certezza. L’unica denuncia è scattata per favoreggiamento nei confronti dell’autista del bus, reo di non aver chiamato i soccorsi e denunciato l'accaduto.

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