23 Luglio Lug 2015 1309 23 luglio 2015

Anche Microsoft contro il revenge porn

Dopo Google, tocca all'azienda informatica americana eliminare dai suoi motori di ricerca i contenuti sessuali non autorizzati. Ideato un form a tutela della privacy degli utenti.

  • ...
Inside Lenovo Group Ltd.'s Headquarters And Flagship Store

Il revenge porn ormai ha i giorni contati. Almeno su internet. Dopo Google, anche Microsoft ha deciso di rimuovere dai risultati del motore di ricerca Bing, dalla nuvola OneDrive e da Xbox Live, i link a quelle immagini e filmati a sfondo sessuale pubblicati senza il consenso dei dati personali. Una grave violazione della privacy che non poteva passare impunita come dimostra la condanna a 18 anni di carcere di Kevin Bollaert, il 28enne fondatore del sito di vendetta pornografica ugotposted.com.

IL FORM DI PROTEZIONE
L’azienda ha messo a disposizione degli utenti un form da compilare dove indicare i link che rimandano a siti con immagini e video pornografici senza autorizzazione. Ricevute le segnalazioni, Microsoft promette di rimuovere i link da Bing, impedendo che i file indicati siano condivisi attraverso i suoi servizi di storage in cloud.

REPULISTI
«Chiaramente, questo meccanismo di segnalazione è solo un piccolo passo nell’ambito di uno sforzo crescente e tanto necessario sia nel settore pubblico, sia in quello privato, per affrontare il problema», ha scritto Jacqueline Beauchere, responsabile della sicurezza online di Microsoft,  in un post sul blog dell'azienda informatica statunitense. La Beauchere ha poi aggiunto come Microsoft intenda collaborare con i leader e gli esperti di tutto il mondo per arginare questo fenomeno e sostenere tutte quelle persone che sono state violate nella loro privacy.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso