7 Luglio Lug 2015 1259 07 luglio 2015

Medico, se scrivi male danneggi il paziente

Secondo le linee guida della Regione Lazio otto errori su dieci nella prescrizioni della terapia derivano da sbagli nella lettura e nella trascrizione sulle cartelle cliniche.

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Che i medici abbiamo una calligrafia pessima e decifrabile da pochi è di certo più di un mito. Ma che sforzarsi di migliorarla, e più nello specifico scrivere in stampatello, contribuirebbe a evitare l'84% degli errori nella prescrizione, fa strabuzzare gli occhi. È quanto sostengono le ultime linee guida della Regione Lazio per la gestione del rischio clinico in ospedale.

CAUSANO UN ERRORE SU DUE
Così facendo si potrebbero tagliare  il numero degli errori sanitari che si registrano ogni anno nelle nostre strutture sanitarie, circa 320 mila su un totale di otto milioni di ricoveri. A quanto pare ben otto errori su dieci nella prescrizione della terapia derivano, infatti, da sbagli nella lettura e nella trascrizione sulle cartelle cliniche. «Il collega o l’infermiere non comprende la scrittura del medico che ha indicato la cura e questa viene modificata», ha spiegato all'Ansa Alessandro Boccanelli, presidente dell’Associazione Salute e società Onlus e co-presidente della Società italiana di cardiologia geriatrica. «Gli errori di prescrizione sono responsabili in un caso su due degli incidenti durante i trattamenti, mentre gli errori di somministrazione sono il 26% e quelli di distribuzione il 14%», ha continuato.

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