Scuola 27 Febbraio Feb 2014 1250 27 febbraio 2014

Giannini: liceo in 4 anni? Perché no

Il tema per il ministro è da approfondire. Da cambiare anche il contratto degli insegnanti e il bonus maturità. Storia dell'arte? Resti nei programmi scolastici.

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Scuola: Giannini, torna il bonus maturità e no ai concorsoni

Stefania Giannini, nuovo ministro dell'Istruzione.

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Sulla riduzione della scuola superiore da 5 a 4 anni «c'è un punto di domanda» e «un approfondimento doveroso» da fare. Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ai microfoni di Prima di tutto su Radio uno. La sperimentazione del liceo in 4 anni è un punto che il ministro ha «personalmente bisogno di approfondire. Io non ho nulla pregiudizialmente in contrario» ha spiegato «perché è chiaro che se questi ragazzi escono prima e ben preparati va bene. Però bisogna vedere se quella è la strada. Ho l'impressione che ci sia un'ottima scuola primaria, licei e scuole superiori con punte di eccellenza, ma la scuola inferiore dovrebbe essere rivisitata.  Il tweet di Renzi è musica per le mie orecchie» ha detto ancora il ministro, commentando il 'cinguettio' con cui il presidente del Consiglio rimarcava che «nvestire sulla scuola è il modo per uscire dalla crisi».
STORIA DELL'ARTE RESTI
Il ministro si è detta anche «totalmente d'accordo» sul non eliminare la storia dell'arte dai programmi scolastici. «Le nostre idee sono chiare poi vedremo in quale modo» ha poi aggiunto.
CONTRATTO PROF DA CAMBIARE
Per il ministro «sarebbe un bel passo equiparare gli stipendi degli insegnanti italiani agli stipendi medi europei. La sfida vera è pensare e praticare contratti che considerino gli insegnanti una figura fondamentale nella società e non solo nella scuola».
Serve quindi la «revisione di un contratto mortificante, non solo perché è pagato poco, ma anche perché non ha meccanismi premiali, che valorizzino quella larga fascia di docenti che si impegnano e si aggiornano».
Secondo Giannini le parole chiave per individuare meccanismi premiali sono «più autonomia e più valutazione: si dia autonomia e responsabilità agli istituiti e si premi chi fa un lavoro straordinario, rimasto in ombra». Gli studenti, è convinta Giannini, «sanno chi hanno davanti e distinguono rapidamente i docenti che lavorano con professionalità e chi lo fa in maniera più stanca».
SCUOLA STATALE E NON DEVONO AVERE STESSI DIRITTI
Giannini ha parlato anche delle scuole paritarie e statali. Scuola «statale e non statale devono avere uguali diritti e trattamenti che corrispondano al loro diverso insegnamento. La libertà di scelta educativa  è un principio europeo ed è un principio di grande civiltà. Quello del pubblico è un servizio fondamentale», ha ribadito il ministro, ma scuole statali e paritarie «devono avere uguali diritti».
MATURITÁ DA RIPENSARE
Il bonus di maturità è un «tema delicato, che va visto nei pro e contro. È un capitolo da ripensare con attenzione. La carriera scolastica di uno studente che lascia una parte importante di apprendimento, cioè la scuola, per entrare all'università, va considerata. È il suo portafoglio, la sua carta di identità e di apprendimento» ha precisato il ministro. Secondo Giannini, «il bonus ha il vantaggio della sintesi: è un numero e, se è il frutto di un calcolo preciso, funziona. Ma è anche vero che nel nostro paese lo stesso numero non è equiparabile in tutte le sue parti. Non trovai una scelta saggia» ha concluso  «cambiare le regole del gioco in corsa. Ma sono consapevole che i miei predecessori si sono ritrovati questioni già complicate in partenza da affrontare e io avrò lo stesso difficile compito».

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