28 Marzo Mar 2018 1922 28 marzo 2018

Henry, la nuova sex doll al maschile

L'azienda Realbotix è quasi pronta a lanciare sul mercato la prima bambola sessuale con intelligenza artificiale concepita per un pubblico femminile.

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Immaginate di avere a disposizione dalle otto alle 11 mila sterline da spendere, di essere single e di voler fare nuove conoscenze, o comunque di volere compagnia nella vostra vita. Cosa ne fareste di tutti quei soldi? Una risposta potrebbe essere «viaggiare», un'altra «comprare un cane di razza e sommergerlo di regali», un'altra ancora «iscrivermi a qualche costosissimo corso e incontrare nuove persone». Secondo Matt McMullen, invece, se avete da parte un portafoglio abbastanza ricco e l'intenzione di riempire la vostra vita, la sua sex doll Henry potrebbe fare al caso vostro. McMullen, CEO dell'azienda Realbotix, è quasi pronto a lanciare sul mercato l'equivalente maschile di Harmony, la prima bambola sessuale con intelligenza artificiale. Ora che le donne hanno conquistato (quasi) la loro libertà, e che i vibratori non sono più visti come oggetti del demonio (forse), sono diventate anche loro un potenziale target per il business degli umanoidi 'da compagnia'.

L'UOMO DEI SOGNI?

McMullen ha concepito e presentato Henry come l'uomo dei sogni: un metro e 82 centrimetri di altezza, aspetto personalizzabile, addominali pronunciati, ma non troppo (per non mettere a disagio le e i partner), raffinato accento inglese e una serie di app con cui è capace di conversare, recitare poesie e via discorrendo. E ancora, capacità di recepire e ricordare gli stimoli sessuali e un pene dall'erezione perenne, che però rimane di silicone. Ne avevamo veramente bisogno?

NON SEX DOLL MA COMPAGNI DI VITA. OK.

Forse per rendere le sue bambole più affascinanti e convincenti, Matt McMullen ha detto che quello che gli stava a cuore, durante la progettazione, era dare alle cliente (e ai clienti) qualcosa di più che un vibratore formato gigante. Le sue parole, riportate da diversi siti inglesi: «Le donne hanno gli stessi problemi di solitudine dei maschi. Le persone chiamano questi prodotti sex doll, ma è più una questione di compagnia. In una società basata sui computer, si stanno perdendo le connessioni umane». Ma quale dovrebbe essere la logica del cercare di incentivare i legami fra esseri umani producendo bambole dall’intelligenza artificiale?

I SEX ROBOT SONO IL FUTURO DEL SESSO?

Il tema del sesso fra esseri umani e umanoidi, in realtà, è molto complesso e discusso da tempo. Basti pensare che secondo lo scienziato Ian Pearson entro il 2050 i rapporti fra noi e le macchine avranno superato quelli fra 'noi e noi'. Secondo alcuni, poi, le bambole artificiali potrebbero essere utili da un punto di vista medico e terapeutico per chi ha subito qualche forma di trauma sessuale, o venire incontro ai bisogni di anziani e disabili. L'argomento, del resto, è sempre più vagheggiato da film e serie tv. Per citare solamente alcuni titoli, in Blade Runner 2049 vediamo Ryan Gosling innamorato di un software, come era già toccato a Joaquin Phoenix in Her, mentre in Westworld il mondo parallelo artificiale del parco a tema diventa per i suoi visitatori una sorta di discarica di bassi impulsi. Chissà cosa toccherà fare, dire e vedere a Henry, una volta in commercio.

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