SexToGo

26 Marzo Mar 2018 1807 26 marzo 2018

Tinder, se lui vuole uscire con te ma non fare sesso

Un match e un pranzo insieme prima di mettere le mani avanti. Un nuovo racconto dalla rubrica Sex To Go che somiglia allo strano caso di Dottor Jekyll e mr Hyde.

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Sesso Tinder

Si dice che non si finisce mai di conoscere qualcuno. Figuriamoci un uomo su Tinder. Ormai lo sto imparando bene, a mie spese. Dopo il perfezionista del sesso telefonico che mi ha stregato a parole per rivelarsi un pervertito dopo poco, ho finalmente realizzato che non possiamo (né dobbiamo) credere di aver trovato qualcuno di realmente interessante prima di averlo incontrato dal vivo.

«Bene», mi dico dieci giorni fa, «questa volta Lisa, ti svegli e stai bene in allerta: parli in chat con i tipi ma senza dare troppa confidenza. E, se per caso qualcuno ti incuriosirà, gli proporrai subito di uscire e senza tanti discorsi».

Il mio matching plan sembra perfetto. Sono fiera di me. Riesco quasi a darmi un tono, per lo meno ai miei occhi. Riapro Tinder, decisa ad affrontare nuovamente l’universo erotico maschile. Vediamo, vediamo.

Salvo, 38 anni, Private Equity. Stupido non sarà, bello lo è, pervertito… chi lo sa! Io e Salvo facciamo match, iniziamo a parlare. Primo argomento: i suoi cani.

«Ho 5 cani, li tengo tutti in casa, con me. C’è un giardino enorme, tutto per loro. Vivo un po’ fuori Milano ma per i miei cani questo e altro…»

Oh, un amante dei cani! Lisa, sarà sicuramente una persona sensibile! Azzardo e gli chiedo di vederci.

«Ti va se ci raccontiamo il resto dal vivo?» (Brava Lisa, osa, così si fa!).

«Stavo per proportelo io. Ti va un pranzo domenica?».

«Aspetta ma domenica non è domani?» (Fantastico, è anche uno pratico).

Il giorno dopo mi presento al pranzo, con tutte le peggiori aspettative in tasca. Sarà pieno di sé, con un accento improponibile e vorrà solo del sesso, come gli altri. Cercherà di farmi bere per stordirmi e vorrà intortarmi per poi propormi di andare a casa sua. Tzè! Ormai conosco il copione!
Lo vedo. Stretta di mano, bacio sulla guancia e via. Si comincia a parlare. Ha gli occhi azzurri, ho un debole per gli occhi azzurri. Ha delle belle mani, si vede che si cura. Ecco, porta la cravatta di domenica ma non mi parla di lavoro. Oddio è toscano, io amo la Toscana! Alt Lisa. L’uomo perfetto non esiste. Non ripetiamo la stessa tiritera dell’ultima volta. Bevi, relax, conoscilo.

«Per me un calice di pecorino. Grazie».

Intanto Salvo resta in silenzio a fissarmi.

«Beh, tu che prendi?».

Guarda la cameriera: «Acqua naturale, temperatura ambiente». Poi si rivolge a me: «Sono astemio, è un brutto difetto».

Non beve. Lisa sai che significa? Non ti proporrà l’ultima consumazione a casa sua, come il francese. Non farà leva sull’alcool per portarti a letto. Boccone dopo boccone, lo scruto cercando di capire come potrebbe evolversi l’incontro.

«Lisa, tu mi piaci. Ma io ho un problema».

Ecco, ti pareva. Lascialo continuare, Lisa.

«Anche tu non sei male. Di che problema si tratta?».

«Se vado a letto con una donna, perdo l’interesse. Non so come mai accada. Prima del sesso mi piace molto, dopo il sesso la odio e non la voglio più vedere. La rigetto proprio».

Ok. Questo è il momento in cui dovrei comportarmi normalmente. Ma non ci riesco, non sono capace di mentire.

«Stai mettendo le mani avanti? Sentiti pure libero di non ricercarmi una volta che lo avremo fatto! No problem».

«No, ti sto dicendo il contrario Lisa! Dato che mi piaci tanto, voglio continuare a vederti. Promettimi che non farai sesso con me prima di esserti accertata che mi sia innamorato di te».

Mi sembra tutto troppo assurdo per essere vero. Aspetta Lisa, ragiona. In pratica ti sta dicendo che gli piaci e che, proprio per questo, non vuole venire a letto con te. Nel mentre però potrai uscirci, sorbirti le sue paranoie, condividerci i problemi, andarci al cinema, conoscere i suoi amici, magari sua madre. Avrai una vita di pseudo-coppia insieme a qualcuno senza farci sesso. No, non ha senso! E poi chi la vuole una relazione adesso? Con uno così una notte e via va benissimo.

«Andiamo da te?», gli chiedo.

«Lisa, a una condizione: promettimi che, anche se mai cercherò di saltarti addosso, tu ti opporrai e che non faremo sesso».

Mi tornano in mente tutti i giurin giurello fatti da piccola e le promesse che non ho mantenuto. Che sarà mai una falsa promessa in più?

«Te lo prometto». (Dita incrociate, tanto chi lo rivedrà più)

Arriviamo da lui. Tempo zero e mi butta il divano e mi spoglia, mentre i cani continuano ad abbaiare in giardino. Lo facciamo, non è affatto male. Certo, sesso freddo: con uno così mica posso lasciarmi andare. Potrebbe cacciarmi da casa sua da un momento all’altro. Mentre mi prende da dietro, ripenso che è decisamente troppo strano e problematico per me. Tanto il problema di una conoscenza approfondita neanche si porrà. Concludiamo e lui piomba nel silenzio. «Ecco Lisa, sta per cacciarti», mi dico. Mi rimetto le calze mentre lo schivo con lo sguardo. Gli sorrido tirata, presagendo che già mi starà detestando. Mi alzo quando sento la sua mano sul braccio.

«Dove vai? Ti va di conoscere i miei cani?»

Eh? I cani? Non doveva cacciarmi da casa? Non capisco.

«Scusa Salvo, non vuoi che me ne vada come ti capita sempre?».

«Non lo so. Sta accadendo il contrario, Lisa. Ti vedo stupenda ed è un miracolo. Siamo io, te e il nostro magico mondo fatato».

(Il nostro magico mondo fatato? Ma perché capitano tutti a me?)

Continua: «Sarà che sei stata l’unica a cui ho confidato il mio problema col sesso prima di farlo. Ora sono pronto a conoscerci. Dormi da me stanotte».

Allarme rosso. Faccio due squilli a Ilaria: ce li mandiamo ogni volta che una delle due si trova in una situazione spiacevole dalla quale deve immediatamente uscire. Mi chiama poco dopo, fingendosi mia sorella malata.

«Mia sorella non sta bene, ha la nausea, è sola in casa! Devo assolutamente andare!».

Esco dalla casa di Dottor Jekyll e Mr Hyde e prendo un taxi, mentre chiamo sconvolta Ilaria.

«Tutti a te capitano Lisa?».

«Ilaria, ma che ne so!».

Può anche essere. Sarà che attirerò gli uomini più strani. Sarà che sarò strana pure io! Sarà che nessuno è normale e che ogni incontro è un terno a lotto.

Non tutte le stranezze poi si notano nello stesso momento. Alcune vengono a galla nel tempo. Altre, se siamo fortunate o sfortunate (dipende dai punti di vista), emergono dalla prima uscita. A quel punto saremo noi a chiederci quanto quella stranezza possa essere accettabile.

«C’è un lato positivo Ilaria. Salvo mi ha fatto accorgere di una cosa. Per me il sesso viene subito. Non posso aspettare di innamorarmi di qualcuno prima di farlo».

Attraverso le dating app in effetti entriamo in contatto con tanti profili di tante stranezze diverse. Le stranezze degli altri ci aiutano a conoscere le nostre. In pratica uscendo con tot uomini al mese possiamo conoscere noi stesse come se stessimo andando da uno psicoanalista. E senza neanche pagare! Prima di addormentarmi riapro Tinder. Evvai di dating app. Altro che Freud.

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