14 Marzo Mar 2018 1146 14 marzo 2018

Giornata Mondiale del Sesso Orale, i luoghi comuni da smontare

Spesso lo pensiamo come un atto prevalentemente femminile a servizio del piacere maschile. . Ma perché? L'emancipazione è importante anche nella sessualità.

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Giornata Mondiale Sesso Orale

Cade proprio a un mese esatto da San Valentino, e non è un caso. Il 14 marzo tutti insieme, uomini e donne, celebriamo l’International Steak and Blow Job Day. Che tradotto sta per Giornata internazionale della bistecca e del sesso orale. A detta degli organizzatori, dopo che gli uomini si sarebbero dati da fare per soddisfare le loro amanti a San Valentino, questa giornata sarebbe un’occasione per la controparte per restituire il favore. Il tutto combinato con un pasto a base di bistecca. Quale giorno migliore di oggi, quindi, per riflettere con voi sul sesso orale e sulla nostra emancipazione rispetto ai luoghi comuni legati alla sessualità? Cominciamo.

IL NOSTRO AGLI UOMINI LO DIAMO PER SCONTATO

Il primo luogo comune è che il sesso orale sia qualcosa «di dovuto» da parte della donna nei confronti dell’uomo. Una sorta di sine qua non, di servizio base incluso nel pacchetto di qualsiasi relazione (stabile, temporanea, aperta). Non è un caso che la prima immagine che l’espressione evoca è, nella maggior parte dei casi, quella di una donna che pratica la fellatio. Ricolleghiamo il sesso orale a un atto prevalentemente femminile a servizio del piacere maschile. Quest’associazione automatica è lo specchio del pensiero più ampio della società, per cui– e scanso ai perbenisti! - è inaccettabile che una donna non pratichi sesso orale al proprio uomo. Mentre il contrario (che un uomo sia mal disposto a praticare cunnilingus a una donna) neanche è così biasimabile. Anzi: per certi aspetti è quasi comprensibile…

SE LUI NON CE LO PRATICA, SIAMO «SBAGLIATE»?

La conseguenza diretta di una visione maschilista del genere è presto detta: le donne praticano sesso orale più degli uomini ma questo non ci stupisce perché è considerato di default normale. Il 63% degli uomini riceve quindi sesso orale senza farlo in cambio, e il motivo per cui noi donne non lo richiediamo a nostra volta non sarebbe tanto la generosità quanto il timore di non essere sufficientemente pulite (vedi lo studio What’s good for you too?). In pratica a causa di un luogo comune mettiamo in discussione soprattutto noi stesse, anziché l’egoismo sessuale del partner! Vi sembra normale?

QUESTIONE DI PIACERE O DI MECCANICA?

Se da un lato ci basta poco a sentirci inadeguate nel sesso orale, dall’altro ci sentiamo in dovere di praticarlo. Ovviamente con una buona performance. Al punto che gli how-to-do a riguardo spopolano in Rete, neanche fosse stata indetta una gara di chi lo fa meglio. Alcune sono così indottrinate dai consigli del web da ritenersi ormai macchine da guerra a riguardo. Peccato che poi, nel passaggio dalla teoria alla pratica, il risultato non sia così soddisfacente. Né per loro né per i partner. Seguire i diktat sul sesso orale non basta a generare piacere. Per praticarlo bene, il piacere deve essere doppio: soltanto se a noi piace davvero, può piacere anche all’altro. Finché viviamo il sesso orale come un banco di prova o un ring in cui esibire le nostre abilità sessuali più elevate, non ce lo godiamo appieno. E neanche il partner ne sarà soddisfatto. Vale sia per quello fatto che ricevuto: meglio accantonare la vuota tecnica per viverci il momento.

INGOIARE OPPURE NO: UN DILEMMA

A volte poi ci assilliamo da sole con dubbi amletici, anche mentre lo stiamo facendo. Uno di quelli più tosti è quello sull’ingoiare oppure no lo sperma. Ci preoccupiamo di come l’altro potrebbe prenderla se non arriviamo fino in fondo. Così tralasciamo di domandarci se a noi piace, oppure no, farlo. Trasformiamo un atto che dovrebbe essere di puro piacere nell’ennesimo rimando al dovere. Creiamo e ingigantiamo cose che non esistono. A volte ci spingiamo proprio oltre. Ingoiamo e viviamo quel gesto come una dimostrazione di profonda intimità nei confronti dell’altro: una sorta di passaggio a un livello più alto della relazione. Ma non è detto che l’altra parte la stia prendendo allo stesso modo! Soprattutto se siamo all’inizio di una relazione, l’uomo a livello affettivo potrebbe dare a questo aspetto una minore importanza di quella che gli attribuiamo noi donne.

PROVARE PIACERE, UN DIRITTO CHE CI SPETTA

La chiave migliore per praticare del buon sesso orale resta quella di affidarsi alla propria spontaneità, passionalità e intuizione. Parlare con il partner se qualcosa non ci è andato giù, sentire quanto ci piace (riceverlo e farlo), riscoprirci diverse ogni volta. Perché ogni volta facciamo un passo in più verso la conoscenza sessuale di noi stesse e dell’altro. Se ci emancipiamo dai luoghi comuni e viviamo la sessualità al naturale così come ci viene, allora è meglio. Lo è per tutti.
Ricordiamoci che il piacere sessuale non è un obiettivo a cui ambire, né un premio da conquistare, né un esame per cui prepararsi: è un diritto che ci spetta. E che soltanto noi possiamo riconoscerci per prime per permetterci di viverlo, insieme all’altro, al meglio.

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