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13 Dicembre Dic 2017 1456 13 dicembre 2017

Sesso, come dimenticare un ex grazie a Tinder

Essere lasciate per un'altra. E provare a distrarsi - nonostanti i dubbi - con un'app di dating. Può funzionare? Lisa Stellaro ci racconta la sua esperienza. Iniziata una domenica, con un brunch.

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Sesso Tinder

Una settimana fa mi sono lasciata. O meglio: lui mi ha lasciata, per un’altra. L’ha conosciuta su Tinder. Almeno ha avuto il coraggio di essere sincero, alla fine.
Non so come si faccia a lasciare qualcuno per qualcun altro. A programmarsela, poi? Lui aveva scaricato Tinder perché già si stava preparando a lasciarmi. Voleva una distrazione per andarsene e l’ha trovata.
Ho capito che le dating app in questo sono efficientissime. Ti anestetizzano a livello emotivo, rendono i distacchi sentimentali meno dolorosi e, per lo meno sul momento, ti danno anche ciò che cerchi. Soprattutto se non vuoi nulla di duraturo e sei a caccia di un’avventura fugace. «Allora fallo anche tu, Lisa», mi sono detta. «Scaricati Tinder. A lui è servito per allontanarsi da te, a te servirà per divertirti mentre ti ricostruisci la tua vita. Senza di lui».
Così domenica scorsa l’ho fatto. Ho scelto due foto, non troppo sexy né troppo alla Bridget Jones. Una via di mezzo. Volevo scoprirmi ma non troppo. Quella domenica è stata incredibile. Vi racconto come è andata, più o meno così.

Scarico Tinder. Inizio a scorrere i profili maschili disponibili. Tempo un minuto: scatta un match. Lui: francese, labbra bellissime… carnose. Già a vederlo in foto mi sale la voglia.
«Oh Lisa, non sei messa poi così male, in fondo! Hai già voglia di altri: segnale che ti stai riprendendo bene dalla batosta». Ilaria e io ci scherziamo su. «Dai, Ila», le dico ridendo al telefono. «Guarda che proprio ora il francese mi ha chiesto di uscire. Che faccio?». «Hai un motivo per non andarci?» (saggia, la mia amica).

Lui mi propone un brunch. La cosa bella dei brunch a Milano è che la domenica iniziano al mattino e finiscono dopo pranzo. Va beh, accetto. Ci diamo appuntamento alle 11. Arrivo in anticipo e lo aspetto davanti al bar. Ci provo, ma fa troppo freddo. «Entro dentro, ci vediamo tra poco», gli scrivo. Mi siedo al tavolino vicino all’ingresso e accavallo per bene le gambe. Faccio le prove per trovare la posizione che mi renda più appetibile ma che sia anche comoda, prima che lui arrivi. Così, giusto per ingannare il tempo.

Eccolo, è arrivato. Vediamo, vediamo… Biondino, sull’1.85. A fisico non è messo male. E quelle labbra carnose, poi, ci sono tutte! Ho voglia di lui, ancora. Ma subito ripenso che è il primo uomo che vedo dopo il mio ex. «Parli bene l’italiano per essere francese», gli faccio. «Merito delle italiane che ho conosciuto. Viaggio spesso. Tu?». «Io sono stata lasciata settimana scorsa. Lui ha conosciuto un’altra, su Tinder».

«Ahhh, Tinder! Dobbiamo sostituire questo brutto ricordo con qualcosa di bello», commenta mentre si porta il salmone alla bocca. Quanto vorrei essere al posto di quel salmone per farmi mordere, tutta. Mi avvicino a lui, qualche centimetro in più. Sento il suo respiro. Il desiderio prende a questo punto il sopravvento. Perdo ogni pensiero di ogni ex. Parliamo un altro po’ e mi chiedo se almeno lui abbia idea di come fare per far sì che tra noi la cosa evolva. Sento che sto perdendo lentamente il controllo. Saldiamo il conto, si esce.

«È l’ora di un bicchiere di vino, che ne pensi?».
(Sono solo le 14, ma non importa. Il vino ci vuole, servirà a farci smollare un po’ la tensione)
«Conosco un posto carino qui vicino», gli dico.
«Anche io...» – mi guarda - «Casa mia».
Ci va giù deciso: dritto al punto. Lo vuole, è chiaro. Mi vuole. Mi sta invitando a nozze. Anzi al sesso. Accetto, con l’espressione di chi si lascia guidare ma sa benissimo dove si sta andando. Ci avviamo a piedi verso casa sua mentre ribollo dalla voglia di finire nel suo letto.

Arriviamo da lui. Mi riempie il calice subito e mi invita a sdraiarmi sul divano. Lascio ogni pensiero alle spalle: lui ora è la mia fuga dal passato, la mia distrazione nel presente. Voglio godermela. Decido di passare per prima all’azione. Smetto di sorseggiare il vino. Gli appoggio un dito sul labbro inferiore e, accarezzandoglielo, glielo passo da sinistra a destra. Lui si zittisce e lascia il calice. Mi afferra per i fianchi, me li stringe con i palmi caldi delle mani. Non aspettava altro, pare…

«Prendo i condom, andiamo in camera».
Sta per succedere. Ho voglia. Grazie Tinder! Nel mentre penso già a quando lo racconterò a Ilaria e ci faremo due risate insieme. Basta così poco per godersela, ormai! Gli incontri sono così facili, così a portata di vagina.
«Me li tolgo da sola i jeans, se non è problema: sono elasticizzati», gli dico.
Lui fa lo stesso con la sua camicia e inizia a sbottonarsela da sé. «Aspetta», lo fermo. Non resisto. «La camicia te la sbottono io».

Lo facciamo, così. Presi dalla voglia del momento e senza alcun pensiero di coinvolgersi veramente, di impegnarsi a rivedersi. Sappiamo entrambi che non ci sarà un seguito.
Fatto. Comincia quel momento di silenzio in cui due estranei, a sesso terminato, non hanno più molto da dirsi. Stiamo zitti, a guardiamo il soffitto. Si respira aria di orgasmo mista a imbarazzo in stanza. Mi gira la testa, sarà l’esplosione di libido. Sono ancora calda di sesso. «Facciamo un altro brindisi?», mi risponde, sorridendo.

Ci rivestiamo, andiamo in soggiorno, riprendiamo i calici per l’ultimo brindisi. So già che non lo rivedrò.
Guardo l’orologio. Sono passati 40 minuti.
«Al sesso alla francese» – propongo.
«Al sesso con le italiane» – risponde, arricciando le labbra.
Poco dopo lo saluto, con un bacio alla francese. Mi lascio alle spalle la sua casa. Le sue labbra no, le conservo dentro. Me ne vado senza pretendere nulla.

L’ho fatto anche io, ho usato Tinder per distrarmi. Non me la sento di giudicarmi. Cosa c’è di sbagliato a ricorrere a una dating app per alleviare il dolore di un distacco e affrontare un passaggio? Basta essere sinceri, con se stessi e magari con chi si ha davanti. A volte il messaggio è chiaro, come lo è stato nel mio caso, e non servono precisazioni a parole. Era evidente che né io né il francese cercavamo qualcosa di serio. Il sesso è stato una parentesi di leggerezza e goliardia che a suo modo è servito a entrambi. A me è stato utile per staccare la testa prima di ricominciare il restauro del cuore: per 40 minuti mi sono divertita e ho alleggerito i pensieri. Chiamo la mia amica appena esco da casa di lui.
«Ila! Ti devo raccontare. È successo veramente, ed è stato fantastico! Non pensavo che mi avrebbe fatto così bene. Mi sento quasi rinata! Rivitalizzata!»

Non mi va di demonizzare Tinder. Non mi fa strano neppure essere andata a letto con un estraneo. Ci voleva, mi ci voleva. A volte è necessario darsi una spinta di incoraggiamento per schiodarsi da una storia finita male. Dopo la parentesi tinderiana, posso tornare alla vita di ogni giorno. Riprenderla in mano, provare a riprovarci. Conoscere qualcuno di nuovo, senza aspettative e senza logoramenti affettivi di cui al momento proprio non ho voglia. Non ho più paura di sentire quel vuoto che la fine della mia storia ha lasciato.

Da domenica scorsa mi sento single.
La mia ripresa comincia da qui.
Bentrovati a voi, alla mia nuova vita, a questa rubrica.
Benvenuta, singletudine dei tempi moderni!

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