13 Novembre Nov 2017 0900 13 novembre 2017

Sesso: come parlarne con i figli

Tre cose da dire e tre da non dire quando si avvicina il fatidico momento. Perché api, polline e fiori potrebbero non bastarvi più.

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Spiegare Sesso Figli

Il sesso, spiegato ai bambini, è la cosa più bucolica che ci sia: api, fiori, polline, cavoli e cicogne sono la via d'uscita classica per un genitore che debba spiegare ai propri figli come si viene al mondo (o come non si viene al mondo). Di solito le metafore vanno bene fino a una certa età, ma man mano che ci si avvicina alla soglia dei 10 anni bisogna mettere in conto che le immagini da fattoria non basteranno più. Quando arriverà il momento del famoso 'discorsetto', potrebbe esservi utile tenere a mente questa lista di cose-da-fare e cose-da-non-fare stilata dal Nation Health Service inglese, nella guida How to talk to your children about sex.

SÌ: SIATE ONESTI

Il primo consiglio del National Health Service è quello di essere onesti e diretti: «Se i vostri figli vi rivolgono domande sul sesso, vuol dire che sono pronti per avere risposte». Certo, non significa essere brutali, o abbondare con la dovizia dei particolari. Rischiereste di confondere loro, e imbarazzarvi voi. Si può parlare delle dinamiche, dei rischi e delle precauzioni, ma possiamo lasciare che i preliminari li scoprano da soli.

SÌ: CERCATE AIUTO

Anche se si parte con le migliori intenzioni, il discorso può diventare difficile man mano che si va avanti. Quando inizierete a sudare freddo, potrebbe esservi molto utile avere delle immagini, dei disegni o dei fumetti su cui fare avvidamento. Esistono diversi libri che possono fare al caso vostro, per raccontare il sesso senza troppe parole e in modo simpatico.

SÌ: PARLATE DELLA PUBERTÀ

Questo discorso dovrebbe, e potrebbe, venire fuori ancora prima di quello sul sesso. La pubertà e i cambiamenti nel corpo di ognuno dovrebbero essere argomenti assolutamente non tabù per un genitore. Se spiegate bene alle vostre figlie cosa sono le mestruazioni, quali assorbenti è meglio usare e quando, non si troveranno nel panico alla vista del primo sangue. Mandateli preparati nel mondo. Quando? Prima dei 10 anni per le femmine, 12 per i maschi.

NO: NON EVITATE LE DOMANDE

Se pensate che nascondere la testa sotto la sabbia sia una buona strategia, ricordate che non siete struzzi, ma genitori. Parlare di sesso è quindi invevitabile. Soprattutto, se prenderete il toro per le corna (continuando per immagini a tema animali) eviterete che i vostri figli vadano a cercare risposte dove non vorreste. Su Internet, per esempio, dove non solo corrono il rischio di confondersi le idee, ma anche di trovare cose inappropriate. Oppure parlando con altri bambini, non proprio fonti ben informate.

NO: NON MOSTRATE AGITAZIONE

Certo, si tratta di una conversazione imbarazzante. Probabilmente mentre la sosterrete vorrete essere da tutt'altra parte. Però non la si può evitare. E soprattutto, non fatevi vedere titubanti, o come se vi avessero colti alla sprovvista. Più sembrerete tranquilli, più i vostri figli vivranno l'argomento in maniera normale, seguendo il vostro esempio. Il modo migliore perché sviluppino una percezione del sesso con i vostri stessi valori, o almeno i giusti strumenti per comprenderli.

NO: NON DOVETE RISPONDERE A TUTTO-TUTTO

Difficile che da bambini vi pongano queste domande, ma possibile che una volta più grandi (da adolescenti per esempio) lo faranno. Con quante persone hai fatto sesso, quanto spesso, ecc. Come dicevamo all'inizio, parlarne in modo diretto è un bene, ma fino un certo punto. Ci sono dettagli che puoi mantenere per te, se vuoi. Non c'è bisogno di sentirsi obbligati a rispondere. Un diplomatico: «Queste sono cose fra me e tuo padre», potrebbe essere una ragionevole via d'uscita.

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