12 Ottobre Ott 2017 1337 12 ottobre 2017

Aromantici: chi sono le persone che odiano le relazioni a due

Non sono asessuali, non sono i trombamici, non sono i poco affettuosi: e, allora, come dobbiamo definirli?

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Aromantici

Prima c'era la coppia, da lì la famiglia, e via dicendo in un cerchio infinito. Poi le cose sono cambiate, e il circolo (a volte virtuoso a volte visiozo) è stato spezzato da tante novità che hanno frammentato la vita sentimentale in piccoli universi che scopriamo man mano. Tinder, sneet, asessuali, aromantici. Bisogna tenere il passo con quello che succede nel mondo. E capire le differenze fra le varie persone.
Essere aromantici e non essere particolarmente romantici non sono la stessa cosa. Nel primo caso parliamo di sentimenti, nel secondo di atteggiamenti. Gli aromantici provano affetto, per gli amici, per la famiglia, ma non sono interessati a portare avanti una relazione nei termini classici. Gli è innaturale: per loro la domanda giusta è perché si dovrebbe volere condividere l’intera vita con qualcuno, e non il contrario. Spesso le loro relazioni si limitano a qualcosa che si avvicina a essere a proprio agio con qualcuno, o a provare un coinvolgimento di tipo platonico. Che, per semplificare, potremmo sintetizzare in un’amicizia ad alto livello di intesa. Non si vedono come dei casi umani, ‘rotti’ dentro, e davanti a chi gli fa notare che probabilmente non hanno ancora trovato la persona giusta scuotono la testa. Leggendo le loro storie, sui gruppi Facebook e nei forum, molti si dichiarano felici della loro situazione e della loro vita. Non sentono la mancanza di qualcuno, né ora né nel lungo termine. Non è facile capire di chi si stia parlando, senza rischiare di storcere il naso e giudicarli per luoghi comuni. È un po' più facile, però, sapere cosa non si dovrebbe pensare quando sentiamo parlare di aromantici.

NON SONO QUELLI DEI POCHI ABBRACCI

Essere aromantici non significa essere poco affettuosi. Se già sognavate di poter fregiarvi di questa etichetta, quindi, meglio che ci fermiamo un attimo a chiarire. Non è un segreto che dopo le overdose romantiche degli Anni '90 e dei primi Duemila ora vada molto più di moda l'individuo. E non si tratta solo di una frivola tendenza: poter affermare se stessi fuori da una coppia è una bella cosa, per davvero. Fa anche un po' figo, però, dipingersi più duri e puri di quello che si è. Ma attenzione a non confodervi: non mandare al partner cinquanta messaggi al minuto, non morire dalla voglia di festeggiare San Valentino e non dormire perennemente a cucchiaio non fa di voi degli b, ma solo delle persone non morbose. Non siete degli accolli, insomma, ma neanche degli aromantici

NON CHIAMATELI EGOISTI

La critica più frequente che viene rivolta agli aromantici è quella di essere egoisti. Il loro non voler relazioni non viene visto come un qualcosa di naturale, di istintivo, ma come una mancanza di impegno, di costanza. Un’incapacità di scendere a compromessi. Facile lamentarsi che ‘i giovani d’oggi non sanno cosa significa costruire una relazione duratura’. Più probabile che lo sappiano benissimo, che le abbiano viste e le sappiano riconoscere e che non vogliano averci nulla a che fare. Meglio gli aromantici del 2017 di quelli che mettevano le corna negli Anni ’90. Se pensate che gli egoisti siano loro, ricordatevi delle fidanzate che trascinano i rispettivi a fare shopping la domenica pomeriggio.

NON CHIAMATELI SNEET

Dopo i neet, erano arrivati anche gli sneet. Cioè ragazzi e ragazze che non erano coinvolti in nessuna relazione, in nessun flirt e che non ne erano momentaneamente in cerca. Definire il momentaneamente non è facile, possono essere settimane, mesi o anni, ma di solito quando si parla di sneet li si vede come in una fase della loro vita. Vuoi per delusioni passate, per un lavoro totalizzante o per la mancanza di tempo (casa, lavoro, amiche, famiglia, libri, cinema e ci vuoi mettere anche un fidanzato? Dove?). Nelle storie di aromantici che si trovano in Rete, invece, viene spesso ripetuto che non si tratta di un periodo o di qualcosa di passeggero. Sono sensazioni che si provano dalla quinta elementare o dall'adolescenza e che sotto sotto non sono mai andate via. Con l'età adulta arriva solo la possibilità di poterle affermare e rivendicare.

NON CHIAMATELI TROMBAMICI

Altro errore, poi, sarebbe quello di ridurre tutto all'eterna lotta sesso-sentimenti. Una discussione vecchia come il mondo. O almeno, vecchia come il mondo civilizzato. Quello in cui una donna può avere la stessa vita sessuale di un uomo (gli ultimi 50 anni quindi?). Gli aromantici non sono il prodotto dell'era Tinder-Grinder e simili. Non sono neanche macchine da una toccata e fugga: non sono dei mostri, non sono degli aproffitatori. Alcuni si dichiarano asessuali, quindi del tutto disinteressati alla componente fisica, altri invece hanno partner con cui vanno a letto. Senza provare però attrazione sul lato emotivo.

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