Sessismo

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10 Ottobre Ott 2017 1832 10 ottobre 2017

Matrimoni in calo? È colpa della nuova sessualità femminile

È quello che dice, in breve, il nuovo libro del sociologo Mark Regnerus. Le donne si son fatte troppo disponibili.

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Matrimoni in calo: colpa della sessualità famminile

Avete presente quando nonne, mamme e amiche consigliavano, e consigliano tuttora, di non andare mai a letto con qualcuno al primo appuntamento? Ma di 'farlo aspettare' (magari fino al matrimonio)? Ce lo si sentiva dire così spesso e lo si diceva così spesso che più che un consiglio è diventato per intere generazioni una filosofia di vita. Una specie di mutazione genetica che fa credere alle donne che più si aspetta a fare sesso, più probabilità si hanno di avere una relazione duratura. Da una parte è vero: una rondine non fa primavera, e il sesso da solo non fa un matrimonio. Dall'altra, però, è una convizione che condiziona il modo in cui viene concepita la sessualità femminile. E cioè come un qualcosa che esiste solo in funzione di quella di qualcun altro, di un uomo. Che è quello che sembra dire Mark Regnerus, sociologo e professore americano, nel suo ultimo libro Cheap Sex: The Transformation of Men, Marriage, and Monogamy. Un condensato di retorica maschilista in cui l'autore mette in relazione il calo dei matrimoni e la svalutazione del sesso, vedendo nella maggior 'disponibilità' femminile la causa di tutti i mali di questo nostro mondo corrotto. Scusa se vogliamo avere una vita sessuale, Mark.

QUANDO TI DICONO DI FARLO ASPETTARE, MA TU NON VUOI

Mark Regnerus riconduce il declino del matrimonio alla maggior frequenza con cui si fa sesso. Le ragazze si concedono troppo velocemente, troppo facilmente: gli uomini non sentirebbero più il bisogno di prendere alcun impegno. Non c'è più la fatica nella conquista, è finita l'attesa. La colpa è nostra, che permettiamo loro di avere la botte piena e la (non) moglie ubriaca. Una visione della vita di coppia estremamente retrograda, che concepisce l’atto sessuale solamente in funzione maschile. Come se alle donne piacesse far aspettare e sospirare il compagno, invece che finirci a letto. Per molti, evidentemente, la vagina è ancora una semplice moneta di scambio, da conservare con cura per farsi mantenere a vita. Un pegno da pagare per avere una vita matrimoniale soddisfacente.

REGNERUS E L’ECONOMIA DEL SESSO

Il sociologo americano, poi, divide l’economia sessuale in due poli opposti. Quello maschile e quello femminile, ovviamente. E come insegna il mercato, ogni transazione è regolata da un meccanismo di domanda e offerta. La parte attiva, quella che prende le decisioni, che può andare a prendere quello che desidera, è l’uomo. Va da sè. La parte passiva, che si deve offrire, volente o nolente, è la donna. Un baratto che ora non sarebbe più possibile: noi non abbiamo più bisogno di essere mantenute, nè di far scendere la nostra libertà sessuale a compromessi. Ma non è che prima le donne fossero sante, mentre ora sono diventate tutte troie: è che prima non ci era permesso lavorare.

IL SESSO IN SCONTO

Mark Regnerus definisce il sesso di oggi ‘cheap’. Un termine non casuale, che abbina al minor costo in termini economici anche un minor valore qualitativo. Cheap è qualcosa di meschino, dozzinale, che non merita attenzioni. E secondo il sociologo è l’aggettivo migliore per descrivere la vita sessuale dei suoi contemporanei. Cosa ha provocato questa svalutazione negli ultimi 50 anni? A voler ragionare in termini economici, di costi e ricavi come fa Regnerus, si trovano le solite variabili. Dove la donna viene inserita come un qualsiasi termini di un’equazione che l’uomo si trova a dover risolvere. Il sesso è diventato più facile, meno complesso, privo di responsabilità. I contraccettivi, il porno, il declino degli obblighi sociali legati al matrimonio. La scoperta della sessualità femminile. Che il sociologo americano non riesce a concepire se non subordinata a quella maschile. Non sono le donne che hanno preso in mano la loro vita, sono gli uomini che hanno guadagnato una via preferenziale alla vagina di turno. Trasformandosi in erezioni su due gambe che passano da un paese dei balocchi all’altro, perché ora le loro partner, libertine, glielo permettono. Bentornato Medioevo.

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