29 Settembre Set 2017 1500 29 settembre 2017

Vagina o vulva? Grandi o piccole labbra? Le cose da sapere

Il sito australiano Labia Library cerca di limitare la confusione sul corpo femminile. Il primo obiettivo? Dire addio alla labioplastica. 

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Vagina o vulva, grandi o piccole labbra?

Una domanda che sembrerebbe legata alla vostra vita sessuale, ma no: quanti peni avete visto fino a questo preciso momento? Non solo quelli dei ragazzi con cui avete fatto sesso, ma in generale. Quadri, statue, film di Mel Gibson su Maya. Gente molesta che vi invia foto non richieste in chat. Insomma il pacchetto completo. Quanti, quindi? Forse impossibile contarli con precisione, ma sicuramente abbastanza. A prescindere dalle vostre preferenze in fatto di partner, probabilmente avrete incontrato più immagini di organi maschili che femminili. Si finisce col pensare che le parti intime delle donne si riducano davvero a quella linea che di tanto in tanto viene tracciata tra le gambe della vignetta di turno su qualche sussidiario scolastico. O col credere che il termine vagina sia il termine corretto da usare quando parliamo di cosa c'è al di sotto della cintura. Non è proprio così, ed è tempo di fare un po' di chiarezza.

VAGINA VS VULVA, L'ETERNA LOTTA

L'errore più comune che commettiamo è così grosso, che probabilmente non ce ne siamo mai accorte. Un lampante esempio di quello che gli inglesi chiamano «an elephant in the room»: una verità così ingombrante e ovvia da venire ignorata. Noi donne, almeno la maggior parte, non sappiamo come siamo fatte. Chiamiamo vagina qualcosa che non lo è. La magica parola con la V, infatti, non è che una piccola parte di tutto il complesso, e per altro una che non vediamo nemmeno. Il resto, la parte che depiliamo e tormentiamo con rasoi e quant'altro, si chiama vulva ed è composta da clitoride, grandi e piccole labbra. Il fatto che gli organi esterni femminili vengano spesso ignorati, dipende da come è sempre stata intesa la sessualità delle quote rosa: subordinata a quella maschile. Lo ha spiegato e mostrato, per esempio, la fumettista Liv Stromquist.

FACCIAMO UN GIRO SULLA LABIA LIBRARY

La scarsa conoscenza del nostro intimo fa sì che, poi, quando ci poniamo qualche domanda, non sappiamo dove trovare risposta. E quelle che si riescono a mettere insieme spesso sono sbagliate. Capita, quindi, che molte donne si convincano che con le loro piccole labbra qualcosa non funzioni. La forma, la grandezza, l'aspetto: le guardano con occhio di critica, se non di condanna. Vuoi perché hanno sempre creduto che al posto di quei lembi di pelle penzolanti dovrebbe esserci solo quella famosa linea sottile, vuoi perché quando vengono mostrate, ed è raro, se capita si tratta di porno, le vulve hanno tutte un aspetto simile fra loro: si finisce col non accettare il proprio corpo. Per questo, in Australia, è nata la Labia Library. Un sito che raccoglie fotografie di donne di tutte le età e etnie, di cui però si vede solo una piccola parte, quella che di solito resta nascosta. Oltre agli scatti, vengono forniti diversi consigli su come far pace con la propria sessualità.
In questo modo, l'organizzazione Women’s Health Victoria, che promuove il progetto, spera di porre un freno a un pratica che negli ultimi anni sta prendendo molto piede: la labioplastica. Un vero e proprio intervento chirurgico, diffuso soprattutto in Inghilterra, fra le giovanissime, a cui si sottopone chi vuole ridurre le dimensioni delle piccole labbra. E che spesso, con un po' di consapevolezza in più su quello che è davvero 'normale' fra le donne, si può evitare.

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