19 Settembre Set 2017 1139 19 settembre 2017

Eccitazione non concordata: quando mente e vagina non sono in sincro

Tra le ragazze più giovani è la causa della secchezza intima che spesso ci perseguita durante i rapporti sessuali. Non ha niente a che fare con la menopausa, nè con la scarsa attrazione per il partner: siamo solo fatte così.

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Pompelmo

Una serie di non finissime, ma efficaci immagini ci ha insegnato che, a letto, ‘donna bagnata donna fortunata’. La ricerca del piacere femminile si misura ancora in base allo stato della mucosa vaginale e delle sue risposte agli stimoli. Per gli uomini, invece, si tiene fede all’erezione. Se si vede vuol dire che c’è eccitamento, altrimenti niente. Ma non è proprio così. In entrambi i casi si tratta di una semplificazione che è entrata di prepotenza nella vita di tutti i giorni, ma che negli ultimi anni studiosi e sessuologi cercano di demolire. In particolare, la secchezza vaginale non indica sempre la mancanza di coinvolgimento o di trasporto nel rapporto. E viceversa. Dietro alle nostre inesatte convinzioni c’è quella che in America chiamano arousal nonconcordance e che potremmo tradurre con ‘eccitazione non concordata’. In poche parole, gli input che i nostri genitali recepiscono, che possono provenire da immagini, video, voci, non vanno sempre di pari passo con la nostra mente. Come se un piede volesse andare a destra, mentre l’altro punta irrimediabilmente a sinistra. E noi nel mezzo non sappiamo bene cosa pensare. Durante un rapporto, equivale a ritrovarsi improvvisamente 'a secco' e provare un grande imbarazzo.
Sappiate, però, che non c'è nulla di sbagliato in voi. Quando succede tendiamo a colpevolizzarci o a doverci giustificare con chi ci sta vicino. Giuriamo e spergiuriamo di voler fare sesso per davvero, dicendo che non sappiamo cosa ci stia capitando. Chi ha provato a spiegarlo in modo semplice e diretto è Emily Nagoski, che nel Come as you are cerca di sfatare tutte le convizioni sbagliate attorno all'argomento. Per esempio, il fatto che per uomini e donne valgano le stesse regole, mentre in realtà il livello di connesione che c'è fra mente e genitali è molto diverso fra i due generi. Nel 50% dei casi pene e cervello recepiscono gli stimoli in sincro, mentre guardando dall'altro lato del letto si scende al 10%.

COSA SI PUÒ FARE

La cosa migliore da fare, in caso di secchezza vaginale, è convincere la vostra dolce metà di dare ascolto a voi e non alla vostra vagina. E spiegargli di cosa si tratta. Niente che minaccia la sua virilità, ma qualcosa che ha che fare col funzionamento del corpo femminile. Per quanto riguardo il sesso, poi, la soluzione più semplice è cercare lubrificanti più adatti a voi e alle vostre esigenze. Ricorrere a questo tipo di prodotti non mette in dubbio la salute della vostra relazione, ma vi difende da eventuali dolori fisici e sforzi non necessari.

PREGIUDIZI PERICOLOSI

Se all'interno di una coppia possono generare tensioni e comprensioni, le convizioni errate attorno all'arousal nonconcordance causano anche risvolti più gravi. Soprattutto quando si parla di violenza sessuale. Sempre per via di quella narrazione standard che vorrebbe la donna eccitata quando i suoi genitali si presentano come tali, non mancano i casi in cui molte vittime di abusi siano state screditate per via della risposta fisiologica che il loro corpo stava dando all'aggressione. Ma se durante uno stupro la donna arriva all'orgasmo, non vuol dire certo che stia dando il suo consenso. O che ne trarrà piacere. Anzi, sarà percepito come un qualcosa per cui condannarsi. Come ha detto Nagoski: «Quando si tratta dell'eccitazione non concordata, vorrei che potessimo considerare allo stesso modo in cui consideriamo qualsiasi altra nostra risposta fisiologica».

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