RELAZIONI 21 Maggio Mag 2013 1254 21 maggio 2013

Il corteggiamento è donna

Sì ai giochi di sguardi. La comunicazione non verbale conta più di delle parole.

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Il corteggiamento è un'arte che si fonda su regole ben precise.

Il corteggiamento è un'arte che si fonda su regole ben precise.

I tempi stanno cambiando e, se fino a qualche anno fa le regole del corteggiamento seguivano il classico schema 'io, donna preda, tu, maschio cacciatore', ora il popolo femminile si dà da fare. Complice anche i social network, fare conoscenza è diventato molto più semplice. L'approccio più informale. Ma siamo sicure che, al di là delle convenzioni sociali ormai superate (per fortuna), le donne prendano l'iniziativa nel modo corretto? Su questo interrogativo ha provato a fare un po' di chiarezza la psicologa Alice Natoli, psicologa, psicoterapeuta ed esperta in Neuropsicologia.
MAI RISULTARE ECCESSIVE
«Il rischio è  quello di sembrare troppo disponibili o di risultare aggressive,  scatenando nell'uomo ansia da prestazione, e facendolo allontanare,  oppure inducendolo ad approfittarsene anche se non c'è un reale  interesse». E, se rompere gli indugi e fare il primo passo può essere  positivo, «se si è troppo dirette, la conseguenza è quella di far  decadere il gioco della seduzione. Per questo le donne dovrebbero  imparare a condurre sì l'approccio, ma in modo indiretto». «Quando si desidera qualcuno», spiega l'esperta, «se ne è attratti ed è naturale aver voglia ad avvicinarsi all’altro. Ma sedurre vuol dire condurre a sé e il potere femminile della seduzione consiste proprio nel mettere in  atto quei comportamenti che invitino l'uomo ad avvicinarsi, valorizzando così il suo istinto per la conquista e innescando il gioco della  seduzione».
UTILIZZARE LO SGUARDO
«Immagina  di diventare un polo magnetico di attrazione, con la forza di una calamita che lo attiri verso di te, e impara a sfruttare il linguaggio del corpo per lanciare i tuoi segnali». I gesti valgono molto di più delle parole: «La  comunicazione non verbale è molto potente, e ha il pregio di essere  sufficientemente esplicita ma anche discreta e misteriosa», spiega Natoli. «Lo sguardo, poi, ha un potere fortissimo nel comunicare le  nostre emozioni e intenzioni, e per questo il contatto visivo è uno dei  principali segnali di seduzione». La parola d'ordine è contegno: «Per  evitare l’effetto panterona, che potrebbe intimidirlo, lo sguardo deve  essere intenso ma brevissimo. Lasciarlo con un piccolo dubbio è proprio quello che lo porterà, se è interessato, ad accorciare le distanze».
NON ESSERE TROPPO DIRETTE
«Quando  cerchiamo di innescare le dinamiche della seduzione, il gioco di  sguardi deve lasciargli capire che lo desideri, ma lui  non deve averne la certezza. Se lo sguardo  è troppo diretto o sostenuto per troppo tempo, oltre a rischiare di  diventare aggressivo e volgare, toglie all’uomo la soddisfazione della  conquista».

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