16 Febbraio Feb 2018 1756 16 febbraio 2018

Selfie con l'assorbente: Pad Man Challenge contro il tabù delle mestruazioni

È la campagna social partita dall'India per dire no alla vergogna durante il ciclo. E sta iniziando a contagiare anche le star.

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Natalia Vodianova Pad Man Challenge

«Sono indisposta», «ho le mie cose», «sono in quei giorni»: è innegabile che nel 2018, anche in un Paese come l'Italia, le mestruazioni - chiamamole con il loro nome - siano ancora un tabù, un argomento difficile da affrontare in presenza di altre persone, così come ci vergognamo a tirare fuori un assorbente dalla borsa in pubblico. Qualcosa però, molto lentamente sta cambiando. E così migliaia di donne e, a sorpresa, anche uomini, hanno iniziato nei giorni scorsi a scattarsi selfie con un assorbente in mano per dire no alla vergogna durante il ciclo.

L'IDEA GRAZIE A UN FILM INDIANO

La sfida, che è nata e prosegue sui social con l'hashtag #PadManChallenge, è iniziata grazie alla promozione del film Pad Man appena uscito in India che racconta la vita di Arunachalam Muruganantham, l'uomo che ha inventato le macchine per la produzione di assorbenti. Un motivo per parlare di mestruazioni e opporsi all'imbarazzo che per colpa di una società bigotta, siamo ingiustamente costrette a provare. Per non parlare dell'India, dove il problema è reale, e va oltre alla vergogna: nel Paese solo il 12 per cento ha accesso agli assorbenti. A discapito dell'igiene intima.

IL SELFIE DELLA TOP MODEL RUSSA

La catena dei selfie sui social si sta allargando anche oltre l'India - solo su Instagram sono già a quota 25 mila: il più virale è quello di Natalia Vodianova, top model e attrice russa da un milione e mezzo di follower: «Sì, quello che ho in mano è un assorbente e non c'è niente di cui vergognarsi. Il ciclo è naturale». Vidianova, che da tempo è impegnata nella campagna #Letstalkaboutperiods, (Parliamo di mestruazioni) ha nominato a sua volta altre tre star: le colleghe Emily Ratajkowski, Doutzen Kroes e Alexina Graham. Vediamo se sapranno raccogliere il testimone e non lasciare la campagna solo alle donne indiane.

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