5 Ottobre Ott 2017 1230 05 ottobre 2017

Taleggio Esselunga, rischio listeria: sintomi, cura e prevenzione

Il caso del formaggio del marchio Carozzi, ritirato dai supermercati della nota catena, riporta l'attenzione sulla rara ma pericolosa infezione batterica: cos'è e come si affronta.

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Taleggio Listeria

Non se ne sentiva parlare da molto, ma il caso ddel formaggio ritirato dai supermercati Esselunga ha riportato l'attenzione sulla listeria, ovvero l'infezione batterica causata da listeria monocytogenes. Per la cronaca, il formaggio incriminato è il Taleggio Dop Piacere Naturale del marchio Carozzi Formaggi, lotto numero 4973 e distribuito dal 7 al 28 settembre in forma intera o sfusa con incarto protettivo: elementi fondamentali per mettere al corrente i clienti ed esortarli a non consumare il prodotto, da riportare dunque nei punti vendita Esselunga come comunicato dalla stessa azienda. Altrettanto importante, però, è conoscere la particolarità di un batterio non così comune che, tuttavia, può causare danni anche gravi soprattutto nei neonati, nelle persone anziane e nelle donne in stato di gravidanza. I rischi della listeria, la cui incidenza è comunque molto bassa (sette casi su un milione), sono infatti elevati: come ricorda il sito dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), «l'infezione può assumere diverse forme cliniche, dalla gastroenterite acuta febbrile, più tipica delle tossinfezioni alimentari e che si manifesta nel giro di poche ore dall'ingestione, a quella invasiva o sistemica». Conoscere dunque il batterio e, maggiormente, i sintomi dell'infezione è il miglior modo per affrontarla in tempo.

LISTERIA MONOCYTOGENES, COS'È E DOVE SI TROVA

Terra, acqua, vegetazione e feci animali. È qui che si trova il batterio, in grado di contaminare qualunque livello della catena di produzione e consumo alimentare, sviluppandosi e riproducendosi a temperature comprese tra gli zero e 45 gradi. La sua capacità di persistere nell'ambiente lo rende in grado di sopravvivere in alimenti trasformati, conservati e refrigerati. «Pesce, carne e verdure crude, latte non pastorizzato», indica l'Iss «e latticini come formaggi molli e burro, cibi trasformati e preparati (pronti all'uso), insalate preconfezionate e panini sono tra i cibi più frequentemente associati alla listeria. Solo in casi più rari, l'infezione può essere dovuta al contatto diretto con animali, persone o ambienti contaminati».

I SINTOMI

Nononstante la bassa incidenza, «negli ultimi anni, si sono verificate frequenti epidemie, soprattutto in seguito alla distribuzione di cibo contaminato attraverso le grandi catene di ristorazione». Ecco perché riconoscere i sintomi e prevenire è il solo modo per evitare il rischio che l'infezione si porti troppo avanti. Detto delle varie forme di gastroenterite più o meno acute, il discorso si fa differente per le donne in gravidanza che «di solito manifestano una sindrome simil-influenzale con febbre e altri sintomi non specifici, come la fatica e dolori». Tuttavia, le infezioni contratte in gravidanza possono comportare serie conseguenze sul feto (morte fetale, aborto, parto prematuro, o listeriosi congenita). «In adulti immuno-compromesse e anziani, la listeria può causare meningiti, encefaliti, gravi setticemie».

LA CURA

Queste manifestazioni cliniche sono trattabili con antibiotici, ma la prognosi nei casi più gravi è spesso mortale. L'incubazione media è di 3 settimane (ma può prolungarsi fino a 70 giorni) e il trattamento passa appunto attraverso una terapia antibiotica, sia per gli adulti che per i bambini. Somministrata per tempo nelle donne incinte, la cura pu può prevenire la trasmissione della malattia al feto.

LA PREVENZIONE

E qui arriviamo forse all'aspetto più importante, quello che riduce al minimo il rischio di contaminazione del batterio listeria monocytogene. Seguire le indicazioni Iss significa mettere in pratica le generali norme di igiene e attenzione previste per tutte le altre tossinfezioni alimentari. Ovvero lavare bene gli alimenti e gli strumenti usati per la preparazione dei cibi, mantenere la temperatura del frigorifero - che deve essere sempre pulito - non superiore ai 4 gradi, cuocere la carne, conservare i prodotti non oltre la data di scadenza e stare attenti a cosa si mangia, soprattutto fuori casa. Norme che spesso si danno per scontate ma che evidentemente non sempre vengono seguite.

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