20 Settembre Set 2017 1722 20 settembre 2017

Obesità infantile, i bambini raccontano le umiliazioni subite con la campagna #TheySaid

Genitori, nonni e zii non risparmiano commenti sgradevoli ai piccoli in sovrappeso. Sia chiaro, mortificare figli o nipoti è crudele. Così come rimpinzarli come tacchini. Controllare cosa mangiano, invece, è un gesto d'amore. 

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Bimba Grassa

«Continua a mangiare così e diventerai una palla di grasso». Quando suo padre glielo ha detto Sally Bergensen aveva 12 anni. Oggi è in splendida forma ed è a capo di un marchio d’abbigliamento femminile per lo sport. Ma quella frase lei se la ricorda bene. E quando ha deciso di condividerla su Twitter con l’hashtag #TheySaid, (loro dicono), le sono arrivate come risposta decine di storie simili. Racconti di umiliazioni che il tempo non ha cancellato. C’è chi ha visto la sua obesità giudicata «disgustosa» e chi, al contrario, si è visto fare i complimenti per il peso perso mentre soffriva di anoressia. La cosa che fa più male è che a dire queste frasi sono i familiari, che non risparmiano giudizi e commenti al vetriolo.

PARENTI SERPENTI

Le nonne sono decisamente le più crudeli. Una ragazza racconta sul Web che la sua la accoglieva con la domanda: «Sei ingrassata dall’ultima volta che ti ho visto?». Tutte le volte che andava a trovarla. Altre rinfacciano alle nipoti di non aver perso peso dopo la gravidanza.

Anche i nonni non si risparmiano. Quando l’anziano signore ha detto alla giovane Molly che indossava un top smanicato: «Bene bene paffutella, qualcuno sta mettendo su peso», forse non credeva di farle così male. Ma allora a cosa stava pensando verrebbe da chiedersi.

Ancora peggio quando si innescano dei confronti. Parlando con la figlia di otto anni la zia le disse che era meglio smettere di mangiare o sarebbe diventata grassa come sua cugina Amy. Forse la zia se l’è dimenticato. Amy, all’epoca dodicenne, di sicuro no.

A volte si ha la fortuna di avere dei colleghi gentili e intelligenti. Purtroppo non è il caso di Stacey, che al lavoro si è sentita chiedere: «Come fai a essere grassa visto che sei vegana

PICCOLI ITALIANI CRESCONO (IN LARGHEZZA)

Lo spin off nato intorno all’hashtag #SheReplied raccoglie le risposte di chi rivendica la libertà di difendere il proprio fisico e amarsi per quello che si è. Ma il sovrappeso è un problema serio, soprattutto fra i più piccoli, che incide pesantemente sulla loro salute. L’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di obesità infantile e anche se la situazione negli ultimi anni è migliorata, ancora non basta. Accettare il proprio corpo è indispensabile e nessuno, a parte voi, deve permettersi di giudicarlo. Ma proprio per questo bisogna trattarlo bene.

TAGLI DRASTICI

È il motivo per cui il pediatra ha detto a Dara-Lynn Weiss che sua figlia Bea doveva dimagrire. A sette anni la piccola pesava 42 chili per un’altezza di un metro e 30: troppo. Così Dara ha iniziato un conteggio certosino delle calorie, ha buttato via la cioccolata Starbucks ordinata dalla figlia e le ha proibito la pizza il venerdì sera. Contro i menù scolastici e le feste di compleanno ha intrapreso delle vere e proprie lotte.

LIETO FINE? NON SI SA

A otto anni la bambina aveva recuperato un peso forma, mentre intorno il mondo si divideva intorno alle scelte della madre, raccontate nel libro autobiografico The heavy: un mostro o un genitore attento? A distanza di anni, Bea potrebbe infatti ringraziarla per la salute o rinfacciarle il trauma con un sintetico #TheySaid.

CHI BEN COMINCIA

Quello che sicuramente Dara ha scoperto è che l’ossessione per il cibo era un problema che la riguardava in prima persona: come vuole il luogo comune, vediamo negli altri quelli che sono i nostri difetti. In generale, se si fosse attenti da subito all’alimentazione non si dovrebbe arrivare a scelte così drastiche. Mortificare dei bambini o adolescenti non è giusto. Rimpinzarli come tacchini, nemmeno.

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