21 Agosto Ago 2017 0922 21 agosto 2017

Il mattino ha il fitness in bocca

Morning session? Un problema per chi non riesce ad alzarsi dal letto. Eppure bastano forza di volontà e pochi accorgimenti per battere la pigrizia. Godendo poi doppiamente dei benefici.

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Fitness, corsa

Punto primo: non mi piace correre, è soltanto un dovere morale imposto dai medici. Punto secondo: faccio fatica ad alzarmi al mattino, anche quando la lancetta delle ore ha già compiuto un giro completo che, ovviamente, non sono riuscita a vedere. Spiegatemi dunque perché avrei dovuto prendere l'abitudine di svegliarmi all'alba e fare esercizio fisico prima di andare a lavoro, come se questo non fosse già abbastanza faticoso. Una questione che ovviamente non mi ero mai posta, fino a quando l'obbligo di mantenere la linea per sentirmi in pace con me stessa (e con i dottori) si era trasformato in una vera e propria ossessione. Perché a metà giornata, aspettando l'ultima riunione, puntuale arrivava l'incubo di arrivare tardi agli allenamenti e almeno due ore dopo all'aperitivo con gli amici che, nel frattempo, avevano già cenato. Un'insoddisfazione continua, pronta a travalicare nell'esaurimento nervoso, e risolta ascoltando (altro impegno faticosissimo) qualche consiglio. Ma, soprattutto, con un po' (molta) forza di volontà.

LA PRIMA VOLTA
La prima volta è stata traumatica, la seconda non sono proprio uscita dal letto, la terza me lo sono imposta. Perché non potevo perdere una sfida contro il tempo in meno di 48 ore. Scarpe griffate anche se da ginnastica, top da 70 euro e via di corsa sul lungomare. Non importava quanti chilometri avrei fatto, riuscire a mettersi in marcia era già una vittoria. Una botta di autostima che non avrei mai creduto.

CIAO CIAO INSONNIA
Certo, non posso negarlo: abituarsi all'idea di andare a letto relativamente presto non è stato facile per me che soffro di insonnia. La sana stanchezza di una giornata piena e l'imposizione di spegnere tablet e tivù prima che facessero male gli occhi sono però risultati decisivi. Alzarsi presto per mettersi in moto, a quel punto, non è poi stato più così duro. E, meno che mai, prendere sonno la sera, sanamente stanchi di una giornata piena e carichi per iniziare quella successiva.

VIVA LA COLAZIONE
Rimaneva, però, il problema della colazione. Come rinunciare al pasto più importante della giornata? Ebbene: scartato il pensiero dei puristi del fitness, quelli che ti farebbero alzare alle quattro per alimentarsi adeguatamente prima dell'allenamento, ho seguito i consigli di un'amica. Due bicchieri d'acqua e una fetta biscottata con marmellata, necessari per prevenire quella sensazione di nausea dovuta all'eccessiva quantità di succhi gastrici accumulata durante i lunghi periodi di digiuno, bastano e avanzano per 60 minuti di esercizio. Tornati a casa, ho scoperto il piacere di mettersi al tavolino senza pensare a grassi e zuccheri.

ABBASSO L’OUTFIT
E vogliamo parlare dell'abbigliamento? Sì, perché non ho mai creduto a chi, vestito di tutto punto, dice che «va bene qualsiasi cosa, la prima che ti capita in mano». Non è vero, anzi non lo era. Perdere un quarto d'ora a scegliere i leggins giusti insieme alle scarpe abbinate (quelle che mettevo con il top da 70 euro) rischiava di compromettere tutti i miei sforzi. Ci ho pensato bene: comoda sì, in tiro anche no, visto che il fine è sudare il più possibile e apparire il meno.

LA CITTÀ COME NON AVEVO MAI VISTO
Anche perché, a quell'ora, di gente a giro non è che ce ne sia moltissima. Figuriamoci, poi, se pensano a noi runner quei disgraziati che, alle sette, corrono ma in auto e per andare a lavoro. No, c'è da stare tranquille. Anzi, c'è proprio da godere. Perché tra i benefici di una morning session come si deve c'è pure quello di apprezzare la città, qualunque esse sia, come raramente si riesce a vedere. Poco traffico, poca gente, poche noie. E molte soddisfazioni.

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