2 Luglio Lug 2016 1000 02 luglio 2016

In pieno sole

Abbronzatura caraibica o un delicato color biscotto sotto l’ombrellone? Dipende anche dalla vostra personalità. In ogni caso, la protezione è d'obbligo. Ecco i trucchi (e i prodotti) da usare.

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Woman smiling on beach wearing swimsuit and hat

Non è soltanto una questione epidermica: il rapporto con il sole spesso è condizionato anche dalla personalità. Gli psicologi, infatti, sostengono che, in spiaggia, il modo di gestire il proprio corpo rifletta temperamenti diversi. Di solito, chi ha un carattere esuberante e si relaziona facilmente con gli altri, ama la nudità e tende a prolungare al massimo l’esposizione al sole, pur essendo consapevole dei rischi che comporta. Chi invece ha una personalità connessa prevalentemente al pensiero può mostrare una certa ritrosia a scoprirsi troppo, specialmente in piena luce. Per ritrovare una dimensione più fisica, conviene concentrarsi sulle sensazioni piacevoli indotte dall’aria, dal calore e dall’acqua. In ogni caso, un’efficace strategia protettiva è d’obbligo per tutti.

VORREI LA PELLE NERA
Più la pelle diventa scura e meglio resiste alle aggressioni dei raggi UV. Ma il sole la disidrata rapidamente, quindi è bene aumentare l’apporto idrico. Ottimo il tè verde, da sorseggiare in spiaggia. Secondo una ricerca inglese condotta alla Dartmouth Medical School di Lebanon contiene un principio attivo antiossidante particolarmente efficace contro il photoaging. Rimane comunque indispensabile l’azione integrativa.

MEGLIO NUDA CHE VESTITA
In spiaggia, indossare pareo o t-shirt può essere una scelta di stile, ma se la pelle è sensibile non assicura una copertura sufficiente: uno studio pubblicato sull’autorevole rivista medica The Lancet ha rivelato che cotone, lino e seta offrono scarse difese, pari a quella di un solare SPF 10; mentre l’ombra di un cappello a larga tesa equivale a un fattore protettivo pari a 7 per il naso, 3 per le guance, 5 per il collo e 2 per il mento. È molto più sicuro, quindi, sfoggiare un bikini supersexy e ricorrere a una protezione cosmetica.

DIFESA AD AMPIO SPETTRO
A insidiare la freschezza della pelle non sono solo i raggi ultravioletti, ma anche gli infrarossi che, in base a recenti ricerche, risultano i più aggressivi e dannosi perché raggiungono gli strati cutanei profondi, determinando la proliferazione dei radicali liberi, considerati tra i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Per neutralizzare questi raggi, sono stati creati filtri di nuova generazione, in grado di assorbire, poi di riflettere, tutte le radiazioni. Naturalmente, le formule sono arricchite con principi attivi antiossidanti, efficaci contro i radicali liberi (nella gallery trovate una selezione di solari doc).

IL SENSO DEL COLORE
Numerosi studi sembrano confermare che la melanina non ha solo una funzione difensiva dagli ultravioletti, ma rende la pelle più resistente anche alle altre aggressioni ambientali. Un pigmento uniforme e duraturo, però, si sviluppa meglio se l’epidermide non si arrossa. Un buon motivo per esporsi al sole in modo graduale e, specialmente i primi giorni, usare prodotti con filtri ad alto indice di protezione, ricordando che questi si attivano dopo circa mezzora dall’applicazione. Chi ama l’effetto «pelle nuda» può optare per i nuovi solari dalla texture ultraleggera, che garantiscono comunque una protezione adeguata.

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