30 Dicembre Dic 2015 1306 30 dicembre 2015

Fuga di Capodanno alle terme naturali

Da Bormio a Segesta, sono romantiche e a costo zero: le cinque piscine libere più belle d'Italia in cui poter trascorrere la notte di San Silvestro sotto il cielo stellato, magari a lume di candela.

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Saturnia

Lontani da cotechino e lenticchie, dalla tombola con i parenti, ma anche dai botti di mezzanotte e dal caos del capodanno in piazza, sempre più coppie scelgono di trascorrere San Silvestro alle terme, optando per una fuga romantica dopo gli stravizi natalizi. Ma non c'è bisogno di scegliere un centro benessere per trascorrere un capodanno alternativo: dal nord al sud l'Italia è infatti disseminata di terme libere naturali, dove poter trascorrere la notte di San Silvestro in piscine naturali scavate nella roccia, dove si può essere coccolati dal fluire delle acque sotto al cielo stellato, magari a lume di candela. E, soprattutto, a costo zero. Ecco cinque terme libere dove festeggiare l'arrivo del 2016.

TERME LIBERE DI BORMIO
La magia di immergersi nell'acqua calda di una vasca naturale, circondati tutt'intorno dalla neve. Si può fare a Bormio, in provincia di Sondrio: la piscina termale è posizionata ai piedi di un torrente e la calda conca di acqua cristallina dalla temperatura variabile fra i 38 e i 41 gradi, circondata da pietre su cui appoggiare la schiena, permette di godersi il calore e al tempo stesso il paesaggio tipico della Valtellina. Le terme libere di Bormio sono conosciute anche come le «vasche di Leonardo»: questo perché il genio di Vinci fu inviato in queste zone per un sopralluogo in vista della regimazione idraulica del bacino dell’Adda, e le citò poi nel celebre Codice Atlantico. Un'altra curiosità: in epoca medioevale le acque termali di Bormio, oggi così preziose, venivano usate per lavare le pecore.

TERME LIBERE DI PETRIOLO
Le terme di Petriolo si trovano in provincia di Siena, nel territorio comunale di Monticiano. Le acque termali sgorgano a 43 gradi su un'insenatura del torrente Farma, cariche di idrogeno solforato: escono da una roccia bianca chiamata il Fungo e, in alcune parti delle grandi vasche, si mescolano con quelle del fiume, che ne abbassano la temperatura. Immerse nel verde delle colline maremmane, le terme di Petriolo erano frequentate dagli antichi romani per la presenza di calde acque sulfuree dalle proprietà curative, tanto da essere citate in un'orazione di Cicerone e in un epigramma di Marziale. Tra i suoi abituali frequentatori ci sono stati Medici e Gonzaga, ma anche Papa Pio II.

TERME LIBERE DI SATURNIA
Siamo ancora in Toscana, ma stavolta in provincia di Grosseto: secondo gli antichi romani le vasche si formarono per mano di Giove che scagliò un fulmine per colpire Saturno, mancandolo. Le origini sono mitologiche, i benefici reali: la città ospita lussuosi centri termali, ma anche vasche libere e naturali. Tra di esse le cascate di Gorello, dette del Mulino: il complesso di vasche bianche calcaree è alimentato da numerose cascatelle di acqua sulfurea che sgorga dalla sorgente a 37° gradi e le nuvole di vapore creano uno scenario fiabesco, che nell'antichità fece nascere il mito legato alle terme, frequentate da millenni.

TERME DELLE PISCINE CARLETTI
In provincia di Viterbo è possibile trovare molte zone libere per godere i piaceri delle terme a stretto contatto con la natura. Le Piscine Carletti, conosciute da queste parti come «le Pozze», sono formate da più vasche e sono alimentate dalle stesse acque sorgive delle terme di Bullicame: quelle tre più vicine alla sorgente sono più calde, con acqua a 58 gradi, mentre altre hanno acque più tiepide. Una caratteristica non da poco: le diverse temperature permettono di ricreare il classico percorso da terme romane composto da frigidarium, tepidarium e calidarium. Anche per questo, sono una meta privilegiata dai cultori delle terme libere viterbesi.

LE TERME LIBERE DI SEGESTA
Anche la Sicilia ha le sue terme libere. In località Ponte Bagni, in provincia di Trapani e vicino al sito archelogico di Segesta, ci sono le cosiddette Polle del Crimiso. Si tratta di vasche vasche di acqua sulfurea, in realtà piccole anse del fiume Caldo, anticamente chiamato Crimiso, dove l'acqua termale di origine vulcanica ha una temperatura di 46 gradi. Le vasche sono frequentate dai tempi più antichi: per i greci il calore delle acque era opera della divinità fluviale Krimisòs, che aveva innalzato la temperatura per riscaldare la ninfa Egesta, che qui era arrivata in fuga dalla distrutta città di Troia.

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