Malattie pediatriche 10 Ottobre Ott 2014 1709 10 ottobre 2014

Febbre Q

Il primo focolaio è rappresentato dai bovini, dalle capre e dalle pecore, e in percentuale minore, dai gatti e dai cani.

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scialorrea

La febbre Q viene trasmessa agli uomini dagli animali.

La cosiddetta febbre Q è una zoonosi dovuta alla Coxiella Burnetti, un piccolo batterio appartenente al sottogruppo gamma dei proteobatteri. È presente in tutto il mondo, in particolare in ambito rurale. Il primo focolaio è rappresentato dai bovini, dalle capre e dalle pecore, e in percentuale minore, dai gatti e dai cani. Gli animali infetti possono provocare contaminazione batterica attraverso la placenta, le urine, le feci o il latte.

COME SI RICONOSCE

La contaminazione dell'uomo avviene soprattutto con l'inalazione. Dopo un periodo di incubazione che dura da una a tre settimane, si possono manifestare tre quadri clinici: asintomatico (nel 60% dei casi), acuto (circa il 40%) e, raramente, cronico (0,2%). I segni clinici della febbre Q comprendono la febbre elevata, occasionalmente cefalee prolungate, mialgia e affaticamento. I sintomi viscerali comprendono in particolare la polmonite atipica e l'epatite granulomatosa. Meno comuni sono la pericardite, la meningoencefalite e la miocardite, che possono compromettere la vita del paziente.

COME SI CURA

Il trattamento si basa sulla somministrazione di doxiciclina per due settimane o per diversi mesi o anni in caso di endocardite.

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