Tendenze 28 Novembre Nov 2013 1001 28 novembre 2013

È emodieta mania

Cibi da preferire e da evitare in base al gruppo sanguigno. Piace a molti. Ma fa discutere.

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Il grande libro delle ricette per la dieta dei gruppi sanguigni, di Marilena D'Onofrio. Edizioni L'età dell'Acquario, 304 pg, 19 euro.

Gabriele

Obesità, allergie, celiachia. Oggi si possono curare con l'ultima tendenza in fatto di diete dimagranti: l'emodieta, un regime alimentare basato sul gruppo sanguigno.
Inventato negli Stati Uniti, diffusissimo in Giappone, sta prendendo sempre più piede anche in Europa. Semplice da seguire e senza eccessive restrizioni, sembra avere effetti positivi e duraturi sia sul mantenimento del peso forma, sia sul generale stato di chi la pratica: più energie, colorito più acceso, migliore qualità del sonno.

TRA DUBBI E CERTEZZE
La medicina tradizionale, però, rifiuta con decisione di considerare valida la dieta dei gruppi sanguigni: troppo pochi e superficiali gli studi in materia, limitate le evidenze dell'esistenza di una relazione tra applicazione di questo regime e risultati positivi.
Ma ha un suo medico di riferimento in Italia, Piero Mozzi, che si definisce «chirurgo secondo natura» e spiega: «Alla base della mia attività di medico c’è la ricerca delle cause della malattia. Credo sia doveroso, prima di ricercare un rimedio, capire cosa provoca una patologia e la vera prevenzione deve essere fatta impedendone l’insorgere. Negli anni sono giunto alla conclusione che uno degli strumenti più validi per ottenere questo scopo è l’alimentazione corretta».
E proprio grazie alla ricerca e all'ascolto profondo di sintomi e problematiche altrui, è giunto alla conclusione che «esiste una relazione molto stretta tra il gruppo sanguigno a cui apparteniamo e l’alimentazione che dovremmo seguire per mantenere uno stato di salute soddisfacente. E se le reazioni dell’organismo non vengono ascoltate, col tempo si possono manifestare le patologie».

IMPARARE A MANGIARE UN'IDEA

Seguendo le sue indicazioni, Marilena D'Onofrio, esperta di informatica appassionata e interprete in prima persona di questa dieta, ha scritto Il grande libro delle ricette per la dieta dei gruppi sanguigni, e racconta a LetteraDonna.it: «Molti la definiscono dieta, ma è molto di più. Non a caso in Giappone, in base ai gruppi sanguigni, si costruiscono oroscopi e strategie aziendali...È un modo di vedere le cose e di affrontare problemi come la percezione di sé in maniera diversa: alimentarsi e cucinare seguendo i gruppi sanguigni aiuta a liberarsi di credenze e preconcetti, spostando l'attenzione dall'idea di essere grassi, per esempio, a quella di «mangiare un'idea», come diceva Gaber.
Seguendo questo regime alimentare si mangia quello che ci fa meglio, in modo creativo e uscendo dagli schemi. Si accetta, per esempio, l'idea che il glutine possa essere dannoso per la salute anche se non siamo celiaci. O che è meglio evitare i latticini, anche se non siamo intolleranti al lattosio». Quinoa, grano, miglio, legumi fanno da base a piatti semplici e originali: maltagliati di miglio con spinaci e caprino, involtini di pasta di soia in verza, torta salata di quinoa, tofu con zucca e spinaci...sino a 101 varianti diverse.

LE ORIGINI
L'emodieta è nata nel 1957 quando James D'Adamo, naturopata americano, notò che alcune persone, pur seguendo scrupolosamente diete strettamente vegetariane e povere di grassi, non riescivano a trarne sufficienti benefici. E in alcuni casi sembravano addirittura peggiorare.
Si convinse quindi che doveva esserci un criterio in base al quale un cibo risultava valido o non valido per una persona, indipendentemente dai fattori dietetici conosciuti.
Con un lungo lavoro di ricerca, scoprì che i vari alimenti hanno caratteristiche proprie che li rendono più o meno amici dei vari gruppi sanguigni: il sistema immunitario di una persona è in grado di reagire  all'immissione di un cibo nel corpo come combatterebbe un microbo. E preparò una tabella dettagliata delle regole da seguire per ogni gruppo, pubblicata nel volume One Man's Food (1980) perfezionata poi negli anni dal figlio Peter, attualmente considerato il guru di questo nuovo regime alimentare.

Piero Mozzi. Chirurgo secondo natura, come lui stesso si definisce, è il principale promotore della dieta dei gruppi sanguigni in Italia.

DALLA PREISTORIA
La dieta del gruppo sanguigno si basa sulla teoria che vede la differenziazione delle caratteristiche dei globuli rossi, collegata con le diverse fasi di progresso dell’uomo preistorico. Il gruppo sanguigno più vecchio sarebbe lo zero, caratteristico dei primi uomini che popolarono la terra, che essendo cacciatori nomadi si nutrivano prevalentemente di cacciagione, frutta e verdura spontanei.
Il gruppo A, invece, è quello dei primi agricoltori, dediti alla coltivazione della terra, che si nutrivano principalmente di cereali, mentre al gruppo B appartenevano pastori nomadi di origine orientale che praticavano l’allevamento e si nutrivano di carne, formaggi, frutta e verdura.
Infine il gruppo AB, il più giovane, sarebbe un mix dei precedenti e anche il più complesso dal punto di vista biologico.

GRUPPO ZERO, CACCIATORI ROBUSTI
Chi ha il gruppo zero, è dotato di un sistema digestivo robusto con le caratteristiche proprie dell'uomo cacciatore di molti secoli fa. Ha un sistema immunitario forte e reattivo, ma si adatta male ai cambiamenti di dieta e di ambiente. Per star bene si deve sentire pieno di energia.
Visto che queste persone tendono ad avere un eccesso di acido nello stomaco, la loro dieta dovrebbe essere ricca di proteine animali (carni magre, pesce, pollo, ecc.), alimenti che per essere digeriti richiedono una buona produzione di acido cloridrico.
Da evitare: carne di maiale, salumi e affettati; aringhe, polpo, salmone affumicato; latticini non di capra; arachidi e burro di arachidi; fagioli in genere, lenticchie verdi e rosse, avocado, olive in genere, cavolfiore, patate bianche e rosse, melanzane, funghi coltivati; glutine di frumento, orzo, avena e di mais; germe di grano, pasta, polenta, couscous. Bene l'attività fisica intensa, con cui combattere anche lo stress.

GRUPPO A, SENSIBILI E PRIMORDIALI
Chi appartiene al gruppo A ha un apparato digerente sensibile e un sistema immunitario abbastanza tollerante. Si adatta bene a cambiamenti dietetici e ambientali, ma deve moderare o ridurre le proteine animali, i latticini e il frumento. Bene la farina di avena, segala e riso; il grano saraceno; pollo e tacchino; latte e formaggio di capra o soia, kefir, yogurt; arachidi, burro di arachidi; verdura e frutta. Ideale un'attività fisica dolce, ma costante, come lo yoga.

GRUPPO B, NOMADI EQUILIBRATI
Gli individui di gruppo sanguigno B hanno un apparato digerente tollerante e un sistema immunitario robusto. Si adattano bene ai cambiamenti dietetici e devono scegliere una dieta molto bilanciata che includa una grande varietà di alimenti provenienti sia dal regno animale sia vegetale.
Bene latte e latticini, meglio se di capra o pecora, ortaggi verdi, carni magre e pollame, frutta. Da evitare granoturco, grano saraceno, frumento, lenticchie, arachidi e semi di sesamo. Per il tipo B sono alimenti che possono provocare stanchezza, ritenzione di liquidi e riduzione del livello di zucchero nel sangue (ipoglicemia). L'attività fisica ideale è quella che favorisce l'equilibrio tra attività fisica e quella mentale.

GRUPPO AB, VIVACI E SENSIBILI
È il gruppo sanguigno più moderno e raro, risultato dell'unione tra la tolleranza propria del tipo A e l'equilibrio del tipo B. Ideali la farina di avena, miglio, riso soffiato, tofu, pesce, latte e formaggi (meglio se di capra, yogurt, ortaggi a foglia verde, ananas. Ridurre o evitare carne rossa; dolci, farina e fiocchi di granoturco, grano saraceno; fagioli di Lima e di Spagna; semi vari; gelato; succo d'arancia. Bene l'attività fisica vivace, senza eccessi, come quella del ballo.

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