IN LIBRERIA 7 Ottobre Ott 2012 1746 07 ottobre 2012

L’amore va preso (con ironia)

È uscito il terzo capitolo della filosofia “sticazzi”. Dedicata alle relazioni di coppia.

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La copertina del libro "Il metodo sticazzi ... in Amore".

Torna la guida più irreverente degli ultimi tempi. Il terzo capitolo del Metodo sticazzi insegna questa volta a come affrontare con ironia, comprensione e leggerezza le piccole crisi di coppia. Uscito da poco in libreria Il metodo sticazzi… in Amore (Alberti editore), promette di cambiare la vita sentimentale in meglio, per amarsi senza tante storie e accettarsi a vicenda per come si è. Il manuale elenca le semplici regole di questa scanzonata e divertente filosofia, per evitare gratuiti conflitti, rancori inespressi, ripicche meschine e futili delusioni.
CONSIGLI SOPRATTUTTO PER LEI
Pensato per tutti, questo consulente sentimentale sempre a portata di mano sembra essere un vero toccasana soprattutto per il genere femminile. Perché, come si legge nelle prime pagine, «nel rapporto di coppia le nemiche numero uno del metodo sticazzi sono le donne».
Per capire meglio abbiamo fatto due chiacchiere con Carla Ferguson Barberini. O meglio una parte di lei. Sì, perchè dietro a questo nome si cela un team di professionisti della comunicazione. LetteraDonna.it ha intervistato uno di loro, che, per ovvi motivi, non ha voluto svelare il proprio nome.
DOMANDA. È proprio vero che nel genere femminile si annida il germe della pesantezza?
RISPOSTA. «A quanto pare sembra di sì. Ma al di là dei luoghi comuni che attribuiscono loro una spiccata propensione al melodramma, le donne di oggi fanno fatica a vivere con leggerezza le dinamiche di coppia perché sono sovraccariche di impegni, dai figli al lavoro, che le fanno essere delle forzate del multitasking. I nostri consigli sono una sorta di incoraggiamento a vivere con il sorriso le incomprensioni, imparando a prendersi meno sul serio e a prendere meno di petto le mancanze del proprio compagno».
D. Nella teoria sembra facile, ma in pratica cosa si deve fare?
R. «Per spezzare le abitudini, bisogna crederci veramente. E ripetere mentalmente come un mantra “sticazzi” aiuta. Dopo un po’ diventa un pensiero automatico e liberarsi dalle nevrosi delle piccole cose si trasforma in una sana abitudine».
D. Quali sono le tre regole essenziali che una donna deve seguire di questo metodo?
R. Innanzi tutto, non pretendere l’immedesimazione da parte del proprio uomo: siamo biologicamente differenti e certe cose, come la gravidanza, un maschio non riuscirà mai a capirle fino in fondo. Ci si deve accettare, nei propri limiti e nelle proprie differenze. La seconda regola è che si deve puntare sull’autoironia, ancora di salvezza per non diventare intolleranti e cadere nel ridicolo. E, infine, prendere atto che nessuno è perfetto. Gli errori si commettono, ma se analizzati con un po’ di distacco e di umorismo, possono solo migliorare il rapporto».
D. Se le donne hanno da imparare, gli uomini sembrano dei veri campioni di questa filosofia…
R. «Spesso eccedono al punto tale da passare dallo “sticazzi” al “me ne fotto”. Insomma un eccesso di menefreghismo che è solo deleterio per la coppia. La parte rivolta a loro li invita a limare questo atteggiamento, a stemperarlo, avendo più tatto, più rispetto della propria partner. Il segreto per farcela è l’empatia: mettersi nei panni dell’altro. Sembra difficile, eppure facendo qualche sforzo, se c’è l’amore ci si riesce».

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