CORRELAZIONI 23 Settembre Set 2012 1446 23 settembre 2012

Il respiro (mozzato) dell'attacco di panico

Poco si sa per prevenirli. Eppure questi disturbi sono correlati alla respirazione.

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Il respiro (mozzato) dell'attacco di panico

Secondo recenti studi c'è una stretta relazione tra respirazione irregolare e gli attacchi di panico.

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Gli attacchi di panico sono in aumento. Comprensibile in tempi come questi, tra crisi economica, il lavoro che non c'è, l'insicurezza e la paura del domani. Secondo un sondaggio realizzato dall'Associazione europea disturbi da attacchi di panico, al quale hanno preso parte circa 900 persone, uomini e donne, tra i 18 e i 65 anni, l’80% del campione è risultato stressato. E purtroppo completamente inconsapevole di quanto lo stress possa incidere negativamente alla lunga sulla salute.
UN DISTURBO A SÉ STANTE
Al contrario di quanto si era creduto sino ai primi Anni '80, l’attacco di panico non è una forma d’ansia acuta e passeggera, ma è un disturbo a sé stante. Improvvise e intense paure accompagnate da ansia e palpitazioni, sudorazione, tremore e brividi, nausea, vertigini e paura di morire o di impazzire. Un’esperienza spesso inattesa, descritta da chi l’ha provata per la prima volta come terribile e in cui il terrore per la possibilità di un nuovo attacco diviene dominante, instaurando così un circolo vizioso nel quale si rimane intrappolati.
LE CURE FARMACOLOGICHE
Ma ci sono dei modi per sfuggire a un nuovo attacco: «Tra le terapie farmacologiche quella oggi ritenuta più valida consiste nella somministrazione di antidepressivi»», spiega lo psicologo Filippo Falzoni Gallerani, «che hanno sostituito i tranquillanti usati in passato, associando spesso tecniche cognitivistiche comportamentali. Ma recenti studi scientifici in tutto il mondo confermano la relazione tra respirazione irregolare e il disturbo da attacchi di panico».
CAPOGIRI PER COLPA DEL RESPIRO CONTRATTO
È il risultato a cui è giunto nel 2002, e dopo dieci anni di studio, il professor Battaglia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha dimostrato una relazione tra gli attacchi di panico e la respirazione. I sintomi dell’iperventilazione (capogiro, formicolio alle mani, timore di perdere il controllo emotivo, respiro affannoso, ed eventuale tachicardia) sorgono con estrema facilità in coloro che, senza esserne coscienti, si trovano in condizione di subventilazione, cioè respirano in modo contratto, andando in carenza di ossigeno.
L'IRRIGIDIMENTO MUSCOLARE CAUSA FORME D'ANSIA
Per alcune persone è sufficiente un breve periodo di tensione psicologica per indurli all’irrigidimento muscolare, che inibisce la respirazione completa. È evidente che, dopo un determinato periodo di tempo, il soggetto che respira al di sotto di una soglia ottimale, sia predisposto a fenomeni di “iperventilazione spontanea”, una sorta di forma d'ansia. Una delle principali cause di insorgenza degli attacchi di panico.

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