AMORE E MALATTIA 23 Settembre Set 2012 1516 23 settembre 2012

Fuggi fuggi patologico

Chi interrompe una storia che sembrava promettere bene potrebbe soffrire di philofobia, la paura di amare.

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Fuggi fuggi patologico

Jennifer Aniston, 43 anni, dopo la storia con Brad Pitt sembrava essere allergica ai legami seri.

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L’hai conosciuto qualche giorno fa e ti è sembrato una persona speciale. Eppure, è già il secondo sms a cui non risponde. Sembra essere scomparso nel nulla, senza darti spiegazioni, e tu ti senti confusa, stordita e arrabbiata. E se invece quella che ha tagliato la corda sei tu? Un po’ come Jennifer Aniston che, dopo la storia con Brad Pitt, sembra essere allergica ai legami duraturi?
MECCANISMO DI DIFESA
Forse potrebbe trattarsi di philofobia, la “paura di innamorarsi”. È un meccanismo di difesa, che spinge a non amare per non soffrire. Se una delusione d’amore ci ha profondamente ferito, possiamo arrivare al punto di non volerne più sapere di lasciarci andare, per paura di stare male di nuovo e di essere ancora delusi. Un problema che può avere origine nei primi anni di vita: chi ha patito qualche frustrazione (magari nel rapporto con la mamma) che non è ancora riuscito a elaborare e a risanare, anche se passano gli anni, può continuare ad avere paura di scottarsi ancora. I rapporti adulti riaprono le ferite del passato e il philofobico ne è spaventato e ci soffre: nella sua esperienza (anche se spesso inconscia), entrare in relazione significa soffrire.
UN MALESSERE CHE DIVENTA ANCHE FISICO
Insomma, proprio nel momento in cui il livello di intimità dovrebbe cominciare a crescere, il philofobico inizia a scappare. Se si teme di far parte della categoria, meglio prestare attenzione anche ai sintomi fisici: spesso chi ha paura di amare sembra in preda a un attacco di panico, con tanto di nausea, disturbi gastrici, diarrea, tachicardia e sudore eccessivo. Un’altra tendenza frequente del philofobico è quella di intensificare gli impegni di lavoro. E, quando la situazione diventa più difficile da gestire, capita anche che possa avere delle reazioni aggressive.
MAI COLPEVOLIZZARSI
Per uscirne, però, c'è ben poco da fare, sia che ci si senta philofobici, sia che si abbia a che fare con un partner che ha paura di lasciarsi andare: meglio un buon percorso psicoterapeutico, per sbloccare la patologia. E non darsi troppe colpe: «E’ importante ricordare che il partner che è scappato ha rinunciato a vivere le sue emozioni, e ha delle ferite che nessuno, oltre a se stesso, può curare», ha precisato Daniela Benedetto, psicologa e psicoterapeuta.
E SE INVECE FOSSE SOLO UN PLAYBOY?
Non sempre, però, chi scompare è un philofobico. Anzi, spesso non è così: è facile trovarsi di fronte a un playboy che, mentre aspettiamo un sms, è già alla ricerca di un’altra preda. Sono uomini seduttivi, spesso troppo ossequiosi, attratti dagli status symbol e molto disponibili, ma solo nella fase della conquista. Il loro obiettivo, spesso inconsapevole, è quello di ottenere il controllo di chi hanno sotto tiro (e che magari ha una bassa autostima o vive un periodo difficile), mantenendo la relazione allo stadio zero, per confermare l’immagine che hanno di sé. In questo caso, la parola d’ordine è una sola: «Scappa prima di lui».

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