CONSIGLI BEAUTY 13 Agosto Ago 2012 1145 13 agosto 2012

La dura vita da spiaggia

Dai segni lasciati dai braccialetti, all'herpes, al topless. Una mini guida in otto punti per sopravvivere a una vacanza on the beach.

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Il massaggio in spiaggia fa bene, a patto che sia fatto al tramonto (per non stressare i capillari) e dopo una doccia lava-sabbia.

Getty Images/Goodshoot RF

Sotto l'ombrellone la giornata è lunga, ma scandita da una serie di simpatici riti: operazione crema solare, bagno, aperitivo, pisolino, lettura, gelato del pomeriggio, passeggiata on the beach. Ci sono dei momenti però in cui il relax totale deve lasciare il passo alla vigilanza. Per non comettere imprudenze, che poi si pagano care, leggi scottature. Ma anche fregature, vedi acquisti incauti. Ecco allora l'utilità di una mini beauty guida con gli otto imperdibili consigli da seguire subito.
SÌ AL MASSAGGIO IN SPIAGGIA
L’offerta è talmente abbondante da sembrare una questua. Sdraiate sul lettino, gli occhi puntati sul libro, la mente immersa nella trama, completamente estraniate dal mondo, si capta solo un richiamo continuo: «Massaggio? Vuoi massaggio?». Impossibile dire di no. Poi, mentre sta per partire un cenno di assenso alla ragazza orientale, sorgono i dubbi: dicono che farsi fare i massaggi in spiaggia è pericoloso. Non è vero. Ci sono però alcuni accorgimenti da adottare. Per esempio, sottoporsi alle manipolazioni verso il tramonto, quando la temperatura dà un po’ di tregua. Si evita così di stressare i capillari dilatati dal caldo e si permette alla crema, che con il sudore non ce la farebbe, di penetrare (una dose di idratazione in più, in spiaggia è sempre la benvenuta). Importante, poi, farsi massaggiare dopo una doccia che rimuova ogni granello di sabbia dal corpo: sotto la pressione delle mani effettuerebbe uno scrub troppo aggressivo.
PASSEGGIATA, MEGLIO SE IN ACQUA
Più che un consiglio pare un ordine: in spiaggia bisogna concedersi almeno 10 minuti al giorno di passeggiata in riva al mare. Vero, ma con alcune precisazioni. Per rimettere davvero in moto la circolazione e ambire a una visibile riduzione della cellulite, non basta immergere le caviglie. L’acqua, infatti, dovrebbe arrivare almeno a metà coscia o, meglio ancora, al punto vita. In questo modo, passo dopo passo, si creano dei mulinelli che avvolgono tutta la parte inferiore del corpo, stimolando il ritorno venoso: 10 minuti sono più che sufficienti per una sensazione di benessere. Ma per risultati davvero soddisfacenti sarebbe opportuno camminare per almeno 20, magari alternando la velocità. Ed essere costanti: la passeggiata dev’essere quotidiana, fino alla fine della vacanza.
GLI OLI CHE SCONGIURANO L'EFFETTO CRESPO
Trascurare i capelli in spiaggia è un classico. Le bionde non li proteggono, per consentire a sole e sale di dar vita a quei riflessi che, in inverno, nessun parrucchiere riesce a ricreare. Mentre le more disdegnano ogni tipo di cosmetico, convinte che servano solo alle bionde. Applicare un olio sulla chioma, invece, è la mossa giusta per non ritrovarsi a settembre con steli asfittici e punte doppiate. Quelli arricchiti con filtri solari sono indicati soprattutto per chi ha in testa una tinta artificiale. Gli altri vanno bene per tutte. Stesi sull’intera lunghezza la mattina e riapplicati dopo ogni bagno, gli oli solari scongiurano effetto crespo e colore opaco.

Gli shorts in spiaggia sono perfetti dopo la depilazione: proteggono la pelle sensibile dell'inguine, evitano le irritazioni da elastico e i peli incarniti.

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PERFETTI I BOXER POST DEPILAZIONE
L’inguine in disordine in spiaggia non è assolutamente accettabile. E se la scelta sui metodi di depilazione ricade su rasoio e ceretta, va ricordato che per qualche ora la zona è irritata e irritabile. Il primo suggerimento è eliminare i peli superflui la sera. Il secondo, non indossare lo slip per almeno 12 ore: l’elastico della sgambatura sfrega proprio sulla parte trattata, provocando una sensazione di fastidio, se non addirittura di dolore. Il giorno dopo, poi, bisogna continuare a stare attente al famigerato elastico che, bagnato dopo un tuffo in mare, diventa ancora più insidioso. Quando si esce dall’acqua o durante la passeggiata risveglia circolazione, meglio puntare su un paio di shorts felpati, morbidi a contatto con la pelle, hanno anche il pregio di non favorire i peli incarniti.
PROTEGGERSI MA SENZA STRESS
Ormai quando si parla di sole si fa del puro terrorismo. Addirittura c’è chi sostiene che se per disgrazia dovesse capitare di esporsi cinque minuti in un’ora centrale della giornata, il dado è tratto: si dimostrano immediatamente dieci anni di più, che comunque non si vivrebbero, perché stroncate prima dal tumore alla pelle. Naturalmente la verità è nel mezzo. Proteggersi è doveroso, ma abbronzarsi e rilassarsi sotto i raggi Uv lo è altrettanto.  Quando la pelle comincia a dorarsi, quindi, è lecito abbassare la guardia. Soprattutto sulle zone che faticano di più ad abbronzarsi, come la pancia e le gambe.
CEROTTINO ANTI HERPES
Chi soffre di herpes simplex vive con l’incubo che in spiaggia compaia. Così, continua a sfiorare le labbra con le mani, alla ricerca del primo campanello d’allarme: quella maledetta vescicola che, se non presa in tempo, si trasformerà in una crosticina. Certo, alla fine sparirà, ma nel frattempo compromette le esposizioni al sole durante il giorno, e rossetti super trendy la sera. Se prevenire è meglio che curare, nel beauty della spiaggia ci dev’essere uno stick solare con protezione totale. E se poi la vescicoletta spunta lo stesso, si possono usare i cerottini appositi. Oltre a rilasciare sostanze antivirali, creano uno schermo fisico nel confronti degli ultravioletti. Il che non significa poter stare al sole come se niente fosse, ma neppure ridursi all’ombra finché l’herpes sparisce.

Portare gioielli in spiaggia è cool, ma attenzione ai segni che possono rovinare l'omogeneità della abbronzatura.

Getty Images/iStockphoto

BRACCIALI COOL, MA OCCHIO AI SEGNI
Quest’estate sulle spiagge è difficile vedere polsi nudi. E se non sono i quadrifogli colorati a decorarli, ecco cascate di perline, striscioline di cuoio, anelli d’oro vero e massiccio. Insomma, chi più ne ha, più ne metta. Anche in riva al mare. Tutto bene, se non fosse che i braccialetti compromettono una tintarella omogena. A meno di non essere scientifiche: ogni tot minuti (va bene anche un calcolo approssimativo) bisogna abbassare e rialzare la posizione degli orpelli, orologio compreso. E’ l’unica strategia per non avere, a fine vacanza, la riga netta come quella dello slip.
IL TOPLESS NON FA PAURA
Sempre per rimanere in tema di colorito omogeneo, via libera al sole sul seno. Va specificato che si tratta di una zona dove la pelle è particolarmente sottile, delicata ed effettivamente richiede protezione. Ma esattamente come gli zigomi. Non vanno prese precauzioni particolari neppure per i capezzoli, il cui colore più scuro è dovuto solo a una diversa concentrazione di melanina. Il consiglio quindi è proteggersi con la crema come per il resto del corpo e poi lasciarsi baciare, anche lì, dal sole.

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