DIBATTITO 4 Luglio Lug 2012 1050 04 luglio 2012

Allattare fa bene. Ma a chi?

Jamie Lynne Grumet, mamma blogger californiana, nutre al seno il figlio di 4 anni. E ne va orgogliosa. Ma la protezione materna non deve diventare oppressione.

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Jamie Lynne Grumet in copertina su Time.

Quando c’è da puntare il dito sui più “mammoni” del mondo, nessuno ha dubbi: sono gli italiani a essere considerati gli eterni “poppanti”. Eppure chi ha fatto scalpore è una californiana: Jamie Lynne Grumet, 26 anni, si è addirittura guadagnata la copertina della prestigiosissima rivista Time. La donna è stata ritratta mentre allatta al seno il figlio Aram, di quattro anni. Il titolo è provocatorio: “Are you mom enough? (“Sei abbastanza mamma?”).
Jamie Lynne, mamma blogger, è stata allattata dalla madre fino a quando aveva sei anni, e sta facendo lo stesso con il suo bambino. A chi trova la sua scelta inquietante, risponde: «Le persone devono capire che questa è una cosa biologicamente normale. Non lo è socialmente. Ma più le persone la vedranno, più sarà accettata anche nella nostra cultura».
UN ALIMENTO COMPLETO
In effetti, il latte materno è un alimento davvero completo ed è una delle pratiche di salute più sostenibili al mondo. Allattare è importante anche per le donne: le aiuta a ritornare al peso forma, le protegge contro il cancro al seno e ritarda il ritorno di mestruazioni e ovulazione. Però, dopo i primi sei mesi, la dieta del bambino deve essere integrata, perché il latte diventa meno ricco delle sostanze nutritive indispensabili.
SOLO LA METÀ SONO ALLATTATI AL SENO
Ma i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dicono che, nel mondo, meno del 40% dei neonati fino a 6 mesi di vita è allattato solo con latte materno. In Italia, secondo un’indagine del 2009 dell’Istituto Superiore di Sanità, i bimbi nutriti al seno sono il 69,4% subito dopo il parto, il 56,4 dopo 3 mesi, 9,6 dopo 6 e 0,9 dopo un anno. Nel Centro e nel Nord le mamme allattano di più che al Sud.
Eppure l’allattamento è uno dei punti fermi della pediatria.

Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Italia i bimbi nutriti al seno sono il 69,4% subito dopo il parto, il 56,4 dopo 3 mesi, 9,6 dopo 6 e 0,9 dopo un anno.

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COLPA DEL LAVORO?
Lo conferma Maria Grazia Sapia, consigliere nazionale Società italiana pediatria: «Le mamme che abbandonano lo fanno quando tornano a lavorare fuori casa. Ma il latte si può raccogliere. Comunque, la situazione è migliorata rispetto al passato, perché le madri sono più consapevoli, e l’educazione sanitaria più capillare». La maggior parte, infatti, continua a allattare, anche perché, in questo momento economicamente difficile, il latte artificiale costa molto caro.
PROTEZIONE, NON OPPRESSIONE
Ma, fino a 3 o 4 anni, è un’esagerazione anche per la pediatra: «A quell’età i piccoli sono pseudo scolarizzati. Se si continua, il cordone ombelicale non si taglia più». Anche se, in effetti, le mamme mediterranee tendono a protrarre le cure parentali più del dovuto. Parola di Sveva Avveduto, direttore dell’Istituto di Ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr: «Succede meno che in passato, ma è in aumento negli ultmi due o tre anni: nei periodi di crisi le madri sentono di dover proteggere i figli. E, comunque, ci sono tanti studi che confermano che la protezione materna, quando non è oppressione, influisce positivamente sullo sviluppo dei bimbi».

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