18 Maggio Mag 2018 1656 18 maggio 2018

Daniela Santanché, il nuovo governo, il femminismo e #MeToo

A tu per tu con la senatrice di Fratelli d'Italia: «La politica è un mondo pervaso da un maschilismo inutile e profondo. Una premier donna? Giorgia Meloni».

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Daniela Santanché (2)

Non è una donna da mezze misure: o la si ama o la si odia.
Ma a lei, non è mai interessato piacere a tutti. Daniela Santanché non è una che passa inosservata. Ha grinta e le idee chiare - condivisibili o non - che sa tramutare in flussi di parole ricchi e fluidi.
In viaggio per Brescia, la senatrice di Fratelli d'Italia ci ha concesso una lunga chiacchierata. Partendo da questo governo che stenta a prendere forma, passando per la rabbia che prova nei confronti delle femministe e lo scandalo sulle molestie sessuali, ricordando anche quella volta in cui un militante islamico l’ha aggredita.

DOMANDA: Partiamo dalla premiership Lega-5 Stelle: crede che possa concretizzarsi e portare qualcosa di buono?
RISPOSTA:
In base a come sta partendo e ai punti su cui si basa, non ho molta fiducia. Il reddito di cittadinanza, per esempio, ha un costo stimato di 17 miliardi di euro l’anno; io questi soldi li darei alle aziende che assumono e non a chi se ne sta seduto su un divano. E poi non c’è niente per il Sud: questo Paese continua a viaggiare a due velocità diverse. E non si rispetta la volontà espressa dagli italiani, non si tiene conto del modo in cui hanno votato. Certo, è colpa anche di questa schifezza di legge elettorale. Ma se avessero raccolto l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia, che permette a chi prende il 37% dei voti di avere il 51% dei seggi, l’Italia avrebbe un governo da un pezzo.

D: Il governo neutrale proposto da Sergio Mattarella non le piace.
R:
Non esistono governi neutrali. Mattarella si è rifiutato di dare un incarico al centrodestra, che ha il 42% dei seggi, e non capisco il motivo. Con una legge elettorale diversa saremmo abbondantemente al governo. Ma mi pare di capire che gli arbitri stiano facendo i giocatori.

D: Fratelli d’Italia respinge l’idea di un premier dei 5 stelle.
R:
Siamo stati chiari: la condizione è questa. Al momento, quindi, non c’è nessuna trattativa. Le nostre porte sono chiuse. Non ha senso essere invitati a un matrimonio e non sapere chi sia lo sposo.

D: Salvini non sta esprimendo il volere di tutto il centrodestra?
R:
Sta parlando come capo della Lega, non a nome di tutto il centrodestra.

D: C’è qualche possibilità che il centrodestra superi i dissidi interni?
R:
È quello per cui ci stiamo battendo. I nostri elettori e gli elettori di Forza Italia vogliono un centrodestra unito, che vada al governo – non si dimentichi che non abbiamo vinto, è vero, ma siamo arrivati primi – e che faccia ciò che ha detto. Gli italiani non sono interessati allo scambio di figurine; chiedono che siano risolti i loro problemi.

D: Come descriverebbe l’attuale scena politica nazionale?
R:
Non hanno voluto regole che producessero un governo per il Paese, o perlomeno hanno scelto le regole sbagliate. E se sono sbagliate le regole, è sbagliata anche la partita.

D: Matteo Salvini, Luigi Di Maio e i loro entourage si sono riuniti per il contratto di governo e subito è diventata evidenza la scarsissima presenza di donne.
R:
Ce n’era solo una. E questo la dice lunga su quanto sono arretrati, molto poco in sintonia coi tempi attuali. Le donne sono determinanti e sembrano non rendersene conto. Succede una cosa strana: nelle famiglie molte responsabilità vengono lasciate alle donne, che sanno organizzarsi e fare i conti perfettamente. Quando invece si parla di patria, pare che siano invece più capaci gli uomini: ma perché? Trovo che sia davvero un grande fallimento.

D: Sempre nel contratto di governo, l’argomento «donne» non compare, o meglio: c’è la proroga della misura sperimentale che permette alle lavoratrici di andare in pensione con 35 anni di contributi e 55-58 anni di età optando per il regime contributivo, ma non figurano altre tematiche esclusivamente e specificatamente dedicate al mondo femminile.
R:
Ma cosa ci si aspettava da una forza politica che aveva come motto «Io ce l’ho duro»? Vedremo cosa ci sarà scritto nel finale, se si capirà per esempio l’importanza della conciliazione dei tempi per le donne. È assurdo che nel nostro Paese fare figli non sia più una scelta libera, ma un lusso per poche. E troppe, d’altra parte, si trovano costrette a rinunciare. Col risultato che la natalità continua a crollare, anno dopo anno. Fratelli d’Italia ha proposto e ottenuto che nel programma di coalizione del centrodestra ci fosse anche il più grande piano a sostegno della natalità mai avuto in Italia. Un piano che comprende, fra l’altro, asili nido gratuiti per tutti, reddito bimbo, congedo di maternità e parentale fino all’80% e fino ai sei anni del bambino. Ma ripeto: vedremo.

D: Qualche tempo fa lei ha detto che preferirebbe un premier donna.
R:
Lo ribadisco e penso a Giorgia Meloni, che continua a dimostrare saggezza, è quella che finora ha detto le cose più serie e più giuste sulla base di una visione migliore e più completa rispetto a quella di tanti altri. Ma le donne fanno paura. E più precisamente, le donne forti fanno paura agli uomini che di forza, invece, non ne hanno.

D: È intervenuta sullo scandalo relativo alle presunte molestie sessuali subìte da donne appartenenti al mondo dello spettacolo e non, affermando che molte sono semplicemente mosse da una sete di successo.
R:
Io non credo molto a quelle donne che stanno cinque anni con il potente di turno, sperando che le aiuti a fare carriera nel cinema, e poi lo denunciano perché è un porco. Loro sarebbero capaci di vendere l’anima a Weinstein e quelli come lui. E comunque, se qualcuno ti fa delle avance, ti fa capire chiaramente ciò che vuole e tu poi ci torni… Beh, il significato è chiaro. Sono le cassiere, le impiegate, le donne che non c’entrano nulla col mondo dello spettacolo, quelle «normali» a subire davvero gravi molestie.

D: Quale ruolo dovrebbero avere la politica a tal proposito?
R:
Intanto cancellare il rito abbreviato per gli uomini che ammazzano le donne.

D: Facciamo un passo indietro: come evitare invece che gli uomini arrivino a uccidere le donne?
R:
Il governo Berlusconi ha sempre dato priorità alla difesa delle donne: è stata approvata una legge contro lo stalking, sono state aggiunte aggravanti contro i reati di violenza sessuale, è stata rafforzata la presenza di carabinieri e personale specializzato. Poi sono arrivate le femministe e le comuniste al governo e adesso restano tutti silenti. Dove sono finite le femministe? Hanno fatto dei danni e poi sono scomparse.

D: Sono scese in campo contro gli alpini, che al raduno annuale di Trento pare abbiano molestato e disturbato diverse donne.
R:
Quanto accaduto a Trento è indubbiamente una vergogna, uno scandalo. Ma credo che le femministe dovrebbero occuparsi anche e soprattutto di altro. Di quei diritti che prima rivendicavano e a cui adesso non sembrano più essere interessate. Sono sempre fuori tempo.

D: In Francia hanno approvato il disegno di legge contro le violenze sessuali ma non è stata inserita la norma che prevedeva il reato automatico di «stupro» per qualsiasi rapporto completo con un minore di 15 anni.
R: Ed è stato un errore. Ritengo sia invece una norma giusta. A 15 anni non si è ancora capaci di scegliere con la massima lucidità. Certo, naturalmente c’è un’enorme differenza fra l’avere un rapporto con un coetaneo, vivere le prime storie d’amore, e il cadere nella trappola di un 60enne.

D: Cosa ne pensa dei manifesti anti-aborto che tanto stanno facendo discutere?
R:
Mi ha colpito il fatto che molti siano stati tolti. Questa non è democrazia. Ognuno dovrebbe essere sempre libero di esprimere il proprio pensiero.

D: Nel 2009 ha guidato una contestazione contro l'obbligo del velo organizzata a Milano. Nonostante si trattasse di una protesta pacifica, è stata aggredita da un militante islamico. E ha pure dovuto pagare un’ammenda di mille euro.
R:
Sì, sono stata condannata a cinque giorni di carcere e poi la pena è stata tramutata in una multa. Mi hanno rotto due costole, ma sa com’è: non sono un barbuto, non sono arrivata in Italia col barcone, non sono clandestina. Se sei italiano, ormai, paghi lo scotto. Nel nome di una finta solidarietà nei confronti degli stranieri. E non importa se siano attivisti islamici. Si spendono cinque miliardi di euro per i clandestini e si ignorano i cinque milioni di italiani che vivono in uno stato di povertà. È un mondo che va al contrario. E intanto la Shari'a è ovunque, anche qua.

D: Più di recente, nel 2016, ha criticato l’assessore Serena Foracchia perché ha indossato il velo per partecipare alla festa di fine Ramadan a Reggio Emilia.
R:
Ma certo. Io sarei andata senza velo, come del resto ha fatto la Boldrini. È una cosa scandalosa. Non capisco perché gli italiani, volendo, non possono andare in giro col casco integrale e invece le musulmane nel nostro Paese possono indossare tranquillamente il velo. Due pesi e due misure.

D: Fa politica da molti anni. C’è differenza fra una donna e un uomo impegnati in questo campo? Ha notato qualche evoluzione oppure no?
R:
Non è cambiato niente. La politica è un mondo pervaso da un maschilismo inutile e profondo.

D: Pochi giorni fa Luca Telese l’ha accusata di essere «di plastica». Lei ha replicato utilizzando l’arma dell’ironia e consigliandogli di mettersi a dieta. Ma quanto le ha dato fastidio la sua affermazione, fatta anche a favor di telecamere?
R: Non ti curar di loro, ma guarda e passa.

D: La chiamano «pitonessa», la definiscono una pasionaria. Lei può piacere oppure no, ma la conoscono tutti. E divide nettamente gli animi.
R:
Ho tre vite: quella che conduco realmente, quella che raccontano e quella che vorrebbero facessi. Però credo che molti sappiano che sono una persona coerente, che faccio le battaglie in cui credo davvero. Mi arrabbio quando mi scrivono di andare a lavorare, ma d’altra parte chi se ne frega? Non voglio essere amata da tutti.

D: La criticano spesso per il suo look.
R:
Mi scivola tutto addosso. Sono cose piccole dette da piccoli uomini. E si sbagliano se pensano di suscitare in me qualche sentimento.

D: C’è un obiettivo che ancora non è riuscita a raggiungere?
R:
Tanti. Come madre, vedere mio figlio che diventa un uomo e fa la vita che desidera. Come imprenditrice ho ancora mille progetti. Per quanto riguarda la politica, continuo a lottare e crederci. Perché la politica è una cosa nobile, incide sulla vita degli altri. E siamo in tanti a farla con autentica passione.

D: Da uno a dieci, quanto si considera soddisfatta e fiera di se stessa?
R: Cinque. Credo di poter fare meglio e di più. E deve essere così, altrimenti si finisce di crescere.

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