15 Maggio Mag 2018 1155 15 maggio 2018

Chiara Garbarino: «Il libro? È la storia di mio figlio Leo, bambino con Adhd»

Per l'uscita di La felicità non sta mai ferma, abbiamo fatto quattro chiacchiere con l'autrice che ci ha spiegato come affrontare il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

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Chiara Gambarino Libro Adhd Sindrome

Nelle sue Storie, Erodoto dice: «La felicità umana non sta mai ferma in uno stesso luogo». Un po’come Leo, un bambino affetto dal Disturbo da deficit di attenzione e iperattività o sindrome Adhd, che fermo proprio non riesce a stare. Nemmeno nella pancia della mamma Chiara Garbarino, tanto da staccarle con un calcio la cartilagine di una costola. Lei, mamma del 'teppista', ha raccontato nel libro La felicità non sta mai ferma, in uscita il 15 maggio 2018, la sua storia e quella di suo figlio. «Il mio libro vuole essere un aiuto per tutti coloro che hanno a che fare con bambini con la sindrome Adhd, ossia affetti da disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività», ha spiegato l'autrice. Una sindrome che si manifesta già prima dei sette anni e che limita notevolmente la capacità di autocontrollo. I ricercatori oggi ipotizzano che l’Adhd possa avere una causa genetica, anche se molti aspetti rimangono ancora poco chiari. Quello che è certo è che non si tratta assolutamente di un disturbo dell’attenzione in sé, ma di un difetto evolutivo nei circuiti cerebrali che stanno alla base dell’inibizione e dell’autocontrollo.

I SINTOMI DELL'ADHD NEI BAMBINI

Un bambino con il Disturbo da deficit di attenzione e iperattività non è semplicemente un vivacissimo Gian Burrasca. Chi è affetto da questa sindrome è letteralmente bombardato da stimoli che non gli consentono di controllare le risposte da dare all’ambiente circostante. «Un bimbo con Adhd ad esempio non riesce a stare fermo, non si accorge del pericolo, non dorme la notte e si arrabbia facilmente. Questi sono tutti campanelli d’allarme che non vanno sottovalutati». A questo si aggiunge la difficoltà a relazionarsi con gli altri e, in alcuni casi, una spiccata aggressività. «In questi bambini prevale moltissimo l’aspetto impulsivo. Per questo appaiono anche molto più immaturi emotivamente rispetto ai loro coetanei». Ma ogni bimbo, avverte Chiara, è un mondo a sé. «Bisogna assolutamente ricorrere all’aiuto degli specialisti per trovare la giusta ricetta da adottare e, soprattutto, per entrare in sintonia con questi bambini».

COME COMPORTARSI CON UN BAMBINO CON LA SINDROME ADHD

La prima regola è gratificare. «Si lavora molto sull’autostima di questi bambini che è davvero bassa perché additati da tutti come 'maleducati' o 'teppisti' e sono sgridati di continuo. Si tende, quindi, a non punirli, anche se questo non vuol dire non sgridarli e non prendere provvedimenti quando è necessario. Solo così si può sperare di attenuare, negli anni, l’iperattività». Per superare, invece, la barriera che li divide dagli altri è necessario fare lavoro di squadra. «I genitori degli amici di questi bimbi hanno un compito molto importante, perché dovranno spiegare ai loro figli che i bambini con Adhd sono molto sensibili e che a volte si arrabbiano di più di quanto sia necessario. E soprattutto dovranno insegnare loro a non provocarli e, anzi, spronarli a calmarli quando esagerano».

COSA VUOL DIRE ESSERE GENITORI DI UN BAMBINO CON L'ADHD

Smarrimento, solitudine e senso di frustrazione: la vita delle mamme e dei papà con un figlio affetto da Adhd non è facile. «Spesso gli altri non capiscono e ti etichettano come 'genitore fallito'. Il giudizio della gente mi ha fatto malissimo. Ho passato momenti in cui mi vergognavo di uscire. E poi sei costantemente messo alla prova, sei costretto a vivere al minuto perché devi imparare a prevenire i comportamenti sbagliati di tuo figlio e capire che cosa può potenzialmente innervosirlo. Ecco perché uno psicologo può essere d’aiuto anche per gli adulti», ha detto Chiara Garbarino che ci ha raccontato anche come ha vissuto la sua esperienza di madre: «Personalmente ho sofferto di attacchi di panico fino a svenire. Mi ha aiutata la psicologa di mio figlio, che mi ha guardata negli occhi e mi ha detto che con Leo avevo fatto un ottimo lavoro, e che semplicemente esistono dei meccanismi che né io né il bambino stesso possiamo controllare».

«ANCHE NOI GENITORI DIVENTIAMO IPERATTIVI»

Le giornate di un genitore con un figlio con Adhd non sono mai uguali. Giorni tranquilli si alternano a giornate campali: «Alla fine iperattivi lo diventiamo anche noi. Bisogna avere tanta pazienza con questi bambini, capirli, anche sgridarli, ma soprattutto amarli. E accettarli senza mai perdere la fiducia nei loro confronti».

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