10 Maggio Mag 2018 1511 10 maggio 2018

Marika Costabile: «Per 'Tonno Spiaggiato' sono ingrassata 10 chili»

L'attrice ci ha raccontato diversi aneddoti in occasione dell'uscita del film di Matteo Martinez e con Frank Matano, dal 10 maggio 2018 nelle sale italiane.

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Marika Costabile Film Tonno Spiaggiato Frank Matano (1)

Si chiama Marika Costabile, ha 25 anni ed è la protagonista femminile del film Tonno spiaggiato, diretta da Matteo Martinez. Una commedia dall’animo ironico tinto di giallo dove l'attrice interpreta Francesca, la fidanzata di Francesco (Frank Matano), che dopo essere stata vittima di diverse battute maligne del compagno, durante il tentativo di sfondare come stand-up comedian, lo lascia. Lui fa di tutto per riconquistarla e, dopo innumerevoli tentativi, crea un bizzarro piano per riavvicinarsi: scegliere un membro della famiglia della ex fidanzata e ucciderlo. Abbiamo fatto due chiacchiere con Marika, molto pacata e genuina, e ci ha confessato di non aver ancora realizzato di essere per la prima volta sul grande schermo: «Dopo aver recitato nella fiction I bastardi di Pizzofalcone, far parte di un film cinematografico era il mio obiettivo e adesso sono piena di speranza e positività». La giovane attrice, diplomata all’Accademia Artisti di Roma, è dolce e piena di grinta, e proprio come il suo personaggio in Tonno spiaggiato, Marika ama il rispetto e i valori. «Sono una ragazza che dà tutto però mi aspetto sempre il rispetto da ognuno. Non importa che la persona sia piccola o grande, per me è un principio fondamentale.» E del movimento #MeToo dice: «noi donne insieme siamo forti, io sostengo sempre chi ha subito violenze e si sente pronta a denunciare».

DOMANDA: Dal 10 maggio sei al cinema con Tonno spiaggiato. Parlaci un po’ del tuo personaggio.
RISPOSTA:
Francesca è una ragazza con una dolcezza disarmante e un grande sorriso ma, al momento giusto, come ogni donna, sa farsi valere e rispettare. Ho amato fin da subito questo ruolo, che per molti aspetti mi somiglia, e forse anch’io, in una situazione simile a quella che vive lei, mi sarei comportata cosi. Se qualcuno mi ferisce faccio fatica a ridargli fiducia, o perlomeno, deve impegnarsi molto per riconquistarmi. Un po’ come Francesco fa con il mio personaggio nel film.

D: Com’è stato recitare accanto a Frank Matano?
R:
Divertente! Anche dopo tante ore di set, quando la stanchezza ormai si faceva sentire, arrivava lui che, con una battuta e con la sua risata, rianimava tutti. In generale, è stata una bellissima esperienza, ero la più piccola e tutti erano sempre pronti ad aiutarmi e consigliarmi.

D: Come sei arrivata a questo film?
R:
Era inizio ottobre quando fui chiamata per il provino da coprotagonista per un film al cinema. Oltre a una breve presentazione del personaggio e il testo di due scene, non sapevo altro. Eppure, Francesca mi sembrava di conoscerla da sempre. Al provino c’era il regista Matteo Martinez e Frank Matano che da subito sono riusciti a farmi sentire a mio agio. Ho recitato due spezzoni: la scena del litigio e il monologo finale durante il funerale. Dopo poco, hanno risposto con entusiasmo e meraviglia alla mia proposta interpretativa del personaggio di Francesca. Mi ricorderò per sempre le parole che mi hanno detto: «È lei. Finalmente abbiamo trovato la nostra Francesca». Per la prima volta sono uscita da quella sala pensando che avevo dato tutta me stessa ed ero quasi soddisfatta.

D: E al mondo del cinema e della televisione?
R:
Per seguire corsi, studiare copioni, e partecipare a provini ho rinunciato a gite, feste di compleanno ed uscite tra amici. Ma mai queste cose sono state un sacrificio per me. Sapevo che prima o poi tutta la mia dedizione e il mio impegno sarebbero stati ricompensati. E così è stato quando, nel 2015, ho incontrato la casting director Adriana Sabbatini che mi ha proposta per il ruolo di Chanel nella fiction I bastardi di Pizzofalcone. Cosi è iniziato il mio viaggio tra televisione e cinema.

D: Com’è nata la passione per la recitazione e quale percorso hai fatto?
R:
Ho iniziato a studiare recitazione all’età di 6 anni. Vengo da una famiglia dove sono la più piccola di quattro fratelli. E, passandoci molti anni tra di noi, quando loro dovevano studiare, la mia mamma mi metteva in camera. Io passavo il tempo leggendo e provando poesie. Così, i miei genitori invece che iscrivermi a un corso di ballo, come quasi tutte le bambine di quell’età, mi portarono a lezione di recitazione e da lì non mi sono più fermata. Ho studiato principalmente in Campania e, subito dopo il diploma di maturità, ho continuato i miei studi di recitazione a Roma. Ora ho la fortuna di lavorare ma continuo costantemente a frequentare corsi, workshop e masterclass, non si finisce mai di imparare e poi io sono solo all’inizio. Sai quando da piccoli ti chiedono «che cosa vorresti fare da grande?». Io ho sempre detto una sola cosa: voglio fare l’attrice.

D: Hai incontrato qualche momento di difficoltà?
R:
Fanno parte della vita, ci sono stati e credo ci saranno ma bisogna farsi forza, credere in se stessi e continuare con più grinta di prima. Nel complesso, sono una persona forte ma anch’io ho i miei attimi di debolezza.

D: Per il ricoprire il ruolo di Francesca hai dovuto mettere su 10 chili?
R:
Si. Dopo il provino mi hanno detto che la recitazione e l’interpretazione erano ottime, ma per ricoprire il ruolo avrei dovuto ingrassare. Non è stato facile, soprattutto per una persona come me che è già curvy. Ma poi sono riuscita a scindere me, Marika, dal personaggio, Francesca. Ed è stato più semplice.

D: A quale attrice ti ispiri?
R:
Meryl Streep. Per il suo modo di esser sempre cosi emozionante, vera e versatile e sopra ogni cosa umile. Credo di aver visto tutti i suoi film da Il cacciatore del 1978 a The Post del 2017. Lei ha il sacro fuoco della recitazione. Spero un giorno di poter riuscire ad emozionare, anche solo la metà di come ci riesce lei. Se bisogna sognare, facciamolo in grande!

D: Con quale regista ti piacerebbe lavorare?
R:
Vorrei apprendere tanto da tutti e, soprattutto, vorrei lavorare sempre con personaggi diversi tra loro. Amo la regia intelligente di Paolo Genovese, adoro Paolo Virzi e la sua delicatezza, resto sempre sorpresa dai Manetti Bros e poi c’è Paolo Sorrentino che non ha bisogno di nessun appellativo lui è «il nostro regista italiano».

D: Il tuo primo ruolo è stato nella fiction I bastardi di Pizzofalcone accanto ad Alessandro Gassmann. Che effetto ti ha fatto lavorare con lui?
R:
Mi ha insegnato come vivere sul set. È un attore straordinario, un uomo gentile e rispettoso, sempre pronto ad aiutarti. Ripetevamo le scene insieme prima di ogni ciak, ci fermavamo a parlare ed era sempre pronto a dispensare mille ottimi consigli. La mia prima scena in assoluto l’ho girata con lui e credo davvero che meglio non poteva andarmi.

D: Il mondo del cinema e dello spettacolo è stato investito dallo scandalo Weinstein. Cosa ne pensi?
R:
Non è mai piacevole scoprire che grandi artisti, riconosciuti in tutto mondo, possano aver compiuto dei gesti simili.

D: Perché, secondo te, le vittime fanno fatica a denunciare?
R:
Lo choc che si subisce è molto forte. I motivi che spingono a non accusare pubblicamente posso esser svariati ma credo che principalmente ci sia la paura di essere giudicati. Una paura comprensibile ma assolutamente insensata.

D: Ma grazie alle donne che hanno avuto il coraggio di parlare è nato #MeToo contro le molestie e le violenze. Hai aderito?
R:
Il movimento è la dimostrazione che noi donne siamo forti e quando ci alleiamo lo siamo ancor di più. Io non ho aderito, ma sono sempre dalla parte di chi ha subito una violenza ed è pronto a denunciare.

D: Progetti futuri?
R:
Sicuramente quello di continuare a fare questo lavoro. Poi invito tutti ad andare al cinema a vedere Tonno Spiaggiato e di seguire prossimamente su RaiUno la seconda serie de I bastardi di Pizzofalcone e spero presto di potervi raccontare tante altre interessanti novità.

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