10 Maggio Mag 2018 0857 10 maggio 2018

Alessia Fabiani su 'Loro': «Bisogna andare oltre la questione politica»

L'ex Letterina e attrice nel film di Paolo Sorrentino, commenta così la pellicola sulla vita di Silvio Berlusconi. L'intervista.

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Alessia Fabiani Film Loro

È stata una delle indimenticabili Letterine di Passaparola, ha partecipato a diversi altri programmi fra cui Uomini e Donne, La sai l’ultima? Versione Vip, Lucignolo, Pressing Champions League. Insomma: forte della sua innata sensualità e di un’innegabile simpatia, Alessia Fabiani stava costruendo abilmente e gradualmente la sua carriera televisiva. Poi è successo qualcosa. È successo che quelle vesti, a volte succinte, hanno cominciato a starle strette. È successo che il cliché della «bella e oca» le è apparso intollerabile. E allora ha detto basta con la tv. Ha smesso di provarci e di accettare proposte, ha deciso di inseguire con tutta se stessa il suo sogno di sempre: diventare attrice. Ha frequentato scuole di recitazione, ha cominciato a calcare i palcoscenici teatrali. Proprio il teatro, adesso, è la sua occupazione principale. Insieme a quella di mamma: la Fabiani è madre dei gemellini Kim e Keira, nati dall’ormai naufragata relazione con Fabrizio Cherubini. Portare in scena spettacoli, soprattutto commedie, le consente di non togliere tempo ai figli e di trovare sempre nuova linfa vitale. Il cinema è un altro ambizioso obiettivo e di recente Alessia ha messo a segno un gran bel colpo: è stata ingaggiata da Paolo Sorrentino per il film Loro, dove interpreta la fidanzata di uno degli uomini appartenenti all’entourage di Silvio Berlusconi; il compagno ha il volto di Ricky Memphis. Un piccolo ruolo, quello della Fabiani, ma anche un ottimo traguardo.

DOMANDA: Quanto è stato difficile entrare nel cast del film di Sorrentino?
RISPOSTA:
La difficoltà sta proprio nel confrontarsi con un regista del suo calibro. Credo sia il desiderio di ogni attore affrontare un casting così intenso. Personalmente, devo però dire che quando affronto un provino è sempre come se fosse la prima volta.

D: Qual era il tuo stato d’animo prima del provino? Cosa ricordi di quel giorno?
R:
Avendo non solo visto i suoi film ma anche letto i suoi libri, devo ammettere che avevo un po’ d’ansia. Ricordo che prima di entrare continuavo senza sosta a ripetere la parte.

D: Il tuo primo pensiero quando hai saputo di essere stata ingaggiata.
R:
Grande felicità. Non era il primo provino che affrontavo per i film di Sorrentino, quindi puoi immaginare la mia gioia nel sapere che avrei fatto parte del cast di Loro.

D: Come descriveresti il tuo personaggio? Come ti sei preparata?
R:
Come molti altri del film, anche il mio è un personaggio di fantasia. Mi sono semplicemente concentrata per dare il meglio di me, seguendo le preziose indicazioni del regista. Affidandomi a lui.

D: C’è stato un momento, durante le riprese, in cui ti sei complimentata con te stessa? E un momento in cui invece ti è sembrato di non aver dato il massimo?
R:
Come artista sono molto critica con me stessa. Credo si possa sempre dare di più.

D: Lavorare con Sorrentino è indubbiamente un onore, ma d’altra parte questo film ha fatto discutere fin dalla sua stessa genesi. Ti è sembrato, per questo motivo, di correre anche un rischio?
R:
Come dici tu, lavorare con Sorrentino è un onore. Ho trovato la sceneggiatura ben scritta, non ho avuto assolutamente dubbi.

D: È un film popolato da numerose figure femminili. Quale immagine emerge, secondo te, delle donne?
R:
Come ti dicevo prima, sono personaggi di fantasia. Non credo si debba paragonarli a reali figure femminili. E, d’altra parte, ogni donna è un mondo a sé. Ognuna ha i suoi desideri e i suoi sogni.

D: Loro è più un’opera drammatica o politica, ai tuoi occhi?
R:
Secondo me è la descrizione di un personaggio, della sua vita, dei suoi desideri e delle sue fantasie. Credo sia necessario andare oltre la questione politica: guardare la persona, i suoi pregi e i suoi difetti.

D: Da spettatrice, che voto daresti al film?
R:
Il mio voto è dato dall’emozione che ho provato nel parteciparvi: grandissima. A parte questo, credo sia un film da vedere.

D: Fare l’attrice è sempre stata la tua ambizione. Da molti anni ti dedichi principalmente al teatro.
R:
Sì, mi ha permesso di esprimere me stessa attraverso i diversi personaggi. Mi piace trasformarmi e immedesimarmi, credo che molte volte ci si soffermi sull’apparenza; in questo modo, invece, si può andare oltre e recepire profondamente la persona che hai davanti.

D: L’allontanamento dalla tv è stato una scelta o non ti sono state concesse le giuste possibilità?
R:
È stato una mia scelta, ma non dettata dalle opportunità non concesse; semplicemente sentivo l’esigenza di affrontare un altro percorso, quello di attrice.

D: L’Alessia di Passaparola e l’Alessia di oggi: che differenza c’è fra le due?
R:
Qualsiasi cosa affronti sono sempre me stessa. La differenza sta nell’età e nel percorso di crescita. All’epoca avevo 20 anni, oggi ho due figli stupendi e altre prospettive.

D: C’è più magia su un set cinematografico o su un palcoscenico teatrale?
R:
La magia in questo mondo è ovunque. In teatro la percepisci al momento, la tocchi con mano mentre sei sul palco. Al cinema quando ti rivedi sullo schermo.

D: Qual è il tuo prossimo obiettivo?
R:
Per scaramanzia non rispondo a questa domanda. Posso solo dirti di avere più di un obiettivo.

D: Qualche tempo fa hai pubblicato su Instagram una foto che ti ritrae con i tuoi bambini. Siete tutti e tre nudi, anche se non si vede nulla. Eppure c’è chi ti ha criticato ferocemente.
R:
Ho sempre vissuto il nudo con molta libertà e tranquillità. In quella foto sono ritratti i miei due amori e non è visibile nulla di sconvolgente. Sinceramente credo che ognuno abbia il diritto di avere il proprio pensiero. Per me era un’espressione dell’amore.

D: Guardati indietro: rifaresti tutto?
R:
Rifarei tutto. Anche gli errori, perché mi hanno portato a essere quello che sono oggi.

D: Guarda avanti: cos’è che ancora devi fare?
R:
Tante cose. Non so cosa mi riserverà il futuro, io sono pronta ad affrontare ogni sfida con la massima energia. E, d’altra parte, ho imparato a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

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