4 Maggio Mag 2018 0914 04 maggio 2018

Alice Basso: «Femminista sì, ma non parlatemi di quote rosa»

Esce il quarto libro dell'ideatrice della serie di romanzi con protagonista Vani Sarca, La scrittrice del mistero. Ci ha detto la sua sulla solidarietà fra donne e il movimento #MeToo.

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Alice Basso

Ci piace immaginare gli scrittori simili ai loro personaggi. Ma questo non capita quasi mai. Capita invece che la protagonista dei romanzi di Alice Basso - Silvana Sarca, detta Vani – sia una ghostwriter cupa, asociale e sempre vestita di nero. E che la sua inventrice mi arrivi incontro sorridendo, con un giubbotto di pelle gialla e le scarpe col tacco. Ecco, appunto. Ma anche se apparentemente sono lontane anni luce, Vani e la sua autrice qualche cosa in comune ce l’hanno: ad esempio l'abitudine di fare battute quando sono agitate. Perché alla prima presentazione del suo quarto libro, La scrittrice del mistero (Garzanti), Alice Basso è agitata: «Spero sempre di essere migliorata e invece nulla, sono un fascio di nervi come la prima volta», confessa appena seduta di fronte al pubblico.

Per iniziare la tournée di presentazioni ha scelto un luogo in cui si sente a casa: la libreria Garbolino di Chivasso, dove la intervista la proprietaria e amica Paola che, per aspettare il marito in ritardo, offre un caffè a chi è venuto per l’incontro. Sono soprattutto donne, di tutte le età. Molte hanno letto tutta la serie che ha per protagonisti la geniale Vani e il commissario Romeo Berganza e c’è chi fa il tifo per lui e chi per l’ex, il bello (e un po’ stronzo) Riccardo Randi. Una voce chiede se non ci sarà neanche un bacio con il capo di Vani, Enrico Fuschi, un’idea accolta da un coro inorridito: «Con Enrico?!», prima che scoppi la risata.
C’è però anche chi i libri non li ha ancora letti e rovinare la trama rivelando rapitori ed assassini sarebbe un vero peccato. Non lo faremo neanche noi. Che ad Alice Basso abbiamo chiesto di raccontare a LetteraDonna cosa ne pensa di femminismo, del movimento #MeToo e dello scandalo Weinstein.

«Il mondo dell'editoria è un buon modello per l'affermazione femminile. I lettori sono in stragrande maggioranza donne,...

Geplaatst door LetteraDonna op vrijdag 4 mei 2018
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