Elezioni 2018

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14 Marzo Mar 2018 1711 14 marzo 2018

Matilde Siracusano, eletta con Forza Italia: «Basta pregiudizi»

Prima di vincere a Messina, si è dovuta scontrare con le critiche dovute alla sua partecipazione a Miss Italia: «Nessun conflitto con la mia carriera».

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Matilde Siracusano

Alla mia prima domanda Matilde Siracusano, 33 anni, eletta con Forza Italia nel proporzionale in Sicilia, tira un respiro di sollievo. «Finalmente qualcuno che mette davanti il mio curriculum e non il mio passato», dice a LetteraDonna. Già, perché al momento della sua candidatura l’attenzione degli italiani si è focalizzata più sull’esperienza all’interno della trasmissione Miss Italia che alla laurea in Scienze Politiche o al master alla Luiss. «Quando ho partecipato al concorso di bellezza avevo 19 anni. Non vedo perché questo possa entrare in conflitto con la mia carriera», aggiunge. Per la Siracusano dopo il 4 marzo è arrivato un regalo: quello di poter rappresentare Messina, sua città natale, in Parlamento.

DOMANDA: Matilde, vanti un curriculum di tutto rispetto. Oltre alla formazione hai anche trascorso sette anni all’ufficio legislativo della Camera. Mancava un’esperienza diretta in politica.
RISPOSTA:
Sin da piccola ho sempre avuto questa passione. Son cresciuta a pane e politica, mio padre era già nel settore anche se a livello comunale. Poi dopo la pratica alla Camera mi sono specializzata sulle attività dell’Ambiente. Ora voglio seguire tutto da vicino.

D: Da cosa è nata la volontà di intraprendere questa strada?
R:
Durante il master è scattato qualcosa. Alcune persone, per me fondamentali, mi hanno innescato la passione di operare.

D: Quando ti sei candidata non sono mancate le critiche. Tutto perché avevi partecipato a Miss Italia nel 2005.
R:
Lo mettevo in conto già dall’inizio e avevo previsto una reazione simile. Il pregiudizio sessista esiste ancora in Italia e purtroppo la comunicazione è esposta al gossip, materia che attrae molto il pubblico. A pochi importa sapere cosa propone un movimento. I giornali stessi pubblicano notizie di quel genere per interesse.

D: Come hai affrontato la questione?
R:
Ormai ci rido su. Alcune ragazze che hanno gareggiato sono diventate giornaliste, avvocate e molto altro.

D: Oggi Miss Italia è un programma sessista?
R:
No, perché è una tradizione italiana al pari di Sanremo. È una trasmissione pulita che non scade nella volgarità. Il pregiudizio è un discorso a parte.

D: Gli attacchi era avvenuti soprattutto sui social. Qualcuno ha avuto il coraggio di dirtelo in faccia?
R:
Nessuno l’ha mai fatto. Stiamo scadendo in una situazione deplorevole nel pieno di una violenza sociale. Anche in campagna elettorale ho visto di tutto e di più. Devo dire che le critiche feroci e le frasi più pesanti sono arrivate dal movimento Cinque Stelle. L’odio sociale non è istruttivo e non porta a nulla di buono. Bisogna fermare questo boomerang che danneggerà la comunicazione.

D: Come se non bastasse si era parlato anche della parentela con l’ex ministro Antonio Martino, quando in realtà hai precisato essere solo un lontano cugino di tua nonna.
R:
Mi sono impegnata a dare una descrizione della linea parentale proprio per non peggiorare la situazione. Ad ogni modo per me rimane un esempio da seguire per tutto quello che ha fatto.

D: Perché ti senti in linea con le idee di Forza Italia?
R:
Mi sono sempre riconosciuta nel partito. Lo considero liberale e garantista, capace di comprende realmente le esigenze del paese. Credo che Silvio Berlusconi in questo sia fenomenale perché capta le problematiche degli italiani. Anche il programma era la fotografia dell’Italia e individuava le soluzioni per far ripartire il Paese.

D: I pregiudizi sulle belle donne in Forza Italia non sono mai mancati. Per molti sei nella rosa delle miss elette. Come dimostrare che oltre all’apparenza c’è altro?
R:
Non ho nessun timore. Durante la campagna, dove è normale ricevere critiche, mi sono esposta a diversi confronti per scongiurare questo tabù privo di fondamento. In qualche modo ho avuto il desidero di dimostrare il contrario. E poi viviamo in un’epoca diversa, è giusto che il merito sia portato avanti.

D: Cosa pensi del modo che ha Berlusconi di rivolgersi alle donne?
R:
Parlando a nome mio trovo sia un uomo rispettoso, elegante, sensibile e umano. Ma anche riferendomi alle testimonianze di chi gli sta accanto potrei dire lo stesso. E poi Forza Italia è in assoluto il partito con una rappresentanza femminile più forte (in realtà è il Movimento 5 stelle, ndr).

D: Secondo te avere presenza è utile o è più un’arma a doppio taglio?
R:
Lo trovo un lato positivo. Certo è che in certi ambienti ti esponi di più, sei costantemente sotto esame, perciò devi dimostrare con fatica di avere competenze. Un dettaglio che ho riscontrato già da prima di candidarmi. Su una bella immagine c’è un pregiudizio, a maggior ragione se il contesto in cui ci si affaccia è in prevalenza maschile.

D: Rappresenti molte trentenni di oggi, tenaci e con voglia di emergere. Qual è il segreto per la vittoria?
R:
Bisogna impegnarsi senza tralasciare lo studio. Allo stesso tempo è fondamentale essere onesti e rispettosi verso gli altri, mantenendo sempre un approccio positivo.

D: Ti sarebbe piaciuto fare la giornalista. Cosa ti ha fatto cambiare idea?
R:
Circostanze casuali. Ho collaborato con alcune realtà locali in Sicilia, poi in occasione della selezione per una persona da inserire in redazione al telegiornale ci sono stati dei problemi con le assunzioni. Perciò ho cambiato direzione e mi sono iscritta al master. Ancora adesso contino a scrivere per coltivare la mia passione per la scrittura.

D: Cosa significa per te poter rappresentare Messina?
R:
Per me è un grande onore. La città ha problemi enormi con autostrade, ferrovie, torrenti, pur essendo stupenda. È stata abbandonata e non gode di ottima salute. Ho assistito a delle immagini pietose in periferia. Messina deve ripartire da zero e bisognerà fare un lavoro enorme.

D: Hai già pensato a qualche progetto da proporre in Parlamento?
R:
Prima bisogna capire quale governo si formerà. Porterò avanti tutte le emergenze e le istanze raccolte in questo periodo sulla mia terra e il Sud. Quello è prioritario.

D: Valuti anche proposte per le donne?
R:
Credo che sia giusto essere realisti. Sulle donne più che promuovere manifestazioni e slogan servono misure concrete, in grado di tutelarci. Proprio come la legge Carfagna sullo stalking.

D: Cosa pensi del movimento #Metoo?
R:
Le responsabilità sono collettive e le donne sono soggette a questi abusi di potere in tutti gli ambiti. Ormai è una consuetudine e ci troviamo di fronte a un processo culturale che va sradicato. Lo scossone è giusto è servito a muovere le coscienze. Per cambiare però ci sarà bisogno di tempo.

D: Hai mai ricevuto avance scomode?
R:
Svariate volte. Purtroppo tutte ci siamo trovate in questa condizione. Anche parlando con le mie amiche che lavorano in altri settori sento racconti simili. Il problema è che è diventata un'abitudine.

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