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9 Marzo Mar 2018 1907 09 marzo 2018

Asia Argento ha spiegato cosa significa essere una vittima - VIDEO

L'attrice ha letto alcuni passi del libro #QuellaVoltaChe di Giulia Blasi durante la presentazione a Feminism, la fiera dell'editoria delle donne di Roma.

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Asia Argento Quella Volta Che Miriana Trevisan

«Solo liberando la parola 'vittima' sono riuscita ad essere vittoriosa. Ho sentito di appartenere a un movimento che...

Geplaatst door LetteraDonna op vrijdag 9 maart 2018

Dopo la prima denuncia di Asia Argento nei confronti di Harvey Weinstein, ne sono successe di cose. Appena venne fuori la storia della violenza sessuale per mano dell'ex produttore della Miramax, non tutti in Italia furono dalla sua parte. Il sostegno arrivò dagli Stati Uniti. Era l'ottobre del 2018 e, oggi, a cinque mesi di distanza, la situazione è cambiata. Basti pensare che nella giornata dello sciopero globale delle donne, l'8 marzo 2018, l'attrice era in prima fila al corteo di Roma, organizzato dal collettivo femminista Non una di meno. La lotta di Asia Argento non è affatto finita: il giorno dopo è stata ospite alla presentazione del libro #QuellaVoltaChe, scritto da Giulia Blasi e che raccoglie tutte le storie di violenze e molestie sessuali, pubblicato da manifestolibri. L'autrice e alcuni ospiti erano presenti a Feminism, la fiera dell'editoria delle donne di Roma.

Penso che a nessuno faccia piacere riconoscersi come vittima. Quando mi è successo quello che mi è successo, non volevo assolutamente riconoscerlo, non volevo riconoscermi come tale. Mi ricordo che da bambina mia madre mi diceva: «Non fare la vittima». E sono cresciuta così: non devo essere vittima. È male essere vittima

Asia Argento

Asia Argento è intervenuta non soltanto per leggere alcuni passaggi del libro, insieme a Miriana Trevisan. Ha fatto anche una riflessione sul significato dell'essere e del sentirsi vittima. Ha anche spiegato come è riuscita a trovare la forza di denunciare Weinstein e della liberazione che ha provato successivamente.

È solo liberando la parola che sono riuscita a sentirmi vittoriosa: quando ho parlato, ho fatto il nome della persona che mi aveva fatto del male. Ho messo il mio nome insieme al suo, ho raccontato cosa è successo, mi sono beccata palate di merda. Ma tutto questo è servito alle altre e mi sono sentita parte di un movimento

Asia Argento
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