Elezioni 2018

Elezioni 2018

7 Marzo Mar 2018 1900 07 marzo 2018

Giusy Versace eletta con Forza Italia: «Le mie battaglie per sport e donne»

Da Silvio Berlusconi ai diritti dei disabili, intervista alla campionessa paralimpica che ha vinto a Varese: «Avevo paura che questa scelta potesse danneggiare la mia immagine».

  • ...
Giusy Versace (2)

Giusy Versace affronta il successo elettorale con il sorriso. Eletta alla Camera dei Deputati con Forza Italia, nel collegio uninominale di Varese, la campionessa paralimpica ammette di averci pensato a lungo prima di accettare. «Avevo paura che questa scelta potesse danneggiare la mia immagine», racconta a LetteraDonna. Ma dopo diverse riflessioni ha trovato la sua strada, proprio come nel 2005, quando a seguito di un tragico incidente perse l’uso delle gambe. Da quel giorno per lei c’era una nuova vita, ricca di sacrifici ma anche soddisfazioni. E ora che ha raggiunto anche il traguardo di Montecitorio, Giusy Versace è pronta a portare in Parlamento le sue battaglie.

DOMANDA: Un’altra sfida si avvicina. Con il 48% delle preferenze sei stata eletta alla Camera. Cosa significa questa vittoria?
RISPOSTA:
Sono felicissima di aver raccolto tanti consensi all’uninominale. Mi ha rincuorato sapere che più elettori hanno messo una X sul mio nome. Sentirmi così appagata, dopo esser stata presente sul territorio, è bellissimo.

D: Pensavi di potercela fare?
R:
Non era così scontato. Sì, mi sono candidata in una zona appetibile per la destra, ma comunque non avevo certezze. Sono entrata in punta di piedi, anche se in carbonio, e devo dire di aver trovato un’ottima squadra di lavoro.

D: Aldilà di tutto non sono mancate le critiche per esserti affiancata al partito di centro destra. Come mai?
R:
Sono arrivati giudizi negativi di tutti i tipi. Frasi come «Ma una come te si sporca con la politica?» o anche «Ma ti candidi con Silvio Berlusconi?» erano all’ordine del giorno. Ad ogni modo ho riflettuto a lungo. Ho visto il buono che ci poteva essere dietro tutto ciò, a prescindere dalle apparenze. Personalmente la trovo una bella scelta, non orribile.

D: Ci sarà stato qualcuno che ti ha fatto i complimenti?
R:
I più ragionevoli mi hanno detto che, pur non condividendo le opinioni del partito, mi stimavano. Sono arrivati grandi in bocca al lupo e molte congratulazioni. I più accaniti mi hanno detto: «Che ci fa una come te, con principi e valori, insieme alla destra?». Nessuno si è soffermato sul nostro programma.

D: Comunque il tuo partito nel corso degli anni è stato associato a un concetto di donna preciso. Sono state mosse anche accuse di sessismo allo stesso leader. Non ti dispiace?
R:
Voglio essere sincera: non mi sono neanche soffermata su questo aspetto. Silvio Berlusconi è un uomo simpatico che ama le cose belle. Lui paga il conto di essere un personaggio noto. Per questo è criticato con grande facilità. Piuttosto mi dispiace che le persone non si documentino prima di esprimere opinioni. Non c’è più rispetto.

D: In che senso?
R:
La comunicazione veloce che in questi anni ci ha travolto, penso per esempio alle chat dei social, ha fatto sì che tutti parlino per sentito dire. Alcuni addirittura si nascondono dietro un nome per offendere altri. L’educazione non esiste più.

D: E da donna pensi che il mondo femminile riesca a lavorare in politica senza pregiudizi?
R:
I tabù nei nostri confronti esistono in tutti i settori. Per fortuna da 50 anni abbiamo fatto progressi notevoli. È un tipo di discriminazione e che conosco bene.

D: Perché?
R:
Quando lavoravo come manager mi sono ritrovata in un mondo prettamente maschile, quello commerciale. Dopo due anni di fatiche rientrare al lavoro è stato un incubo. I miei dirigenti maschi mi hanno lasciato da parte nella speranza che mi licenziassi. Ho lottato per riconquistare il mio posto. Avevo perso le gambe ma non la testa.

D: Hanno avuto questo atteggiamento anche di fronte a una situazione così dedicata?
R:
Mi stavo riprendendo da un incidente in cui ho rischiato di morire. Ci sono voluti anni per imparare a camminare. Il mio ruolo era stato affidato a un’altra persona e io sono stata tagliata fuori. Questo purtroppo è lo stesso che succede a una donna di rientro dalla maternità: appena torni rischi di non trovare più la scrivania.

D: Hai dimostrato che potevi continuare la tua vita, toccando molti settori. Scrittura, conduzione, recitazione, senza scordare il tuo vero amore: lo sport. Perché lanciarsi anche in politica?
R:
In realtà non avevo mai pensato di cimentarmi in questo ambito, anche se me lo chiedevano da anni. Questa volta qualcosa è cambiato. Era il momento giusto per iniziare una nuova avventura. Grazie a Mariastella Gelmini ho capito che poteva essere un’opportunità magnifica.

D: Hai raccontato più volte che per ottenere i successi sportivi hai seguito il tuo istinto. Anche qui hai fatto lo stesso?
R:
Sono stata guidata. Forse se avessi dovuto ascoltare me stessa non mi sarei candidata. Avevo molti dubbi, ero perplessa. Temevo che questa scelta potesse danneggiare la mia immagine. Sono amata proprio perché imparziale. Ora che mi sono schierata tutto potrebbe cambiare.

D: Hai già programmi in mente da proporre?
R:
Le mie battaglie sono note. Difendo in primis la disabilità, ma anche lo sport, i giovani e le donne. Adesso la priorità è un’altra, dobbiamo dare all’Italia un governo stabile. Per questo mi sono resa disponibile per aiutare il mio gruppo.

D: E i progetti per le donne? Ci sono molti discorsi da affrontare, dal sessismo al gender gap, dalla violenza all'occupazione.
R:
Non escludo niente. Sono molto sensibile a questi temi. Ovviamente non ho la bacchetta magica. Le idee le ho ma devo capire da dove iniziare. Ricordiamoci che sono nuova, mi piace pensare di essere una cittadina prestata alla politica.

D: Dicevi che tra le tue battaglieci sono i diritti dei disabili.
R:
Per noi lo sport è un lusso, quando dovrebbe essere un diritto. Ho fondato una Onlus per raccogliere fondi. Organizzo eventi per promuovere le attività paralimpiche. In Italia purtroppo lo Stato non tutela questa situazione. Insomma, gli obiettivi sono tanti.

D: Ogni elettore si chiede sempre se il candidato rispetterà le promesse. Sarai fedele alla tua mission, ovvero «stare accanto ai più deboli»?
R:
Sì, anche se non ho dato garanzie durante la campagna. Ho voluto ascoltare e comprendere le problematiche del territorio. In Paramento porterò me stessa. Dalle mie parti si dice che una stretta di mano vale più di una firma. Se prendo un impegno lo porto avanti fino alla fine.

D: Vivi a Milano da 20 anni. Perché hai deciso di correre per Varese?
R:
Amo la Lombardia, è una regione che mi ha dato tanto ma il mio cuore è in Calabria. Sono tanto legata al mio paese. Nel momento in cui metterò piede a Roma porterò me stessa: un cuore tra il Nord e il Sud.

D: L'impegno a Roma è gravoso. Riuscirai a conciliarlo con le tue passioni?
R:
Per il senso di responsabilità che mi appartiene ho messo in conto che dovrò fare delle rinunce. Ho già congelato diverse attività. Sono certa però che non metterò mai da parte la mia Onlus, non la voglio abbandonare.

D: Il pubblico ti apprezza perché rappresenti un esempio femminile a tutto tondo. Hai carattere, grinta e non ti arrendi mai. Cosa consigli alle ragazze che, al contrario, pensano sempre di non farcela?
R:
Mi attribuiscono una forza che io stessa non conosco. Anche io ho avuto momenti in cui pensavo di non riuscire ad andare avanti, ma ho imparato a volermi bene e a seguire la fede. Ogni donna può riuscire nei propri obiettivi, abbiamo delle risorse incredibili. Il consiglio che mi sento di dare è imparare a guardarci allo specchio e ricordare quanto valiamo.

D: Il mondo femminile ha protestato in tutto il mondo contro le molestie grazie alla battaglia #Metoo. Tu da che parte ti ritrovi?
R:
Mi schiero dalla parte di chi ha rispetto per sé. Le campagne aiutano ad accendere i riflettori su alcuni tematiche. A volte o si esagera o si sminuisce il problema. Sono fortunata perché non mi sono mai capitate situazioni estreme, ma le provocazioni non sono mancate. Grazie al mio carattere le ho sempre evitate. Non critico chi cade nella trappola. È giusto sottolineare che la differenza la fa chi combatte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso