Elezioni 2018

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19 Febbraio Feb 2018 1845 19 febbraio 2018

Elezioni 2018, Iolanda Di Stasio del M5s: «Aiutiamo le donne a fare figli»

Alle Regionali non vinse, ora ci prova con Montecitorio. Dalle quote rosa - in cui non crede- al problema della violenza e della bassa natalità, a tu per tu con la candidata grillina.

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Iolanda Di Stasio Movimento 5 Stelle

È forse una della più giovani candidate alle elezioni politiche del 4 marzo: 25 anni, un’esperienza politica maturata nelle file del Movimento 5 stelle di Afragola, la sua città, Iolanda Di Stasio è una di quelle cresciuta a pane e attivismo. Sono proprio le battaglie sul territorio per la messa in sicurezza dello sversamento di rifiuti e per il controllo sulla gestione dei lavori della stazione Alta Velocità, che l’hanno spinta a scendere in campo per la sua terra come candidata alla Camera nel collegio di Napoli Nord. Una candidatura ottenuta grazie al placet dei suoi sostenitori attraverso il sistema delle parlamentarie.

DALLE REGIONALI VERSO MONTECITORIO

Un suo primo tentativo, senza successo, di fare capolino nei Palazzi risale al 2015, quando si presentò alle elezioni regionali. Oggi ci riprova aspirando direttamente a un posto a Montecitorio. Il suo appoggio incondizionato a Luigi Di Maio va oltre i mancati rimborsi o i possibili scenari post- elettorali. Alle spalle un passato da responsabile comunicazione di una associazione no- profit, per il futuro spera nel conseguimento della laurea in Legge: il sogno è di diventare un'avvocata penalista. Perché basta «con la classica frase non è un lavoro per donne ». E con LetteraDonna si toglie qualche sassolino dalla scarpa riguardo le pluricandidature al femminile nei listini proporzionali.

DOMANDA: Nel 2015 ha partecipato alle Regionali senza successo, oggi ci riprova puntando direttamente al Parlamento. Cosa è cambiato da allora?
RISPOSTA: Sicuramente c'è stata una crescita personale, ma non ho deciso di presentarmi alle Politiche per avere una rivincita. Ero attivista prima, così come lo sono oggi. Sono stata votata sulla piattaforma Rousseau con il metodo delle parlamentarie, quindi la mia candidatura non era scontata.

D: Appoggia in pieno la linea politica del leader del Movimento Luigi Di Maio?
R: Mi sono trovata catapultata sui giornali per aver assunto una 'linea governista' in merito a ipotesi di alleanze post-elettorali. Ero al meeting di Pescara e mentre chiacchieravo con degli amici mi hanno ripresa in questa sorta di intercettazione. In effetti mi trovo assolutamente con Di Maio su un punto. Questa legge elettorale è un disastro: non penso che noi come forza politica dobbiamo in qualche modo pagarne lo scotto. Mi auguro che ovviamente avremo una maggioranza piena, però se ciò non dovesse verificarsi penso che a Luigi (Di Maio, ndr) dovrebbe spettare il mandato esplorativo per capire quali possano essere gli interlocutori politici disposti a convergere sul nostro programma. Vorrei capire chi vorrà appoggiarci, quella è la vera domanda. Perché dire che cercheremo delle convergenze è facile, ma bisogna vedere chi dall'altro lato sarà in grado di sposare le nostre idee.

D: Se fosse lei la candidata premier con chi dialogherebbe?
R: Più che altro so dire con chi non ci sarebbe un confronto. Penso che principalmente con Forza Italia non ci sarà molto di cui discutere.

D: E con gli altri componenti della coalizione di Centro destra?
R: Coalizione non saprei, bisogna vedere anche quanto saranno premiate queste forze politiche dagli elettori. Poi noi speriamo di non aver bisogno di dover capire con chi andare a governare.

D: Oggi, secondo lei, si può parlare di parità di genere nella politica?
R: Non credo sia un aspetto totalmente risolto. Nella storia della Repubblica Italiana non abbiamo mai avuto una premier donna, a differenza di altri governi europei. Ritengo che un apporto femminile alla politica possa dare un contributo fondamentale. E non si tratta di essere femministe, più che altro di una questione di empatia particolare che le donne possono mostrare nei confronti di argomenti importanti per la società civile. Noi in politica non siamo ancora ben viste: basti pensare che esiste ancora il pregiudizio nei confronti delle rappresentanti di bell’aspetto.

Ancora si ricorre alla classica frase: «Non è un lavoro da donna». Come giovane e in quanto donna mi piacerebbe scardinare questo pensiero.

Iolanda di Stasio, M5s

D: E più in generale, crede che non si sia ancora arrivati alla parità nei settori professionali?
R:
Ancora si ricorre alla classica frase: «Non è un lavoro da donna». Questo per esempio è capitato a me, quando avevo l'ambizione di diventare un'avvocata. Perché non dovrebbe fare per noi contribuire alla lotta al sistema della corruzione o prestarsi a particolari tipi di battaglie? Come giovane e in quanto donna mi piacerebbe scardinare questo pensiero.

D: In politica però le quote rosa dovrebbero far rispettare l’equità.
R: Il fatto che venga sancito per legge che ci debba essere una quota femminile, e lo dico anche contro me stessa, vuol dire che senza la norma le donne non godrebbero del giusto ruolo nelle liste. Anche l'alternanza obbligatoria dei capilista significa inevitabilmente che se non fosse stato stabilito probabilmente non avremmo avuto donne. Poi c’è il fatto che ci sono molte figure politiche femminili piazzate in più listini proporzionali, così di fatto si è negata la possibilità ad altre personalità del territorio di candidarsi all'interno di quella stessa lista. Penso a Mara Carfagna, oppure alla stessa Boschi, catapultata in diversi collegi a danno di espressioni politiche territoriali.

D: La Carfagna, tra l’altro, ha ricoperto proprio il ruolo di ministro delle Pari Opportunità.
R: Trovo alquanto paradossale che dopo aver ricoperto quel tipo di carica si possa anche solo pensare di sottrarre il posto a qualche candidata che si è fatta valere sul territorio. I listini sono corti e con l'obbligatorietà dell'alternanza di genere, tolto un posto ne restava solo un altro da poter assegnare a un’altra candidata. Inoltre questo non darà una rappresentanza oggettiva del territorio e mi lascia pensare che si sia badato semplicemente ai sondaggi.

È necessario incentivare le nascite e aiutare le giovani che hanno la volontà di fare figli, ma vivono in condizioni economiche complicate.

Iolanda di Stasio, M5s

D: Quali sono le vostre proposte per le donne?
R:
Diverse nostre parlamentari si sono battute sul tema della violenza nell’ultima legislatura. Un argomento, a mio avviso, non ancora toccato a sufficienza. Io credo sia necessario incentivare le nascite e aiutare le giovani che hanno la volontà di fare figli, ma vivono in condizioni economiche complicate. Immagino un sussidio e degli incentivi per il mantenimento e la crescita del bambino, come quelli proposti in Francia, che riguardano sconti su pannolini e tasse ridotte per gli asili nido. Siamo uno dei Paesi europei con il più basso tasso di natalità.

D: Cosa pensa di 'Dissenso comune', il manifesto firmato dalle attrici e lavoratrici dello spettacolo contro le molestie.
R: La discussione su certi argomenti è importante. Sicuramente non si tratta di un tema nuovo, però resta un tema che non si ha mai avuto il coraggio di tirare in ballo, soprattutto in tv, oppure sui giornali. Chi ha denunciato merita ogni tipo di tutela. Nel momento in cui ti esponi così tanto purtroppo anche professionalmente la tua vita rischia di cambiare.

D: A lei è mai capitato di essere stata molestata?
R: Nell'ambito politico capita che si possa assistere a situazioni simili. Io non ho avuto alcun tipo di avvicinamento. Non so se questo dipenda magari dal tipo di partito, oppure è semplicemente dettato dal fatto che la politica sta prendendo una piega diversa. Fino a qualche tempo fa foto un po’ succinte di esperienze personali venivano tirate in ballo come motivo di discriminazione. Penso che questo sia assolutamente intollerabile. Un conto è essere donna, ed essere una donna in politica. Altra cosa è essere diffamata per un pregresso che nulla c'entra con il ruolo istituzionale.

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