Festival Sanremo 2018

Festival di Sanremo 2018

26 Gennaio Gen 2018 1800 26 gennaio 2018

Melissa Greta Marchetto, da Quelli Che il Calcio a PrimaFestival

Non perde un'edizione, che segue ogni anno in gruppi d'ascolto. E un suo sogno sta per coronarsi: è pronta a condurre l'anteprima di Sanremo al via dal 4 febbraio.

  • ...
Melissa Greta Marchetto Primafestival Sanremo 2018

Melissa Greta Marchetto.

Da piccola cantava le canzoni di Baglioni nella sua cameretta. Poi ha imparato a suonare il pianoforte all’accademia musicale Music Art & Show di Milano: «Sì ma non sono Chopin», ci tiene a dire. «Tranquilla, di Chopin ce n’è uno» le rispondiamo noi. È diventata cantante, esibendosi in serate di gala e inaugurazioni di eventi speciali, fino ad arrivare al teatro, con gli spettacoli delle Winx in qualità di doppiatrice nei momenti cantati e recitati, con protagonista Carolina Kostner.
Melissa Greta Marchetto e la musica. Sempre insieme. Una storia d’amore. Una cosa sola. Per un po’ in verità si sono persi di vista. Lei, classe 1985, bella e biondissima, dopo l’accademia ha girato qualche spot pubblicitario, poi ha lavorato come giornalista a Deejay Tv, infine il grande passo in Rai, che ormai se la tiene stretta e anzi la sta facendo crescere, dal 2015 è ospite fissa a Quelli Che il Calcio e conduce su Radio Due Drive Time con Matteo Bordone. Ma evidentemente tutto accade per un motivo, e infatti rieccola qui Melissa, al timone di PrimaFestival, l’anteprima della grande kermesse di Sanremo al via dal 4 febbraio. Quella che andrà a condurre con l’attore Sergio Assisi è una striscia quotidiana della durata di cinque minuti circa, con le anticipazioni e le anteprime di tutto quello che si vedrà sul palco dell’Ariston.

DOMANDA: Quindi, cara Melissa, PrimaFestival è un po’ come un cerchio si chiude.
RISPOSTA
: Caso mai un nuovo punto di partenza! Vi dico solo che ho comprato il gioco da tavola del festival di Sanremo, tanto è grande l’entusiasmo per questa nuova avventura. Non vedo l’ora di iniziare, per me è come un sogno.

D: Però queste assomigliano molto a parole di circostanza. Ma te ne intendi di Sanremo? Lo hai mai guardato?
R:
Giuro, non mi perdo un’edizione, anzi: sono una campionessa e me ne vanto, siamo a livelli patologici. Ogni anno a casa organizzo un gruppo di ascolto con pochi amici, tutti grandi intenditori di musica. Non solo: ho un taccuino dove scrivo tutti i miei appunti sui cantanti. Credo sia anche per questo che non ho avuto problemi quando l’anno scorso Radio Due mi ha chiesto di seguire la diretta della finale dei giovani, anzi, se proprio vogliamo dire tutto… Ho fatto un figurone!

D: Sei nata nel 1985 e vai verso i 33 anni… Se è vero che non ti perdi un’edizione allora facciamo un test: qual è l’anno che ti è rimasto più impresso?
R: Quello con Raimondo Vianello, un modo di gestire il Festival meraviglioso, il suo. Dolce ma anche graffiante, quando serviva. Con lui c’erano Veronica Pivetti e la bellissima Eva Herzigova. Vinse Annalisa Minetti con Senza te o con te. Non ricordo l’anno però, questo lo ammetto.

D: Era il 1998, ma sei promossa dai. Quest’anno invece c’è il tuo idolo di quand’eri piccola, Claudio Baglioni.
R:
Uno dei migliori cantautori italiani in assoluto. Un maestro, una guida, per me lui è tutto. Da ragazzina cantavo sempre la canzone del sole e Strada Facendo. Poi c’è Michelle Hunziker, che per me è una grande professionista, e Pierfrancesco Favino. Non posso rivelarvi nulla ma ripeto, e ti garantisco che non sono parole di circostanza, non vedo l’ora di iniziare.

D: Come hai reagito quando hai saputo che avresti condotto l’anteprima del Festival?
R
: Diciamo che è stata la classica reazione di una ragazzina: mi sono messa a saltare sul letto.

D: Il tuo fidanzato ti ha preso per matta?
R: Domanda a trabocchetto ma non ci casco.

D: Beh, ti hanno accostato a Tommaso Paradiso, il cantante dei The Giornalisti. E tra cantanti si sa, ce la si intende.
R:
Ho la bocca cucita, preferisco concentrarmi sul lavoro perché sto imparando tanto, questo è il momento in cui devo dedicarmi a quello che sto facendo e che mi piace fare. Poi, sicuramente, verrà anche il tempo per l’amore.

D: Meglio se non la cuci però, la bocca, che poi come fai a difenderti da Luca e Paolo a Quelli Che il Calcio?
R:
Veramente, ma tanto ormai ci sono abituata. Ho fatto un anno di gavetta con la Gialappa’s l’anno scorso. Sono diventata un’ottima incassatrice, d’altronde con questi personaggi o ti difendi con l’autoironia o altrimenti non ne esci vivo.

D: Differenze tra Luca e Paolo e la Gialappa’s?
R:
Luca e Paolo sono molto meno spontanei di quello che si pensa. Ma lo dico in senso positivo: intendo dire che sono molto rigorosi, precisi e disciplinati nei loro sketch e in ogni cosa che fanno. Insomma, si vede che hanno studiato, improvvisano molto poco e quindi sono tutto il contrario di Carlo, Marco e Giorgio. Grazie a loro ho imparato a gestire gli imprevisti della diretta e a sviluppare questo aspetto del mio lavoro, che ammetto, non ha mai fatto parte di me. Ammetto che ho dovuto lavorarci su, anzi, lo sto facendo ancora.

D: Dicci la verità, ma dov’è che si nascondono sempre quei tre?
R: Vicino la regia, di più non posso dire. Sono ovunque. E se vuoi la verità, talvolta mi sembra di sentirli ancora nella mia testa. Mi accompagnano sempre, è come se sentissi le voci, ma non voci qualunque, le voci della Gialappa’s!

D: Le senti anche adesso?
R:
No, in questo momento no. Meglio ascoltare le tue domande.

D: Questa è facile: a Quelli che il Calcio serve un minimo di infarinatura sportiva. Sei tifosa?
R: Da buona brianzola sono una grande fan della… Roma!

D: Ma come?
R:
Non nasco tifosa di calcio, sono figlia di sportivi ma di nicchia (suo padre è ct della nazionale di pattinaggio su ghiaccio in velocità, ndr). Però sono stata folgorata da una partita che ho visto qualche anno fa, Juventus-Roma, e sono rimasta colpita dalla passione dei tifosi giallorossi, per la Maggica ovviamente, ma anche per Francesco Totti. Così ho deciso di adottarla come mia squadra preferita.

D: Quindi meglio la musica del calcio.
R:
La musica è il mio pane, non può essere altrimenti, ma non voglio rinunciare a niente, anzi, ti dirò: non posso stare senza Quelli Che il Calcio, e nemmeno senza la radio. In fondo sono l’ultima arrivata, testa bassa e pedalare. Io pedalo alla grande.

D: Prima parlavi dei tuoi genitori, entrambi sportivi. Lo sei anche tu?
R:
Il giusto direi, ma solo per mantenermi in forma, non voglio raggiungere chissà quale taglia. Basta muoversi nella vita per restare in buona salute. E poi non sottovalutiamo lo stress, che mi fa da aerobica e mi aiuta a consumare, come dice Woody Allen.

D: Sei una buona forchetta?
R:
Adoro il crudo. Quando posso, prima di ogni show mi carico con un po’ di sushi nel camerino. Ma stravedo anche per il cibo piccante. La mia pizza preferita è quella con la nduja, da abbinare magari a un bel vino rosso corposo. E poi le lasagne vegetariane di mia madre, con frutti di mare e pesto. Lei è insegnante di educazione fisica ma è una cuoca mancata. C’è chi si rilassa con un libro, chi con un film, lei invece torna a casa e si mette a spadellare.

D: E tu? Potresti in futuro buttarti nei talent di cucina.
R:
Preferirei restare sempre nell’ambito musicale. E poi… Faccio una brutta figura se dopo Woody Allen cito Mara Maionchi?

D: L’intervista è tua.
R:
D’accordo. Allora devo dirtelo: ai fornelli sono una vera pippa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso