22 Gennaio Gen 2018 1751 22 gennaio 2018

Romanzo Famigliare, Fotinì Peluso: «Recitare non mi basta»

La sua Micòl Pagnotta ha conquistato il pubblico, ma lei non ha ancora deciso che lavoro farà. L'università, l'amore per la Grecia, lo scandalo Weinstein: a tu per tu con un'esordiente di successo.

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Fotini Peluso

Venerdi 19 gennaio, quasi ora di pranzo: «Scusa se sono un po’ distratta ma ho gli esami all’Università», esordisce Fotinì Peluso dall’altra parte del telefono.
L’attrice è la (bella) rivelazione di Romanzo Famigliare, fiction, o meglio sceneggiato (come una volta) in onda su Rai Uno per la regia di Francesca Archibugi (martedi 23 gennaio è attesa la quinta di 12 puntate). «Se vuoi ti richiamo», le dico, «No, no, va benissimo» risponde lei, magari un po’ sollevata per questo break che la strappa ai numeri per riportarla sul set. La immagino presa dai libri, i ricci che sfuggono imbrigliati alla meglio con un elastico di fortuna, la voglia di uscire e vedere gli amici e il fidanzato (sì, è innamorata, che i fan si rassegnino). La pausa è prevista. E lei è una che nonostante la giovanissima età, 18 anni, sa gestire tempi e impegni: «Più o meno quanto durerà l’intervista? E su quali temi verterà? Per organizzarmi», mi aveva chiesto due giorni prima. La cosa che colpisce subito. La seconda è l’entusiasmo, la sana leggerezza di accendersi per ogni cosa. Se è vero, come dicevano i latini, che il nome racchiude in sé la storia di una persona, Fotinì non potrebbe calzarle meglio, Φωτεινή, in greco, è «luminosa». A LetteraDonna ha raccontato la sua esperienza sul set e il sogno della recitazione, che però non è l’unico.

Domanda: Da grande quindi farai l’attrice, hai deciso?
Risposta:
No, no, ma quando mai! Recitare mi piace, ma amo anche altro, penso che se lo facessi come imposizione non mi piacerebbe più così tanto. Non voglio perdere la freschezza, l’entusiasmo di questo momento e soprattutto voglio anche studiare.

D: Come hai iniziato?
R:
Sono sempre stata attratta da questo mondo, fin da piccola, quando facevo mimica scenica, avevo cinque anni. Poi ho partecipato a qualche provino, il primo in un centro sociale, mi divertiva. Li vivo senza ansie, con serenità, una cosa mi deve stimolare, altrimenti sarebbe impossibile. Dopo aver lavorato in Un Bacio di Ivan Cotroneo hanno ripreso a chiamarmi, così mi sono iscritta a un’agenzia per gestire meglio tutto. Una settimana dopo è arrivato il provino per Romanzo Famigliare.

D: La fiction sta avendo tanto successo, qual è il suo segreto secondo te?
R:
Sicuramente la buona regia e la sceneggiatura, Francesca (Archibugi, ndr) ha fatto entrambe. Lavorare con lei è stato molto bello perché è precisa e attenta al minimo dettaglio. Mi sono piaciuti i temi affrontati, per niente semplici, eppure trattati con poesia e freschezza.

D: Sul set che clima si è creato?
R:
Per me è stato come avere una specie di seconda famiglia. Non avendo esperienza ho vissuto il set come un ambiente speciale. Abbiamo fatto tutto con grande serenità, fondamentale per la riuscita di un lavoro comune.

D: Negli ultimi mesi si è parlato spesso di molestie e situazioni poco chiare nel mondo del cinema, tu che idea ti sei fatta?
R:
Credo che in questo lavoro sia facile cadere nel malinteso, intendere una cosa al posto di un’altra. Le amicizie possono esserci ma il lavoro deve restare tale, senza nessun coinvolgimento emotivo. Se si agisce in modo professionale queste cose non succedono.

D: Il ruolo di Micòl per te è il primo, che sensazioni ci sono?
R:
Sono stata travolta da tutta questa attenzione, l’avevo messa in conto perché mi avevano avvertita, ma poi quando la vivi è differente.

D: Di te si sa molto poco, riesci ancora a mantenere la tua privacy?
R: Sì, non la voglio assolutamente perdere. I complimenti mi fanno piacere, inutile negarlo, però il privato è privato. Non uso molto i social e soprattutto ho innalzato al massimo i livelli di protezione degli account, non accetto persone che non conosco.

D: Dicono che intorno a un attore debba esserci un po’ mistero!
R: Davvero? Ok, allora va bene!

D: La tua Micòl è una ragazza molto matura per la sua età, cosa è stato più difficile e cosa più semplice nell’interpretarla?
R:
La cosa più difficile sicuramente è stato capire che tipo di senzazioni potesse provare una ragazza incinta così giovane, dato che è un'esperienza che non ho vissuto. In questo sono stata molto aiutata da Francesca, ma mi sono anche documentata con video e filmati per potermi calare nei suoi panni. Il lavoro dell’attore alla fine è questo, tirare fuori le proprie emozioni. A livello caratteriale invece ci somigliamo molto, abbiamo la stessa solarità e determinazione, anche se lei è più responsabile di me.

D: In che senso?
R:
Prende tutto con serenità, anche quando si trova a dover decidere tra la gravidanza, che significa maternità, crescita, e far passare tutto sotto silenzio abortendo. È una scelta più grande di lei, difficile.

D: C’è una cosa in cui siete invece molto diverse?
R:
Micòl è più dolce, sicuramente.

D: Tu non lo sei?
R: Lei di più e soprattutto è più generosa e altruista, si preoccupa per gli altri quando invece potrebbe essere la prima a fregarsene. Io sono più cocciuta, determinata.

D: La determinazione non è un difetto, perché sei così critica con te stessa?
R:
A volte sono un po’ bianco e nero, specie su alcune cose...

D: Di che segno sei?
R:
Capricorno ascendente Ariete.

D: Parli con un Capricorno ascendente Toro, abbiamo un bel peso sulla testa!
R: Due cornute in ogni caso! (ridiamo, ndr).

D: Ti riguardi in tv oppure sei una di quello che «assolutamente no»?
R: Sì, mi guardo, da spettatrice. All’inizio mi faceva un po’ impressione, adesso vedo un’altra persona. Non sono io. Siamo uguali fisicamente, certo, ma finisce lì.

D: Recitare è anche uno scambio. Cosa ti è rimasto di Micòl?
R: Sono cresciuta molto con lei, mi ha fatto sicuramente maturare.

D: Come lei anche tu sei una musicista, suoni il piano.
R:
Ho smesso due anni fa, non ho fatto il Conservatorio, magari riprenderò. Quando ero piccola era l’unica soluzione che mia madre aveva trovato per tenermi concentrata e ferma fisicamente!

D: Micòl ha un rapporto molto speciale con la madre Emma, per te con la tua è lo stesso?
R: Con lei e con tutte le altre donne della mia famiglia, mia sorella e mia nonna, che vive in Grecia. Le sono molto legata.

D: Vi somigliate?
R: Fisicamente sì. La ammiro molto perché è una persona che nella vita è riuscita a tirare fuori una determinazione e un coraggio unici, non si spaventa di fronte a niente.

D: E come carattere?
R: Anche, ma lei è un po’ più presuntuosa!

D: Il rapporto con la tua parte greca quanto è forte?
R:
Molto stretto. Da piccola andavo più spesso, ogni ponte, ogni festività. Oggi riesco meno, ma tutta la famiglia di mia madre vive in Grecia e appena posso li raggiungo.

D: Hai già qualche nuovo progetto?
R:
Per ora tante proposte, ma è ancora tutto da decidere.

D: Un’attrice che ti piace?
R:
Valeria Golino, la ammiro tantissimo.

D: Una cosa in comune la avete già, i ricci!
R:
Vero! (ride, ndr).

D: Un sogno?
R: Quando avrò dato l'esame di Economia Aziendale vedremo dove mi porterà il cuore. Vabbè… forse continuare a recitare.

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