4 Gennaio Gen 2018 1737 04 gennaio 2018

Bruno Barbieri: «Senza Masterchef andrei in analisi»

Ha partecipato a tutte le edizioni possibili, e si sente il «senatore» del programma. «Cracco? Quando ti tolgono una stella Michelin ti devi fare delle domande».

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Bruno Barbieri

«Ma tu te lo immagini un Masterchef senza Bruno Barbieri?». No, la verità è che non è possibile immaginarselo, fosse anche solo per il fatto che un Masterchef, uno qualsiasi, senza Bruno Barbieri non c'è mai stato. Comprese le edizioni Junior o Celebrity. È lui, bolognese di Medicina con la passione per i social e un blog fresco di inaugurazione, la colonna portante di questa settima edizione di Masterchef Italia, la prima senza Carlo Cracco, e anche la prima con una donna – Antonia Klugmann – in giuria. «Possiamo dirlo, forse questa è l'edizione più bella», racconta. Perché? Per tutto ciò che rende il programma ciò che è: «Il rapporto con i concorrenti, i viaggi, gli incontri con le persone, il confronto con la storia. Masterchef Italia è il migliore al mondo, perché questo Paese è il migliore al mondo e dobbiamo iniziare a raccontarlo in modo diverso».

DOMANDA: Della prima edizione di siete rimasti solo lei e Bastianich. Ne resterà soltanto uno?
RISPOSTA:
Li ho fatti tutti, i Masterchef, i Celebrity, i Junior. Sì, sono il senatore di Masterchef e ne sono contento. Se sono ancora qui significa che qualcosa di buono l'ho fatto. Siamo arrivati al settimo anno e non c'è stata nessuna crisi. Questo è un programma troppo bello, se dovessi smettere di farlo avrei bisogno di uno psicologo.

D: Com'è stata la prima volta senza Carlo Cracco?
R:
Sai, lavori per sei anni con una persona accanto e all'inizio è sempre un po' difficile. Ci sono mancate le sue arrabbiature, le sue bizzarrie, ma Antonia l'ha sostituito molto bene e avrà un sacco di fan.

D: Com'è stato lavorare con lei?
R:
Secondo me ci voleva una donna nella nostra giuria, soprattutto una donna come Antonia, dura. Sostituire Carlo penso non sia facile, entrare in un programma complesso come Masterchef e riuscire a fare quello che ha fatto è stato straordinario.

D: La chimica tra di voi ha funzionato da subito?
R:
Ci siamo molto divertiti con lei, come tre studenti delle medie. Le abbiamo dato il benvenuto, nel senso che all'inizio l'abbiamo trattata molto male per capire se poteva entrare dentro il meccanismo. Le abbiamo reso la vita difficile, è stato molto divertente e c'è stato qualche momento un po' di crisi. Ma noi tre avevamo organizzato tutto da prima. E alla fine eravamo sempre d'accordo sui giudizi.

D: Che cosa è cambiato rispetto agli anni scorsi?
R:
C'è stata un'aria di novità. Antonia ha dato davvero quell'input in più che non era facile da trovare. Al settimo anno c'è la crisi come nei matrimoni, lei è stata molto brava e ha portato una parte tecnica in più dentro Masterchef. Ha fatto un gran lavoro.

D: Come sono stati i concorrenti di questa edizione?
R: È stato difficile trovare i migliori e abbiamo dovuto lasciare a casa anche gente molto brava. Si è alzato molto il livello, c'è meno gente bizzarra e con più voglia di cucinare e stupire coi piatti. Quest'anno ci sono stati molti stranieri a Masterchef Italia.

D: Perché gli stranieri vengono da noi per fare Masterchef?
R:
Forse per le materie prime, per il lavoro, per com'è il nostro programma.

D: Lei ha preso a lavorare nella sua cucina alcuni concorrenti delle passate edizioni: Valerio Braschi e Maradona Youssef. Sono ancora da lei?
R:
No, sono andati via per proseguire il loro percorso.

D: Cracco ha il suo show da solo, Cannavacciuolo pure, Bastianich ne ha più di uno. E lei?
R:
C'è un progetto, si chiama Quattro Hotel. Un programma molto complesso con delle belle novità. Io sono partito dagli hotel, conosco il settore e lo voglio raccontare.

D: Lei è molto attivo sui social, che rapporto ha coi suoi fan?
R:
Il mio rapporto coi social è straordinario. Li adoro e voglio sviluppare ancora di più questo aspetto. Per me è un po' come andare dall'analista: le persone che mi seguono mi danno risposte, qualche volta anche alle mie piccole insicurezze.

D: Carlo Cracco ha di recente perso una stella, come è successo?
R:
Questo lo possono sapere solo Cracco e la Michelin. Io posso solo dire che quando ti tolgono una stella è un momento difficile per un cuoco e ti devi fare delle domande. Per conquistarla hai sacrificato tutto nella tua vita, è un momento difficile, ma può essere anche lo stimolo per riprendertela e darci dentro. Mi dispiace molto per Carlo, credo che anche lui in questo momento non stia bene, al di là di quello che si dice e che racconta lui. Farà molto presto a riprendersi la seconda stella e magari anche la terza.

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