Festival Sanremo 2018

Festival di Sanremo 2018

19 Dicembre Dic 2017 1330 19 dicembre 2017

Gatto Panceri escluso da Sanremo 2018: «Adesso parlo io»

Lo sfogo del cantautore a LetteraDonna: «Mi hanno detto che ero troppo vecchio, troppo grasso, troppo calvo per il Festival. Sono stato offeso come uomo: partirà un'azione legale».

  • ...
Gatto Panceri

Sanremo è sempre Sanremo. E come ogni anno, anche questo non ha mancato di portare con sé il suo carico di polemica all'annuncio dei nomi dei 20 big in gara. Non si tratta solo di pubblico e critica stanchi di doversi sorbire una doppia razione di Pooh post-scioglimento con le presenze 'individuali' di Red Canzian e della coppia Roby Facchinetti-Riccardo Fogli, ma anche di vere e proprie accuse lanciate sui social dai cantanti esclusi.
«Il giorno prima della comunicazione dei nomi dei big in gara arriva la doccia fredda», ha raccontato su Instagram Loredana Bertè: «Sono stata contattata dal portavoce del direttore artistico, che mi ha proposto una canzone di Biagio che era pervenuta alla commissione. Avrei dovuto provinarla in poche ore... ascoltarla, impararla, registrarla. Alla fine ho deciso di restare fedele alla mia scelta artistica, sicura che avrei dovuto rinunciare al Festival».

Ma il più infuriato di tutti è Gatto Panceri, uno che a Sanremo c'è già stato tre volte: «Sanremo non è mai una cosa pulita, ci sono sempre mille magagne sotto, conflitti di interessi subdoli e questa volta avendo davvero sfiorato miracolosamente di esserci ho visto cosa succede da molto vicino». E fa una promessa: «Parlerò e dirò tutto quello che ci sta dietro e vi svelerò dei meccanismi che non potete neanche immaginare. Ho letto molto sdegno nei vostri commenti per alcune scelte di nomi davvero opinabili. Diciamo che la lista finale è peggio di quelle che io vi avevo ipotizzato. Quindi vi dirò tutto, clamorosamente e sinceramente come è mia consuetudine. E solleverò un bel polverone, così finalmente si parlerà molto di me in tv, radio, giornali e internet. Fidatevi. In Italia quelli onesti, educati, comprensivi e pacati lo pigliano sempre in cu*o».

Lo sfogo di Gatto Panceri diventa un discorso completo e lungo nell'intervista rilasciata a LetteraDonna: «Io sono in Serie A da decenni, ho scritto per Giorgia e Bocelli, non sono arrabbiato perché sono stato escluso, ma per come è successo. Sono sempre stato zitto, adesso parlo». Con tutta l'intenzione di trasformare questa beffa in qualcosa di buono per lui: «Di me non si è parlato nemmeno quanto ho venduto 48 milioni di copie come autore di Vivo per Lei. Quindi stavolta sfrutto io la cosa. Ho avuto una grossa perdita, provo a rigirarla a mio favore».

DOMANDA: E allora ci dica, cosa è successo?
RISPOSTA:
Premetto che non ce l'ho affatto con Claudio Baglioni. Mi metto nei panni del direttore artistico, di qualunque direttore artistico. Specie se fai il cantante subisci grosse pressioni: Rai, pubblicità, discografie, amici e detrattori vari. In questi due mesi, da quando ho spedito il pezzo alla commissione, ho sempre avuto ottimi rapporti con lui, ci siamo scambiati messaggi cordiali e professionali. Finita la diretta di Sarà Sanremo mi ha mandato un messaggio per dirsi dispiaciuto del fatto che io fossi entrato dai 140 nei 30, ma non nei 20.

D: E allora con chi ce l'ha?
R:
Con alcuni personaggi della discografia italiana.

D: Perché?
R:
Vi racconto cosa mi hanno detto i referenti della mia casa discografica.

D. Prego.
R.
Giorni fa, mentre erano nell'ufficio di Baglioni per un appuntamento ufficiale per parlare di me, è entrato un discografico di una grossa major. Quando ha sentito che si parlava di me ha cercato di screditarmi.

D: In che modo?
R:
Ha detto che ero troppo vecchio, troppo grasso, troppo calvo per Sanremo. Ho 53 anni e ci sono persone più anziane di me nel cast, è il Sanremo con l'età media più alta degli ultimi 20 anni; non sono obeso, ma ho preso otto chili perché sono stato malato e ho preso dei farmaci; e ho perso i capelli perché erano trapiantati, ho avuto un rigetto e quasi una meningite.

Quando ero in Universal ho fatto quattro Sanremo da cantante e otto come autore, a volte anche di canzoni da podio. Mi aspettavo un po' di riconoscenza.

D: Attacchi personali, dunque, non solo critiche professionali.
R:
Mi sento offeso come uomo prima di tutto. Ma poi come può un discografico di un'altra casa entrare nell'ufficio di Baglioni mentre ci sono altri discografici che presentano il loro artista?

D: Ma chi è questo discografico? Qual è questa major?
R:
No, non lo posso dire perché forse partirà un'azione legale. Ma so chi è, lo conosco, anche da anni, non è un fatto personale, non gli ho mai rubato la fidanzata. Probabilmente a lui interessava liberare il mio posto per un suo assistito.

D: Queste dinamiche si conoscono da tempo, no?
R:
Il discorso è che dentro le major ci sono personaggi che fanno maneggi. Gente che abusa di potere per delirio di onnipotenza, convinta di essere inattaccabile. Per grazia di Dio non sempre la si passa liscia quando si esagera in disonestà. La spregiudicatezza di questo discografico ha fatto in modo che possiamo produrre prove che vanno oltre le parole volatili.

D: Per esempio?
R:
Testimoni, forse registrazioni. Non ero lì, mi hanno riferito.

D: È stato anche poco furbo, insomma.
R:
Se avesse detto le stesse cose senza i miei discografici lì dentro, io non l'avrei mai saputo. Per la quarta volta in 10 anni avrei accettato la mia esclusione reputandola colpa del pezzo. Sa da quando accade?

D: Me lo dica lei.
R:
Da quando non sono più sotto una major. Quando ero in Universal ho fatto quattro Sanremo da cantante e otto come autore, a volte anche di canzoni da podio. Mi aspettavo un po' di riconoscenza da Sanremo.

D: Quindi non può escludere di essere stato 'spinto' anche lei, magari a sua insaputa, quando era sotto una major?
R:
Le cose sono cambiate. Quando io ero sotto major, negli Anni 90, era un altro mondo ed c'erano altre persone. Stimo davvero molto Caterina Caselli, che resta la sola vera signora della discografia italiana, e con lei Alfredo Gramitto Ricci, punto di riferimento degli editori italiani. Tornando a Sanremo, c'era Baudo, a cui non si potevano chiedere cose clamorosamente sporche. All'epoca la major presentava due artisti su cui puntava e politicamente un paio di posti doveva averli. Oggi una major ne presenta 15. Questo significa due cose: non sanno su chi puntare e vogliono fare man bassa.

D: E lei ne fa le spese.
R:
Non solo io. Chi può escludere che la stessa cosa non sia capitata a colleghi più bravi e affermati di me? Anche nel recente passato?

D: Loredana Bertè, per esempio, sostiene di essere stata esclusa perché le volevano imporre un brano di Biagio Antonacci che lei ha rifiutato.
R:
Ha ragione Loredana: per la canzone che si presenta a Sanremo di solito si inizia a lavorare un anno prima. Non si può arrivare all'ultimo giorno così.

D: Perché l'hanno fatto?
R:
O è un'operazione di qualcuno per piazzare un pezzo, e mi dispiace dirlo di Biagio che è un amico, o magari Baglioni ha cercato di mettere più gente di qualità in qualsiasi modo, quindi avere Biagio tra gli autori poteva fargli piacere. Ma la modalità non funziona, io penso da due anni a quale pezzo presentare a Sanremo, non si può decidere in due ore solo per il bene del cast del Festival.

D: Lei ha scritto che la lista finale è peggio di quella che aveva ipotizzato. Cosa non le piace?
R:
Si era parlato anche di un personaggio come Mietta, che ha una voce strepitosa, e Mietta non c'è. Si era parlato di De Gregori ed Elisa, e non ci sono. Si era parlato di The Giornalisti, di Levante. Avevo letto sul web una lista che mi piaceva più di questa, dove c'è un buco che rappresenta la mia generazione, quella di mezzo.

D: Un cast poco coraggioso?
R:
Non so se devo aspettarmi la nuova musica italiana da Luca Barbarossa, che da cinque anni fa il presentatore in radio. Elio si scioglie, bravissimo e amico mio, perché gli dai un posto per chiudere la carriera? A Sanremo la carriera si inizia, se volevi fargli fare la passerella lo mettevi tra gli ospiti e gli facevi fare tre pezzi. Sergio Rubino e Diodato hanno le carte in regola per essere Big? Hanno almeno due successi conclamati? Mi aspetto tanto da Moro e Meta, sono felicissimo per Avitabile, finalmente... Per altri meno.

Sono stato offeso come uomo, non solo come artista, colpito nella mia malattia.

D: Intanto si conferma la quota talent con The Kolors e Annalisa. Anche se forse è meno ricca del solito e manca il vincitore di X Factor...
R:
Qui va un plauso a Baglioni. Non c'è nessun rapper di quegli scadenti. Se la quota talent è così va bene, sono bravi artisti. Io credo che Baglioni comunque ne uscirà bene, perché delle scelte giuste le ha fatte. Gli auguro di fare un Sanremo importante.

D: E lei ora che farà?
R:
Mi ritirerò in silenzio fino ad aprile. Sono stato offeso come uomo, non solo come artista, colpito nella mia malattia. Spero che le canzoni siano bellissime per il bene della musica italiana. Se si mettono male le cose, poi, ho già il piano B, faccio l'editore. Ma non è ancora il momento perché ho un disco bellissimo e ancora tanta gente che mi vuole ascoltare.

D: E allora va avanti per la sua strada.
R:
L'album uscirà lo stesso, la canzone che hanno scartato parlava di femminicidio e violenza, e sono sicuro che andrà bene come i miei altri pezzi scartati. Un danno però l'ho subito.

D: Quale?
R:
Per quattro anni ho lavorato su un disco che si chiama Pelle d'oca e lividi e sono tempi duri per il cantautorato in un'epoca dei talent e delle major che spingono l'indie e il rap. Ma vado avanti fiducioso per la mia strada. La gente mi ama come io amo la musica da sempre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso