Giudici X Factor

X Factor

15 Dicembre Dic 2017 1830 15 dicembre 2017

X Factor 2017, Samuel Storm: «Non ero pronto per cantare in italiano»

Il cantante nigeriano è stato il primo eliminato della finale. Lo abbiamo intervistato: ci ha parlato del suo rapporto con Fedez e con gli altri ragazzi del loft.

  • ...
Samuel Storm X Factor 2017

Nove mesi tra il deserto e il mare, per lasciare la Nigeria e arrivare in Italia. Un approccio complesso con un Paese nuovo e una vita difficile, poi il provino che può cambiarti la vita. Il viaggio di Samuel Storm fino alla finale di X Factor 2017 è ben più lungo di un'audizione, un bootcamp, un homevisit e otto live. È un viaggio che l'ha portato a far ascoltare la sua musica in tv ed esibirsi davanti a 11 mila spettatori al Mediolanum Forum di Assago. Un viaggio dove ha incontrato amici nuovi e un giudice, Fedez, che forse non l'ha sempre capito ma con cui ha saputo sviluppare un rapporto di fiducia, affetto e stima crescente. Non ha rimpianti, Samuel, per essere stato il primo a uscire nell'ultima puntata. Sorride, stancato da una notte impegnativa. Ancora timido, come lo era al primo giorno, semplice ma allo stesso tempo sicuro di voler rincorrere il suo sogno e avere le carte in regola per potercela fare.

DOMANDA: Sei arrivato fino in finale, è più la soddisfazione per il traguardo raggiunto o la delusione per non aver vinto?
RIPOSTA:
La soddisfazione. Non potevo chiedere una cosa più grande che cantare al Forum davanti a 11 mila persone. Una grande emozione.

D: La tua storia ha colpito tutti. Alle audition, Fedez ha detto di aver temuto per un attimo che superasse il tuo talento, ma di aver capito subito di trovarsi davanti a un papabile vincitore. Tu pensi che la tua biografia sia stata un aiuto o un ostacolo nel tuo percorso a X Factor?
R:
La mia storia l'avevo già dimenticata prima di iniziare il live. Ero concentrato solo sul percorso per arrivare alla finale. Il resto non contava.

D: Hai dovuto superare diverse difficoltà, prima fra tutte la lingua. Per te cantare in italiano era decisamente complicato. Come hai vissuto questa situazione?
R:
Diciamo che l'italiano è una lingua difficilissima, non è semplice come l'inglese. Ci sono un sacco di verbi da imparare, quando parlo si sente il mio accento e la r moscia, ci sono un sacco di cose che mi complicano la vita. Non mi sento a mio agio ma so cantare perfettamente in italiano.

D: Eppure non l'hai mai fatto?
R:
Ho chiesto a Fedez di assegnarmi una canzone in italiano, lui non ha voluto. Ha detto che non era il tempo giusto e non era il caso di farlo solo per soddisfare il pubblico.

D: Cosa ti ha detto Fedez al termine del tuo percorso?
R:
Era contento di aver portato un concorrente in finale. E io sono contento di quello che abbiamo fatto insieme.

D: All'inizio tra voi non sembrava esserci troppo feeling, poi le cose sono migliorate.
R:
Non ci siamo capiti da subito. Lui è timido e io ancora ogni tanto non riesco a dire le cose che voglio dire veramente. Così c'è stata questa atmosfera di incomprensione. Qualsiasi cosa dicessi io diceva no. Dopo la terza puntata, quando per la quarta mi ha assegnato A Song for You, una canzone bellissima. Lì la nostra relazione è cresciuta anche grazie al producer Fausto Cogliatti, che ha mediato tra di noi. Fedez non riesce sempre a dire tutto quello che vuole e io a volte pensavo non gliene fregasse molto di me, ma non era così.

D: Che rapporto hai con gli altri giudici?
R:
Sto bene. Levante è simpatica, Mara pure e Manuel è un grande.

D: E con gli altri concorrenti?
R:
Abbiamo legato da subito tra di noi, non c'era gara, non c'era competizione tra di noi. Eravamo 12 amici che vivevano un'esperienza bellissima.

D: Qual è stato il momento più difficile del tuo percorso?
R:
Nella terza puntata, Fedez mi ha assegnato Super Rich Kids di Frank Ocean, una canzone che non mi piaceva, non mi andava bene, era fuori dal mio stile.

D: E quello più bello?
R:
Più bello non lo so. Diciamo la sesta puntata, dove ho scelto la mia canzone, She's on my mind. Quella è la puntata dove mi sono divertito di più. Poter scegliere la mia canzone e farla chitarra e voce è stato super divertente.

D: Hai scritto tu le parole del tuo brano, The Story. Cosa significa per te?
R:
Avevo già portato un mio brano alle audizioni, ma questa è la mia prima canzone ufficiale. È una storia che parla un pochino di me, ma anche di altri, di un problema sociale concreto e attuale, è una richiesta di aiuto e di amore.

D: Quali sono i tuoi riferimenti musicali?
R:
Non ho un genere preciso, ascolto un po' di tutto. Dal gospel al pop, ma non mi piace il jazz.

D: Cosa dobbiamo aspettarci da un album di Samuel Storm?
R:
L'album che uscirà sarà qualcosa di... non lo so nemmeno io, ma sarà qualcosa di pazzesco, ovviamente. Sto già lavorando un sacco.

D: Qual è la consapevolezza più importante acquisita durante il percorso?
R:
Che è stato solo un primo step, l'inizio di tutto. Fare l'inedito è stata la cosa più grande della mia vita, ma credo che tutti noi siamo fortissimi e diversi e abbiamo tutti un futuro grande.

D: Cosa ti aspetta nel tuo futuro?
R:
Ora siamo appena usciti, finalmente visto che mi stavo anche un po' annoiando. La vita è un'avventura, quello che succederà succederà, ma credo che tutto andrà bene, anzi benissimo. Non vedo l'ora di iniziare a lavorare già da gennaio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso