Giudici X Factor

X Factor

8 Dicembre Dic 2017 1752 08 dicembre 2017

X Factor 2017, Camilla dei Ros: «Ero l'ultima cantante donna rimasta»

Il gruppo toscano è stato eliminato nella semifinale del talent. Ma è comunque uscito a testa alta. L'intervista.

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Eliminato X Factor 2017 Ros

Hanno dormito 25 minuti. Camilla lo ripete più volte nel corso della mattinata dell'8 dicembre, quella del giorno dopo la loro eliminazione da X Factor, piena di interviste e ospitate. Eppure non lo si direbbe. Hanno fatto rumore, i Ros, sul palco del talent show, sui social, sulle radio, e non hanno alcuna intenzione di fermarsi. Hanno la freschezza dei 20 anni e la passione di chi suona da quando ancora non ne aveva compiuti 16. E la voglia di spaccare il mondo di chi viene dalla provincia toscana, da locali e fiere di paese in cui il punk ha diritto di cittadinanza ancora meno che in televisione.

Kevin, il bassista, è quello che appare più stanco. Camilla ha pantaloni rosa che si abbinano ai suoi capelli. E Lorenzo, il batterista, un paio di calzini dello stesso colore, con dei fenicotteri disegnati. Lontani dalle luci esprimono lo stesso contrasto tra stravaganza ed eleganza che sono stati capaci di portare sul palco per sette live, con ben 14 esibizioni, tre ballottaggi vinti e una finale sfiorata. E sempre, sempre, il coraggio e la coerenza di portare avanti la loro musica, senza scendere a compromessi.

DOMANDA: Siete arrivati fino a un passo dalla finale, come avete vissuto il vostro percorso?
LORENZO:
Con tantissima positività, e anche il fatto di essere usciti in semifinale non l'abbiamo vissuto con amarezza. Siamo comunque molto contenti. È stato un bel modo per chiudere un percorso che ci ha fatto crescere e sviluppare alcuni aspetti delle nostre sonorità che magari non erano ancora venuti in luce nelle prime puntate.
CAMILLA: Siamo usciti con il sorriso sulle labbra.

D: Siete stati soprannominati gli Highlander di questa edizione. Secondo voi cosa non arrivava al pubblico fino a portarvi al ballottaggio e cosa invece vi ha permesso di salvarvi per tre volte eliminando avversari forse più accreditati?
C: Il nostro genere è difficile in un contesto televisivo, è fatto per il contatto col pubblico sotto al palco e la tv è un filtro che fa perdere qualcosa. Anche le distorsioni non le senti come da sotto al palco, ce ne siamo accorti anche rivedendoci. Inoltre è un genere un po' complesso, non basta un minuto e mezzo per entrarci dentro. Questo forse ci ha penalizzati. D'altra parte ogni volta che siamo arrivati al ballottaggio siamo riusciti a tirare fuori la nostra anima rock.

D: Dopo aver vinto tre ballottaggi pensavate di poter vincere anche il quarto?
KEVIN: In realtà Samuel ha fatto un bel percorso, senza mai andare in ballottaggio, e forse anche per un giudice a livello etico sarebbe stato scorretto eliminare un concorrente mai andato al ballottaggio.
C: Ci sentivamo a rischio, eravamo quelli più a rischio, e per questo ci siamo detti “ragazzi, godiamocela, divertiamoci come se fosse un concerto”.

D: Sui social commentavano la vostra Acida sostenendo che fosse un po' meno punk rispetto ai vostri standard.
C: Sì, noi siamo un gruppo di ispirazione punk e rock e da tanto tempo ci chiedevano i Prozac+, prima o poi dovevano arrivare. Farli così come sono sarebbe stato piuttosto scontato. Così con Manuel abbiamo deciso di fare qualcosa di più crossover con l'orchestra. Pensavamo sarebbe stato anche un buon bilanciamento con l'altra esibizione della serata, in cui abbiamo suonato Rumore. Ma nell'Ep uscito oggi c'è la versione elettrica.

D: Può avervi penalizzato questa scelta?
C: Non penso che ci abbia penalizzati, credo che sia venuta bene, anche se era una cosa nuova per tutti.

D: Il paragone coi Prozac+ ve lo portate dietro praticamente dall'inizio di X Factor. Vi ci ritrovate?
C: Fino a un certo punto. Anche loro hanno una voce femminile molto particolare e interpretativa, e su questo ci punto anche io. Sono molto spinti a livelli di suoni, molto essenziali. Però in realtà abbiamo anche altre sfumature un po' più moderne, soprattutto coi suoni del basso più elettronici e qualche effetto. Ci sentiamo una cosa un po' più fresca.

D: Quali sono i vostri riferimenti musicali?
C: Alcuni li abbiamo suonati. Rage Against the Machine, Artic Monkeys, Jack White, The Kills, Garbage.
L: Muse, Royal Blood.
K: Abbiamo detto tutti i gruppi del mondo.

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Geplaatst door ROS op maandag 27 november 2017

D: Da band, come vedete il fenomeno Maneskin?
C: Hanno qualcosa di stra-virale che comunque capiamo. Hanno un'immagine veramente forte e un genere più comprensibile al pubblico televisivo. Noi facciamo il nostro, non ci interessa come vanno gli altri, e questo ci ha aiutato a uscire soddisfatti.

D: Rita però ha detto: ‘Musicalmente tra Ros e Maneskin non c'è paragone’?
C: Diciamo che il commento di Rita è un po' di parte.

D: Ma non è stata l'unica.
C: Ah no? Beh, gira questa voce che musicalmente i Ros siano meglio dei Maneskin. Ma alla fine loro funzionano alla grande così, puntando molto di più sull'attitudine e sull'espressione sul palco. Ma anche con due accordi funzionano e questo basta per arrivare. Noi ci siamo sempre cimentati in cose più complesse perché è una cosa che ci piace fare.
L: Ci piace proprio complicarci la vita.
C: Esatto. Giocare con gli effetti, le dissonanze, sonorità strane. Avremmo voluto portare pedaliere immense sul palco, abbiamo un po' dovuto selezionare gli strumenti.

D: Coi giudici tutto bene?
C: Sì. Ci è dispiaciuto un po' alla fine per Levante, perché non ci ha salvati e io ero l'ultima cantante donna. Come genere e approccio siamo un po' vicini a lei e a livello umano un po' speravamo nel suo supporto. Però l'abbiamo capita, Samuel non ha mai sbagliato un colpo, è andato sempre liscio, non era uno scontro ad armi pari.

D: E Mara Maionchi? Ha insistito tanto sullo scrivere in italiano e poi a voi, che scrivete in italiano, ha preferito un artista che canta in inglese.
C: Eh, anche lei non l'abbiamo capita fino in fondo e ci è un po' dispiaciuto. È vero che spesso ci ha detto che non le arrivavamo e va bene così, non possiamo piacere a tutti.
K: Sì, questa cosa dell'italiano è un po' strana, in effetti. Incomprensibile.

D: Camilla, spesso ti hanno criticata sostenendo che urlavi troppo e dicendo che avrebbero voluto sentire altre sfumature della tua voce. Quasi come se il tuo modo di cantare non avesse pari dignità rispetto agli altri. Ti ha infastidito?
C: Sì, sinceramente non mi è andata sempre giù liscia perché io sono un'ascoltatrice di un certo tipo di rock e anche portare i Rage Against the Machine alla sesta puntata è stata una provocazione per dimostrare che la musica può essere urlata, sussurrata, parlata. Se esprimi qualcosa su una base musicale e quel qualcosa arriva non si può dire nulla.

D: Però vi siete anche sforzati di far sentire qualcosa di diverso.
C: Sì, perché in parte ci poteva stare chiedere di far sentire altre tonalità e ci abbiamo lavorato molto anche su consiglio di Manuel. Dall'altra però non ci siamo mai smentiti e Rumore, il nostro inedito, parla da solo: a noi piace essere sopra le righe, con una vocalità acida e pungente, e questo non ci abbandonerà mai anche se ci siamo aperti.

D: Il rapporto con Manuel come è stato?
R: La sperimentazione che ha cercato per noi ci impauriva, ma per noi lui è un modello e ci siamo fidati. E abbiamo fatto bene perché ci ha fatto capire che funzioniamo anche in altri modi senza perdere mai il nostro timbro. Ci ha dato un input per lavorare e sperimentare ancora di più.

D: Vi è mancato il contatto col pubblico?
C: Sì, ci è mancato. Il teatro ha una conformazione completamente diversa e il pubblico è seduto. Tutto è diverso e questo ci ha creato varie difficoltà, considerando il nostro genere, ma quando siamo andati a fare i vari concerti in giro con X Factor eravamo liberi e ancora più forti di prima. Riuscire a tirare fuori un pezzo rock in condizioni televisive ci ha resi ancora più forti nel nostro habitat.

D: Vi dispiace non poter suonare al Forum?
C: Sarebbe stato figo suonarci proprio per questo. Volevamo far partire il pogo...
K: Quello, sì, sarebbe stato bellissimo.
B: Sarà per un'altra volta...

D: C'è qualcosa che non siete riusciti a fare e avreste voluto fare?
C: In realtà no, abbiamo fatto di tutto e ci siamo espressi in molti modi. Abbiamo persino portato i Marta sui Tubi come cavallo di battaglia, anche se Manuel era scettico, Nessuno mi può giudicare riarrangiata in una maniera matta... Ho suonato senza chitarra, camminato con la chitarra in mano e l'archetto, abbiamo volato. Abbiamo fatto un sacco di cose.

D: Qual è la vostra storia?
C: Ci siamo formati tre anni fa, ma con Kevin suono da sei anni, io da chitarrista e lui da bassista in altre formazioni. Eravamo tutti molto giovani, c'era chi voleva fare sul serio e chi no, così abbiamo deciso di metterci in proprio. Io mi sono messa a prendere lezioni di canto, ho iniziato a sentirmi molto più espressiva, e abbiamo 'provinato' diversi batteristi della zona.
L: Me lo ricordo il mio provino: è stato bello perché anche io avevo bisogno di trovare un progetto serio e tuffarmici a capofitto. Abbiamo scritto il primo pezzo quasi subito.
K: Però l'abbiamo messo subito in riga.
L: Ci sono state un po' delle mini ‘minacce’. Ma io ero già pronto.
C: Ha passato tutti gli esami.

D: Già quel giorno ti sei presentato con le calze abbinate ai capelli di Camilla.
L: Grazie per averlo notato.
C: Esatto, l'esame era quello, la sfida del calzino.

D: A proposito dell'immagine che vi siete costruiti, come è cambiata rispetto all'inizio del programma?
C: Ci abbiamo sempre puntato, senza esagerare perché ci vediamo come un gruppo un po' più underground e non vogliamo estremizzare troppo le cose. Poi a X Factor la nostra immagine si è evoluta un sacco perché stiliste e parrucchieri si sono divertiti un sacco. A noi piace metterci in gioco e li abbiamo lasciati fare.
K: Basta vedere come eravamo conciati noi nella seconda puntata (quella in cui hanno cantato Fiori d'arancio di Carmen Consoli, ndr).
C: Lo stile rimarrà sempre questo, un po' più sobri loro e io coi capelli fucsia.

D: Perché Ros?
C: Il nome è nato un po' spontaneo, non è un acronimo. A me piace l'arte in generale e volevamo legare il nostro genere all'area semantica del rosso, un colore elegante, sensuale ma anche forte ed energico. Un po' quello che vogliamo creare con la nostra musica.

D: Avete subito puntato X Factor?
C. No, anzi, ci siamo fatti una bella gavetta tra festival, contest palchi vari. Solo che stiamo in paesini molto piccoli. Montepulciano è bellissima, ma come fai a emergere col genere che facciamo quando nei locali ti fanno abbassare il volume e quello della batteria nemmeno lo puoi abbassare? Così abbiamo cercato questa volta per vedere se ci avrebbe dato un po' di visibilità.

D: Siete tutti di Montepulciano?
C: Io sono nata a Roma in realtà, ma vivo a Montepulciano.
K: Io sono nato a Montepulciano ma vivo a Sarteano, lì vicino.
L: Io sono di Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, e vivo a Foiano.
C: I paesini sono completamente impazziti, abbiamo paurissima.
K: Sono anche andati a intervistare i miei genitori.

D: Magari adesso non vi faranno abbassare il volume a mezzanotte.
C: Infatti sono molto curiosa di vedere cosa succederà ancora, perché ne sono capitate diverse in passato. Ci accusavano di fare troppo casino...

D: Cosa fate oltre la musica? Come erano le vostre vite prima di X Factor?
C: Io tutto ciò che è arte, mi sono sempre occupata delle grafiche e delle foto del gruppo. Poi tutti siamo iscritti all'università. Io faccio il DAMS a Firenze.
K: Io studio economia, magari sarò il contabile del gruppo.
L: Io faccio lettere moderne.
C: Tutti abbiamo sempre pensato a un'alternativa, perché non è facile sfondare. Ora vediamo di riprendere e concludere gli studi, ma la priorità resta la musica.

D: Qual è il vostro percorso ora?
L
: Abbiamo un disco praticamente già pronto, deve solo essere rielaborato leggermente. Già da domani saremo di nuovo in sala prove con l'organizzazione magari di un tour per la presentazione del disco. Non ci fermiamo mai.

D: Continuerete sulla falsa riga di Rumore e dobbiamo aspettarci delle sorprese?
C
: Continueremo sulla falsa riga di Rumore con...
L: Ci saranno delle sorprese.
K: Ce n'è per tutti.
C: Diciamo che Rumore ci sta bene ma ci muoviamo in vari luoghi. Sempre in italiano, ovviamente. Sarà piuttosto largo ma con una linea comune a tutti i brani.

D: Per la vittoria su chi scommettereste?
C: Due euro su Maneskin.
K: Ma sì, dai, gloria alle band!
C: Sono i nostri compagni di categoria e noi tifiamo anche per Manuel. E gli auguriamo il meglio.

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