Giudici X Factor

X Factor

1 Dicembre Dic 2017 1703 01 dicembre 2017

X Factor, Rita Bellanza: «Da Fedez non ho niente da imparare»

«Io sogno di duettare con Loredana Bertè, lui pensa a come fare i soldi». Intervista senza peli sulla lingua all'ex favorita. Che non si sente una cantante.

  • ...
rita bellanza x factor 2017

«Mi raccomando, cercate di non mettere in crisi la Bellanza», mi dice. Due ore di sonno e non sentirli nemmeno. E infatti a fine chiacchierata si alza dalla poltrona, come una trottola viene a sedersi sul divano e dice: «Dai, fammi sbirciare un po’, come inizi la mia intervista?». Un vulcano.
Sarà che forse è contenta di essere uscita. Almeno, così dice lei. Sarà che finalmente si sente libera da quella pressione che non l’ha mai abbandonata sin dal primo provino, da quando è partito il lungo applauso del pubblico -con tanto di lacrime di Mara Maionchi- per la sua interpretazione di Sally. Sarà che, come dice lei, «forse devo andare da un’esorcista, non riesco mai ad avere il controllo di me stessa». Rita Bellanza, è così e non si cambia, non a caso è stata una delle concorrenti più discusse dell’intera edizione di X Factor. Vent’anni, originaria di Cosenza ma residente a Riva di Solto, vicino Bergamo assieme alla sua famiglia adottiva, forse è la concorrente che più di tutti gli altri ha diviso. Il pubblico, la giuria, la stampa. «Da vincitrice annunciata secondo il web, a vittima del leoni da tastiera. Quando ha iniziato era piena di paura, ne è uscita da vera cantante». Non lo ha detto lei, lo ha scritto il profilo ufficiale di X Factor Italia su Twitter quando è stata eliminata. Aggiungendo: «Continua a splendere, diamante».
Non si può che partire da qui.

DOMANDA: Rita, ti sei sentita per davvero vincitrice annunciata?
RISPOSTA:
Per niente. Anche perché noi nel loft siamo senza cellulari né internet. Viviamo in una bolla, quindi siamo totalmente ignari di quello che accade fuori. Di sicuro non mi sento un diamante. Non credo che nessuno abbia nulla da invidiarmi. Bellanza timbro unico? Macché. Non so neanche io che cosa sono. Mi hanno definito una cantante malinconica, struggente, maledetta. Ma io non mi sento affatto una cantante.

D: Non lo sei?
R:
Mi sento più un’interprete. Per diventare cantante devo studiare, e tanto. Ho scoperto solo in queste settimane che cos’è il diaframma. E poi non so respirare, anche quando parlo, dico tutto di getto, vado in apnea, sono tutti errori da correggere. Proprio la mancanza di questi strumenti hanno fatto sì che non sia mai stata in grado di gestire le mie emozioni, né la pressione che sentivo ogni volta sul palco.

D: Quando hai cantato Sally sembravi a tuo agio.
R:
Probabilmente quella Rita non tornerà mai più. Ma forse non era nemmeno la vera Rita Bellanza a cantare. Se ti esibisci alla perfezione con un pezzo non significa che riuscirai mai a farne altri in quel modo. Personalmente sin dal primo live sono sempre stata molto timorosa. Non me la sono goduta come avrei potuto. Ci sono riuscita forse solo negli ultimi due live. Sembra semplice esibirsi su quel palco, ma non lo è. Molto più facile farlo quando il pubblico è sotto il palco, in piedi, perché ti dà calore, sostegno. X Factor è un’esperienza strana, con un’energia strana. Evidentemente mi sono sentita troppo poco all’altezza per esibirmi in uno show del genere.

D: Un percorso travagliato insomma.
R:
Volete la verità? Due settimane fa mi sarei eliminata da sola per come ho cantato. Ringrazio Gianni Morandi ma vi assicuro che il peso di quella puntata l’ho sentito eccome. Ma non tanto per i fischi, o i buu. Quella è roba da circo, chissene frega. Il difficile è stato il giorno dopo: mi sentivo uno schifo, nel loft stavo male, volevo andare via. La pressione, che già era tanta, è aumentata ulteriormente e sono riuscita a gestirla, forse, solo nell’ultima puntata. Tant’è che Levante mi ha detto: «Avrei voluto vederla prima, questa grinta».

D: A proposito di Levante, forse qualche scelta sbagliata da parte sua ti ha penalizzato?
R:
Ma no, abbiamo scelto quasi sempre insieme tutti i pezzi che ho cantato. Desideravo interpretare ogni brano che ho cantato, La Donna Cannone compresa. Solo che è stato un disastro. Eppure nelle prove generali sono andata bene. Insomma, è un bel casino.

D: Con Levante hai stretto un bel rapporto.
R
: Ammetto che avrei preferito, almeno all’inizio, andare in squadra con Manuel o con Mara, perché li conoscevo. Ho dovuto ricredermi: sono felicissima di aver lavorato con Levante, per me è stata come una sorella maggiore, 'la sorellanza con la Bellanza', se vogliamo. A volte voleva ammazzarmi: «Ti tiro una sberla se non fai come ti dico?», mi diceva. Ma sempre a fin di bene.

D: Manuel e Mara, Fedez invece no.
R: Quando ho detto di aver bisogno di studiare e di voler imparare tutto da tutti dicevo sul serio. Da tutti, tranne che da Fedez. Siamo troppo due mondi diversi. Io sogno di duettare con Loredana Bertè, lui pensa a come fare i soldi. Il nostro rapporto è sempre stato complicato, quando sono andata a salutarlo lui ha fatto una faccia, con lo sguardo sembrava dicesse: «Ma scusa perché vieni a salutarmi? Lo sai che non mi interessa». Ma bello mio, non hai capito che sono venuta da te apposta, proprio perché non volevi?

D: Parliamo dei tuoi compagni di viaggio. Partiamo dai Maneskin?
R:
Sono una forza della natura. Li vedo favoriti ma non in modo assoluto. Se ci pensate, ha vinto un gruppo anche nell’edizione precedente. Sanno aggredire il palco ma non li considero all’altezza dei Ros a livello musicale. Loro non suonano i quattro accordi sulla chitarra. Hanno una tecnica e una preparazione per me superiore. Damiano è il leader perfetto per un gruppo come il suo. Ma ha anche tanta arroganza, un’arroganza con cui però riesce a dominare il palco come nessun altro.

D: Quindi i favoriti sono loro.
R: Loro, e Lorenzo Licitra. Lui riesce a trasmettere una sensibilità durante i brani come nessun altro, è una bellissima persona. Quindi secondo me vincerà lui, alla fine. Ma non so quanto sia figo vincere questo programma. Potrebbe esserlo ma anche no. Quanti vincitori di X Factor poi sono andati avanti, a parte Mengoni? Perché Mengoni è il top. Se non va avanti lui, io mi butto dal balcone.

D: Nigiotti.
R: Nigiottino, vorrai dire. Artista vero. Gnocco vero. Hey Nigiottino, ti tengo d’occhio. Ah no scusa, è fidanzato. Credo sia un musicista completo. Ha avuto tantissime opportunità. Alcune le ha sfruttate bene, altre meno. Ma è un grandissimo cantautore. L’avete sentito l’inedito? Meraviglioso. Anzi, faccio un appello: Nigiotti se non scrivi un pezzo per me, anche se non divento famosa, ti scanno… Me l’hai promesso! È tre spanne sopra tutti, senza dubbio.

D: Chiudiamo con Samuel Storm.
R:
Direi un altro vincitore annunciato. Mi ha emozionato tantissimo all’inizio. Poi ha cannato tutto, proprio come me! Sta andando giù, mi spiace per lui. Non mi trasmette più quei brividi che ho sentito nelle sue prime esibizioni.

D: Anche lui non regge la pressione?
R: Non saprei, non posso parlare per lui. Posso dirvi che io alle prove generali andavo da Dio, poi ai live mi annullavo. Non mi usciva la voce. Mi spiace non essere andata al ballottaggio perché avrei cantato Escluso il Cane di Rino Gaetano, brano che sentivo molto mio. Ma probabilmente avrei solo prolungato l’agonia.

D: Dai l’idea di non essere pronta per intraprendere un percorso artistico.
R:
Lo sarò se avrò le persone giuste accanto. Forse le ho già trovate, ma molto dipenderà anche da me perché ripeto, devo studiare tanto, la mia esperienza musicale, X Factor escluso, è pari a zero. Se faccio il passo più lungo della gamba rischio di bruciarmi. E poi devo cercare di controllare le mie emozioni.

D: Progetti? Torni a casa?
R:
Torno dai miei fanta-genitori, io la chiamo così la mia famiglia adottiva. Ho voglia di stare un po’ in camera mia. Noi stiamo in collina, dove c’è un bellissimo panorama. Non vedo l’ora di ritrovare il mio verde.

D: Prima esibizione live?
R: Martedì mi esibirò con Andrea Radice, un altro dei miei preferiti, a Palermo. Sarà un bel test. Ovviamente porterò il mio inedito, che per me è una bomba, un brano di grande spessore. Ringrazio il mio producer che è bravissimo, anzi te lo dico qui: Antonio Filippelli sei un gran figo!

D: Il producer è figo. Nigiotti pure. Sei fidanzata, Rita?
R:
Oddio, aiuto! Grazie ma l’intervista è finita!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso