29 Novembre Nov 2017 1158 29 novembre 2017

Molestie sessuali, Vera Atyushkina: «Vi racconto perché non ho denunciato»

In tempi non sospetti aveva detto di essere stata allontanata dalla tivù perché non scesa a compromessi. Dopo il caso Weinstein, le abbiamo chiesto un commento: «Io mandata via da Striscia? Forse sapevano che ero seria».

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Vera Atyushkina

Da una parte l'uomo di potere. Dall'altra una donna alla ricerca del ruolo che può far svoltare la carriera. In mezzo, la proposta indecente. Sesso in cambio di quel lavoro. Un classico, si fa ma non si dice, un segreto di Pulcinella che conoscevano tutti. Chi si concede va avanti, chi si nega rimane al palo. Fino a poco tempo fa non ci eravamo resi conto di come tutto questo, a volte, potesse essere un abuso, più che un do ut des. Poi è arrivato lo scandalo Weinstein e qualcosa è cambiato nell'immaginario collettivo. Grazie allora ad Ambra Battilana, Rose McGowan e Asia Argento, che hanno di fatto scoperchiato il vaso di Pandora.
C'è stato bisogno che rotolasse la testa di un pezzo grosso, ma grosso davvero, per dare coraggio a tutte. In Italia, però, già nel 2015, Vera Atyushkina aveva raccontato di aver subito avances da uomini potenti (senza fare nomi, va detto) e di aver perso importanti attività lavorative per non essersi concessa. Scomparendo di fatto dalla tivù. All'epoca, però, le sue parole non avevano fatto molto rumore. «Ero da sola a denunciare una cosa del genere e in Italia le persone dormono, aspettando che siano gli altri a prendere l’iniziativa. Quando è scoppiato lo scandalo di Hollywood allora si sono svegliati tutti», spiega con una punta di amarezza l'ex velina di Striscia La Notizia a LetteraDonna.

DOMANDA: Ti saresti mai aspettata che negli Stati Uniti sarebbe venuto fuori il nome di un produttore così importante come quello di Weinstein?
RISPOSTA:
Sinceramente non mi ha stupito più di tanto, molto spesso un uomo ricco e di potere si circonda di belle donne che hanno anche loro interesse a stare in quella posizione.

D: Nel mondo dello spettacolo sono tante le donne che vanno avanti in questo modo, ovvero concedendosi al produttore, autore o regista di turno?
R:
Molti la pensano così e sicuramente in tante si concedono, in un atto consensuale. Ma chi lo ha fatto non lo ammetterà mai.

D: Asia Argento ha denunciato le violenze di Weinstein. Ma, oltre al sostegno di tanti, ha ricevuto anche molte critiche. Cosa ne pensi?
R:
All'epoca era molto giovane e avrà avuto difficoltà a capire come comportarsi, forse non ha parlato prima delle violenze perché aveva avuto vergogna e paura. Non conosco però i fatti in modo diretto ed è difficile esprimere dei giudizi solo basandosi su quello che si è letto sui giornali e visto in tivù.

D: Quanto è importante denunciare avances e molestie da parte di chi ha un ruolo di potere?
R:
È necessario, anche se spesso ci si sente impaurite e sole. Bisogna avere il coraggio, meglio se subito.

D: E tu all'epoca perché non lo hai fatto?
R:
In realtà mi sono subito confrontata con un avvocato ma, a suo giudizio, avevamo poco materiale per costituire delle prove. Dopo qualche giorno di molestie telefoniche, quella persona aveva infatti smesso di importunarmi.

D: Se la denuncia arriva dopo anni secondo te ha meno credibilità?
R:
Dal punto di vista della legge alcuni fatti per essere puniti devono essere denunciati subito. Ma questo non c’entra con la credibilità, perché in questo periodo di sicuro molte ragazze hanno denunciato dei fatti veri anche se successi molto tempo fa. Altre, forse, cercano di avere un po' di visibilità e sfruttano l'occasione.

D: Dunque non credi che stiano tutte dicendo la verità?
R:
Non lo so. Io l'ho sempre detta. Forse qualcuna sfrutta le circostanze per farsi pubblicità, chissà.

Credits: Francesco Baronio.

D: In Italia nell'occhio del ciclone c'è Fausto Brizzi. Avevi per caso già sentito qualcosa su di lui?
R:
Non ho mai avuto a che fare con lui e, non conoscendolo personalmente, non posso dare alcun giudizio. Certo è che ora è facile criticare un po' tutti. Ma devono essere le autorità competenti a valutare le accuse e a stabilire se effettivamente ci sono stati episodi di molestie e violenze.

D: A tal proposito, non trovi grave che ormai le condanne arrivino mediaticamente, senza avere prove?
R:
Sì, perché quando una parla deve averele. Io non ho fatto nomi e non ho denunciato le molestie che avevo ricevuto da un produttore italiano perché non avevo prove sufficienti per essere sicura di ottenere giustizia.

D: Non pensi che ci sia il rischio di fare di tutta l'erba un fascio, che si faccia confusione tra avances, violenza e tutto ciò che sta nel mezzo?
R:
In realtà è facile distinguere. Ad esempio, un complimento non è mai una molestia se fatto in modo garbato e con parole gentili, ad esempio «Come sei bella», «Ti trovo affascinante» e «Sei davvero seducente». La molestia verbale, invece, è per esempio un invito insistente o un apprezzamento volgare spesso accompagnato da un ricatto o da un insulto.

D: Negli ultimi due anni ti sono successi altri episodi simili a quelli raccontati?
R:
No, in quel modo no.

D: E nel frattempo com'è andata avanti la tua carriera?
R:
Ho lavorato com fotomodella, ho proseguito la collaborazione con alcune aziende come testimonial e partecipato a molti eventi nel mondo del cinema e come madrina per diverse associazioni benefiche. Al momento sono impegnata nella diffusione e promozione del mio calendario Hollywoodland 2018 nel quale ho impersonato le dive del cinema degli Anni '30 e '40: un progetto nato per raccogliere fondi per l’associazione del Giro d’Italia di HandBike, che promuove il ciclismo per atleti disabili.

D: Il fatto che tu e Lucia Galeone siete durate solo una stagione a Striscia ha qualcosa a che fare con 'favori' negati a qualcuno?
R:
A Mediaset non ho mai ricevuto proposte indecenti. Ho vinto il concorso 'Veline' senza dover ringraziare nessuno, tranne la gente che mi ha votata. Se sono stata velina solo per un anno e non mi hanno confermata per l'anno successivo. Forse perché sapevano già come fossi seria, ma è una cosa che non dovete chiedere a me...

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