Tale E Quale Show 2017

Tale e quale

24 Novembre Nov 2017 1723 24 novembre 2017

Tale e Quale Show 2017, intervista a Federico Angelucci

Ha partecipato ad Amici, poi per quasi dieci anni è scomparso dalle scene fino al talent di Rai Uno. Che gli sta regalando grandi soddisfazioni, come l'imitazione «choc» di Mina.

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Federico Angelucci

C’era una volta un ragazzo di Foligno, con il sogno della musica in tasca e un carattere impulsivo, che aveva fatto parlare di sé, ma che dopo aver vinto Amici di Maria De Filippi era scomparso dalle scene. Oggi c’è un artista che ha deciso di rimettersi in gioco e prendersi una rivincita, passando per le molte maschere di Tale e Quale Show. Federico Angelucci è uno dei protagonisti del talent show di Rai Uno, che si è distinto per la sua capacità di interpretare capisaldi della musica italiana come Mina e Battisti, ma soprattutto per la voglia di riscatto dopo tanti anni di silenzio. Molti lo identificano come le tante meteore dei talent, ma dietro alla sua scelta di non apparire, c’è soprattutto la musica. Messa da parte l’aggressività e i battibecchi, si è concentrato sulla sua passione e ha cercato di muoversi con cautela senza dimenticare i suoi sogni. Grazie a Carlo Conti, «una vera macchina da guerra televisiva», sta ritrovando una nuova popolarità ed è grato ai suoi compagni di avventura «che con il cuore in mano mi hanno consigliato, rassicurato e rabbonito», come ha confessato a LetteraDonna.

DOMANDA: Com'è nata la tua partecipazione a Tale e Quale Show?
RISPOSTA:
Mi hanno contattato per un provino e sono stato subito entusiasta perché è un programma che vedevo anche da casa con i miei sul divano.

D: Come hai reagito quando sei stato preso?
R:
Sono rimasto incredulo come sempre, perché sono uno fondamentalmente pessimista. Anche perché ero completamente sparito dalle scene. Per dire, non avevo neanche delle pagine social.

D: Dopo il boom iniziale una scelta abbastanza singolare.
R:
Ho preso la decisione di smettere di apparire e di fare spettacoli, perché volevo dedicarmi alla musica in modo serio. Quando uno è giovane e senza riferimenti rischia di non essere credibile. All’epoca di Amici sapevo di avere la popolarità, ma non c’erano le possibilità discografiche che sono arrivate l’anno successivo.

D: E poi cos’è successo?
R:
Ho incontrato il produttore discografico Michele Centonze – che ha lavorato con Jovanotti e Pavarotti – e abbiamo deciso di metterci a cercare la mia identità musicale. Avevo un progetto spagnolo per l’America Latina, ma poi è arrivato Tale e Quale.

D: A tal proposito, quale personaggio tra quelli che ha interpretato fino ad ora hai sentito più tuo?
R:
Me ne hanno assegnati tanti e uno diverso dall’altro e forse quello con cui mi sono divertito molto è stato Ricky Martin. Tutto il resto è stato un travaglio, tra Battisti, Claudio Villa con Granada che è un pezzo difficilissimo e, ovviamente, Mina.

D: Quell'esibizione è stata tra le più cliccate sul web. Cosa è piaciuto secondo te?
R:
Probabilmente perché mi hanno assegnato l’artista italiana femminile più grande che abbiamo. Un’icona che ha fatto la storia della musica e della Rai, e che per di più ha deciso di allontanarsi. Non dimentichiamoci poi che tecnicamente è difficile da interpretare e nessun uomo l’ha mai imitata. Quindi credo sia stato soprattutto uno choc (ride, ndr).

D: Ci sono stati complimenti che ti hanno colpito particolarmente?
R:
Quello che mi ha fatto più piacere è stato quello di Platinette, che è tra l’altro presidente del suo fan club ufficiale. Mi ha detto che sembrava quasi una trasposizione, anche grazie ai movimenti e che sono riuscito a non esasperarla.

D: E Loretta Goggi cosa ha detto quando l’hai imitata?
R:
Quella è stata una roba pazzesca. Scendere dalle scale sapendo del suo sguardo verso di me, è stato molto imbarazzante e difficoltoso. La canzone poi ha un’estensione esagerata, sommando anche l’ansia da finale e il fatto che è una donna molto esigente. Comunque ha molto apprezzato.

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Geplaatst door Tale e Quale Show op maandag 13 november 2017

D: Dopo dieci anni di assenza dalle telecamere come è stato tornare sotto i riflettori?
R:
Direi traumatico, in tutti i sensi. Il primo giorno ci hanno buttato sul palco il giovedì prima del debutto in diretta e già lì avevo l’ansia. Poi considera che il primo personaggio da interpretare per me è stato Luis Fonsi con Despacito, quindi avevo pure una coreografia e la voce del rapper. C’avevo il cuore in gola.

D: Per la paura di fare errori?
R:
Sì, nonostante i riscontri positivi. Sono molto autocritico, cerco sempre la perfezione che evidentemente non mi appartiene e quindi studio tutto al dettaglio. Ho sempre paura di fare brutta figura. D'altra parte però so che se mi distacco un attimo da Federico vedo quello che valgo e so anche che quando finirà, con il senno di poi, dirò «guarda quanto mi sono preoccupato per nulla».

D: Da questa chiacchierata però mi pare che il bilancio sia positivo.
R:
Sì, assolutamente. Questo programma mi ha dato tutto quello che volevo e anche di più. Ho avuto modo di dimostrare che in questi anni ho studiato molto. Per non parlare delle persone stupende che ho conosciuto, come Claudio Lippi che è stato un papà artistico delizioso.

D: Facciamo un salto indietro di dieci anni. Che ricordi hai di Amici?
R:
Tendo a non avere una gran memoria in realtà, ma ciò che ricordo è tanta ansia. Cercavo in tutti i modi di tenere in equilibrio tante cose. Ero un ragazzino, reagivo più di petto ed ero istintivo. È stata però un'esperienza molto positiva, perché mi ha dato modo di conoscere persone importanti e tutt’ora presenti. Mi ha regalato il sogno che volevo realizzare: cantare.

D: Nessun rimpianto?
R:
Hanno detto che rinnego Amici, ma non è assolutamente vero. In questi anni difficili ho detto al massimo che a volte mi sono pentito di aver scelto di intraprendere la strada artistica, però anche chi lo fa come professione da tanti anni mi ha rassicurato, dicendomi che capitano a tutti momenti di sconforto.

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Geplaatst door Tale e Quale Show op zaterdag 11 november 2017

D: Ti senti cresciuto?
R:
Adesso ho un’emotività che prima non avevo. Quando a Tale e Quale ho vinto con Freddy Mercury, ad esempio, mi sono commosso, perché pensavo di non accedere al torneo. A differenza di dieci anni fa oggi mi sento di avere una maturità e un’esperienza nuove.

D: Cosa rispondi a quelli che sostengono che i talent show sono una fabbrica di illusioni?
R:
Mi piacerebbe essere un sollievo per quelle persone che come me hanno dato l’impressione di essersi persi sulla strada artistica. Se uno non va in televisione, però, non vuol dire che non faccia nulla.

D: Non hai mai smesso di crederci?
R:
Se hai un sogno, devi cercare di realizzarlo e non mollare mai il colpo. Cercare di rimanere aggrappati al proprio obiettivo è difficile, perché la vita ti porta ad avere giorni bui. Se non avessi continuato con determinazione, non sarei la persona equilibrata che sono oggi, magari sarei rimasto a Foligno, avrei fatto sicuramente spettacolo, ma non avrei avuto tutto questo. Quindi sono felice.

D: Ha già un piano per continuare a lavorare nella musica dopo Tale e Quale?
R:
Il mio album in spagnolo è pronto, però questa parentesi mi sta portando anche a cambiare direzione, così ho già inciso dei brani in italiano. Sto aspettando di finire questa esperienza molto impegnativa per dedicarmi di nuovo al progetto.

D: Non hai pensato ad altre strade, sempre nello spettacolo?
R:
Non sono interessato ai musical ad esempio, perché mi piacerebbe fare il cantante. Ecco fare qualche altra esperienza televisiva non mi dispiacerebbe fare anche il presentatore, mi divertirei molto.

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