22 Novembre Nov 2017 1950 22 novembre 2017

Battilana: «I soldi di Weinstein per un film su Berlusconi»

La modella ricevette un milione di dollari per non accusare il produttore. Oggi con quel denaro aiuta anche i bambini senzatetto delle Filippine.

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Ambra Battilana Weinstein Berlusconi

Ambra Battilana finanzierà un nuovo film su Silvio Berlusconi. Non è solo un’idea. Il progetto è concreto. I lavori sono già iniziati. La produzione, targata Archstone Pictures, è in via di sviluppo, anche la sceneggiatura ha una sua bozza. Così la modella torinese ha deciso di investire i soldi con cui Harvey Weinstein due anni fa comprò il suo silenzio, riguardo le molestie da lei subite due anni fa proprio dal produttore americano. Un milione di dollari, questa la cifra prevista dal contratto che l’ufficio legale dell’uomo aveva fatto firmare ad Ambra. Un accordo in cui non c’erano solamente i soldi, ma anche il silenzio assoluto sui fatti in questione e la distruzione delle prove, compreso il file audio in possesso di Ambra, quello in cui Weinstein ammetteva di averla molestata durante un colloquio di lavoro.

Si tratterebbe del secondo film dedicato al Cavaliere in pochi anni. Il premio Oscar Paolo Sorrentino infatti è al lavoro sulla pellicola Loro, con Toni Servillo nella parte dell’ex premier. Ma quello prodotto da Ambra non sarà dedicato soltanto a lui: «Sarà incentrato sulle notti di Arcore, quelle in cui mio malgrado mi ritrovai coinvolta assieme alla mia amica Chiara Danese. Finalmente potrò raccontare tutto, dato che a quei tempi non ebbi la possibilità di parlare, anzi fui costretta a fuggire dall’Italia, etichettata come la pentita del Bunga Bunga. E ovviamente il film parlerà anche della mia vita». Non si sbilancia più di tanto, né sul cast, né sul resto dello staff. Ambra oggi vive a Manhattan e lavora come modella per l’agenzia One Management.

DOMANDA: Ambra, non puoi dirci neanche il nome dell’attrice che avrà la tua parte?
R:
Posso dirvi che è stato annunciato a Cannes l’anno scorso ed è in fase di realizzazione. Altro non riesco a dire. Non ancora, anche perché manca qualche fondo per finire il lavoro. Non ho alle spalle un produttore come Weinstein (sorride, ndr). Poco alla volta scoprirete tutto. Un po’ come è successo con Harvey.

D: A proposito, i giornali sono usciti oggi riportando finalmente la cifra che ti ha versato in cambio del tuo silenzio, riprendendo un’ampia inchiesta pubblicata nei giorni scorsi dal New Yorker, quotidiano Usa.
R:
Il giornalista del New Yorker si chiama Ronan Farrow (figlio di Woody Allen e Mia Farrow Ndr). La novità, oltre alla cifra che è stata resa nota, è che Harvey ha violato gli accordi, infangando il mio nome e la mia immagine per la seconda volta, avendomi definita davanti ad alcuni membri del board «Prostituta e astuta ricattatrice», dopo la firma del nostro accordo.

D: Questo spiega il motivo per cui avevi preferito glissare sull’accordo nella nostra prima intervista qui, su LetteraDonna.
R:
Esattamente. Il mio avvocato mi aveva consigliato estrema cautela su questo argomento. Adesso le cose sono cambiate.

D: Quindi ora cosa succederà?
R:
Potrei denunciarlo una seconda volta proprio per questo motivo. Ma aspetto prima che sia la procura a fare la prima mossa.

D: La stessa procura che archiviò il tuo caso per insufficienza di prove?
R: Avevano un nastro in cui lui ammetteva di avermi toccato il seno e di fare così con tutte le donne con cui aveva a che fare. Eppure non hanno fatto niente.

D: Da quanto riporta il New Yorker, sembra quasi che quando sei andata a testimoniare in procura, ti abbiano addirittura attaccato.
R:
Ero esterrefatta. Per la seconda volta mi ritrovavo con l’immagine rovinata dopo i fatti di Arcore. E io con la mia immagine ci lavoro. La District Attorney mi trattò come se fossi stata io colpevole di qualche cosa. Mi hanno fatto tutta una serie di domande su Berlusconi, sul mio passato, mi continuavano a chiedere se ero una escort e se avevo avuto rapporti sessuali con l’allora premier. Tutto falso. Ma il problema era un altro: perché mi stavano chiedendo quelle cose? C’era una registrazione in cui Weinstein ammetteva di avermi molestato durante il colloquio. Peggio, lui ammetteva che faceva così con tutte. E loro invece di procedere nei confronti di Harvey mi chiedevano dei rapporti sessuali che avevo avuto in Italia.

D: Evidentemente per far passare il concetto che Ambra Gutierrez è una che se le va a cercare.
R:
Evidentemente viviamo in una società dove fare la modella per una linea di completi intimi ti fa diventare inevitabilmente una prostituta e la gente ti percepisce subito dalla parte del torto. Io avevo solo fatto la cosa giusta e, per questo, ho rivissuto un’altra volta l’incubo in cui ero finita dopo i fatti di Arcore. Non ho mai avuto rapporti né con Berlusconi né con chiunque altro presente quella sera. C’è un processo in corso e il giudice di Milano ha già riconosciuto me e Chiara parte lesa della vicenda.

D: Torniamo a Weinstein. «Faccio così con tutte», ti disse. Asia Argento compresa.
R:
Ci siamo incontrate a New York la scorsa settimana. Il suo è stato un gesto bellissimo, ha voluto conoscermi. Parlerà anche lei con Ronan Farrow e col New Yorker. Ho come l’impressione che Weinstein sia solo la punta dell’iceberg. Non escludo che si aprirà un nuovo vaso di pandora.

D: Come hai investito i tuoi soldi, film su Berlusconi a parte?
R:
Dopo l’accordo firmato con Harvey sono tornata nelle FIlippine, il Paese dov’è nata mia madre, assieme a mio fratello per un anno e mezzo. Stavo male. Non trovavo lavoro per la campagna diffamatoria della stampa nei miei confronti pilotata dall’entourage di Weinstein. Sono anche ingrassata di 15 chili. Poi sono tornata a New York. I soldi? Mantengo la mia famiglia e ho fatto alcuni investimenti.

D: Vladimir Luxuria, su Twitter, ti ha invitato a devolvere i soldi in beneficenza.
R: Lo faccio già da un anno, sto lavorando con Humanility, è un’associazione che aiuta i bambini senza tetto nelle Filippine, di qualsiasi età. Si costruiscono orfanotrofi per dare loro un’opportunità di poter dormire su un letto al caldo e di studio.

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